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A Trieste “La mia Istria e i Magredi”

CULTURA

In Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia la mostra itinerante sull’esodo

 

TRIESTE – In Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia “La mia Istria e i Magredi”, mostra itinerante che celebra l’esodo istriano. La mostra , curata dall’associazione “L’Artistica” di Maniago, raccoglie una serie di opere pittoriche di artisti associati.

La rassegna espositiva si inserisce nel progetto “Nelle terre magre, passato e presente dell’esodo istriano a Dandolo” – sostenuto anche da finanziamento regionale – con il desiderio far conoscere la storia dell’integrazione degli esuli Istriani nelle terre dei Magredi: “Un viaggio ideale dall’Istria al Friuli, passando per Dandolo di Maniago e i bellissimi Magredi di Vivaro, permette infatti – attraverso immagini ed emozioni – di perpetuare la memoria, rivivere alcuni momenti, percepire i rumori, gli odori, le sensazioni ed i vissuti di moltissime persone che hanno deciso di stabilirsi nel nostro territorio, dopo l’immenso esodo”.

“Terre aspre e al contempo accoglienti: quello che può sembrare un avventato ossimoro è, in realtà, la saggia descrizione di Istria e Magredi che troviamo raffigurata nelle opere racchiuse nel progetto dell’associazione L’Artistica” ha commentato il presidente del Consiglio regionale Mauro Zanin inaugurando la mostra nei giorni scorsi. “La connessione, attraverso l’arte, dell’esodo prima e dell’integrazione poi è di forte impatto e dimostra che in particolare la pittura è capace di redimere e sanare tante difficoltà”, ha sottolineato ancora Zanin.

“Sono passati 75 anni da un periodo tanto drammatico – ha detto la presidente  dell’associazione Enma Giacomello – e abbiamo desiderato far conoscere la storia dell’integrazione degli esuli istriani nel Maniaghese, a Dandolo in particolare, attraverso i lavori di Tiberio Giurissevich, esule lui stesso, tra i soci fondatori de L’Artistica e che firma la metà del catalogo, e di altri 15 artisti, ciascuno con un lavoro eseguito spontaneamente sulla base di un proprio sentimento, poi messi insieme come in un racconto unico ed emozionante, che si srotola dai giorni felici dell’Istria a quelli del dramma e dell’esodo, sino ai duri Magredi, fonte però di nuova vita e nuovi colori”.

Il progetto “Nelle terre magre” vedrà l’epilogo il 12 febbraio prossimo, ancora a Trieste, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, con uno spettacolo meditativo proposto dall’associazione Filarmonica. (Inform)

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