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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Trieste la Conferenza del Trentennale dell’Iniziativa Centro Europea , Tajani: “In uno scenario internazionale segnato da instabilità e conflitti, vogliamo un InCE sempre più forte, capace di promuovere dialogo e crescita per i nostri cittadini e le nostre imprese”

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TRIESTE – Si è svolto presso il Generali Convention Center di Trieste la Conferenza del Trentennale dell’Iniziativa Centro Europea (INCE). Il Trentennale INCE è organizzato dal Segretariato Esecutivo INCE, in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali (IAI). Sono intervenuti in apertura: Antonio Tajani (Ministro degli Esteri); Franco Dal Mas (Segretario Generale INCE); Stefania Craxi (Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato); Massimiliano Fedriga (Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia); Michele Valensise (Presidente dello IAI). Ad introdurre l’incontro  Nicoletta Pirozzi (IAI) che dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel messaggio il Capo dello Stato ha sottolineato come la celebrazione del trentennale dell’INCE rappresenti un doveroso riconoscimento del prezioso contributo recato al dialogo infra-europeo e alla causa della pace. Un progetto che è stato capace di contribuire al superamento di molte divisioni che in passato avevano attraversato il nostro Continente. “Una piattaforma stabile di dialogo e costruzione di fiducia reciproca tra Paesi aderenti per l’integrazione e lo sviluppo nella famiglia europea”, ha spiegato Mattarella sottolineando come tutto questo sia ancor più importante nello scenario attuale di crisi globale. Nel suo intervento Franco Dal Mas ha parlato di questo incontro come di un’opportunità per riflettere su quanto è stato fatto ma anche su quanto bisogna ancora fare. “L’Europa deve essere celebrata: un’Europa che si riunisce”, ha evidenziato Dal Mas definendo le varie dimensioni dell’INCE che sono quella parlamentare, governativa ed economica. “Quando parlano i Parlamenti lo fanno anche i Governi”, ha spiegato Dal Mas sottolineando che il fondo di cooperazione è finanziato da tutti gli Stati membri promuovendo lo scambio di informazioni e know-how e di quella che viene definita capacity building. Ha poi preso la parola Antonio Tajani: “Sono particolarmente lieto – ha esordito il Ministro – di darvi il benvenuto, nella Giornata dell’Unità Nazionale, a Trieste. Una splendida città, un tempo simbolo di divisioni e oggi crocevia di pace, dialogo e crescita. Una città al centro di un territorio che esprime un tessuto produttivo dinamico e innovativo, ben integrato nell’economia centro-Europea e dell’area adriatico balcanica. Una regione che il Governo vuole mettere sempre più al centro del proprio impegno per la crescita e la competitività. Perché se anche il mondo in questo momento è concentrato sulla grave crisi nel Golfo e in Iran, non dobbiamo perdere di vista il futuro della nostra Europa, a partire proprio dal percorso di allargamento o riunificazione, come mi piace chiamarlo”. Tajani ha poi annunciato che l’Italia intende aderire come Partner Strategico all’Iniziativa dei Tre Mari “che renderà Trieste e la Regione Friuli-Venezia Giulia sempre più protagonista e ponte di dialogo tra l’Adriatico, il Mar Nero e il Mar Baltico”. “Quello di oggi – ha proseguito il Ministro – è un anniversario importante, perché sono i primi trent’anni del Segretariato dell’InCE. Un percorso che dimostra il valore di un’Organizzazione che, nel tempo, ha saputo diventare un punto di riferimento in Europa. Alla fine degli Anni ’80 – ha poi ricordato Tajani – si chiudeva finalmente una lunga stagione di contrapposizione ideologica, e si apriva una fase nuova, ricca di sfide e di opportunità. In quel contesto l’Italia fece una scelta politica chiara: superare le divisioni e creare uno spazio di cooperazione tra i Paesi dell’Europa centrale, orientale e dei Balcani occidentali. Regioni che avevano, e hanno ancora di più oggi, un’importanza strategica prioritaria per l’Italia e per l’Europa. Fu un investimento nel dialogo, nella cooperazione e nella costruzione di ponti tra Paesi che uscivano da storie e sistemi diversi. Quella scelta si è rivelata giusta. Oggi circa la metà dei Paesi membri dell’Iniziativa fa parte dell’Unione Europea. È questa la miglior prova del grande successo politico dell’InCE. Oggi guardiamo avanti ai prossimi trent’anni con ambizione. Gli anniversari non sono traguardi, ma un nuovo inizio”.. “In uno scenario internazionale segnato da instabilità e conflitti, – ha proseguito il Ministro – vogliamo un InCE sempre più forte, capace di promuovere dialogo e crescita per i nostri cittadini e le nostre imprese Una grande piattaforma politica di collaborazione regionale, che contribuisca alla costruzione di un’Europa motore di crescita e competitività. Un foro di dialogo che metta sempre più insieme territori, società civili e Parlamenti per promuovere valori e principi condivisi. In questo impegno, è cruciale partire dal processo di riunificazione dei Balcani alla storia Europea, una priorità strategica assoluta per il Governo. È il più grande investimento strategico europeo”.  Tajani ha poi sottolineato come il 2026 sia un anno cruciale. “Dobbiamo accelerare il processo di integrazione – ha spiegato il Ministro – e l’InCE è chiamata a dare un contributo fondamentale. L’InCE è l’unico foro che riunisce tutti i principali Paesi candidati all’Unione Europea: Balcani occidentali, Ucraina e Moldova. Anche per questo ho voluto che il Segretario Generale Dal Mas partecipasse alle riunioni del Gruppo Amici dei Balcani occidentali dello scorso anno”.  Tajani, dopo aver ricordato che il Segretario Generale Dal Mas è stato a novembre a Kiev per portare un messaggio di sostegno e solidarietà, ha evidenziato come l’InCE possa mettere a disposizione il suo saper fare e la sua rete regionale per la ricostruzione e il futuro dell’Ucraina, favorendo progetti comuni e scambi di esperienze.  “È una sfida – ha aggiunto il Ministro – che richiederà impegno e determinazione che vedrà l’Italia saldamente al fianco dell’InCE. Voglio condividere con voi il sogno che nel 2027 l’Ucraina possa assumere la Presidenza dell’InCE!. “L’InCe sarà sempre più chiamata a giocare un ruolo da protagonista – ha continuato Tajani – anche nello sviluppo della connettività regionale. Investire in connettività vuol dire rafforzare i legami tra Paesi, e creare nuove opportunità di crescita per territori e imprese. L’Italia ha messo a disposizione il Fondo InCE-BERS. Sosteniamo progetti infrastrutturali capaci di collegare i Paesi candidati al mercato unico europeo. Penso al Corridoio VIII, alla linea ferroviaria Trieste-Belgrado e al cavo elettrico che collega l’Italia al Montenegro, che puntiamo a raddoppiare. Proprio oggi presiederò un Conferenza sul corridoio economico e logistico IMEC. Un progetto strategico a cui stiamo lavorando con l’India e con altri partner per collegare l’Europa e i Balcani con i grandi e dinamici mercati dell’Asia. In questo progetto di crescita, la regione adriatica e balcanica, con i suoi porti e le sue imprese, avranno un ruolo di protagonisti”. “Oggi l’InCE  – ha concluso il Ministro – ha molte nuove sfide davanti a sé. È un percorso ricco di sfide, a partire dall’allargamento, l’impegno per una connettività nuova e al passo con le esigenze di questi tempi complessi, il sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina. È un percorso che vogliamo fare insieme. L’Italia continuerà a fare la sua parte, con convinzione e spirito di squadra, per costruire un’Europa più forte, più unita e più competitiva”. A seguire è intervenuta Stefania Craxi che ha evidenziato l’importante ruolo della cooperazione regionale, capace di cambiare l’Europa negli ultimi decenni contribuendo a far riavvicinare Paesi divisi dalla ‘cortina di ferro’. “L’INCE rappresenta una delle espressioni di quel mosaico di iniziative di riunificazione europea dopo la guerra fredda: uno spazio complementare per coltivare la fiducia reciproca”, ha spiegato Craxi precisando che la scelta stessa della sede, Trieste, non è stata casuale puntando a una città crocevia di scambi. La Presidente della Commissione Esteri – Difesa del Senato ha anche ricordato che l’INCE ha contribuito molto anche a tematiche come sostenibilità e cooperazione scientifica. Craxi ha inoltre sottolineato come, tra le iniziative più importanti dell’INCE, si segnalanino quelle rivolte al sostegno ai percorsi di integrazione comunitaria di Paesi dell’Europa centro-orientale e della Penisola balcanica. Da segnalare anche l’intervento di Salvatore Caiata (Capo della delegazione italiana CEI Parlamentary Dimension) che ha ricordato come il segretariato generale dell’INCE, di cui si festeggiano i trent’anni di attività, nasca da una brillante intuizione dell’allora Ministro degli Esteri De Michelis: “Che comprese la forte necessità di un sostegno a quei Paesi di quest’area geografica che uscivano da una fase delicata”. Ha poi preso la parola Massimiliano Fedriga che ha spiegato come in questo ambito le diplomazie nazionali abbiano un ruolo principe, ma al contempo i territori, le sue imprese e le persone possano rafforzare i legami rendendoli strutturali. “Le connessioni e le alleanze tra Paesi permettono di affrontare anche periodi difficili”, ha precisato Fedriga citando a sua volta il ‘corridoio IMEC’ in un’ottica di ulteriore internazionalizzazione di economie e realtà che compongono i Paesi INCE. “Come Regione Friuli abbiamo contribuito a INCE perché ci crediamo e crediamo che i territori possano svolgere un ruolo da protagonisti”, ha aggiunto Fedriga parlando della forza di aggregare quale leva per il futuro. Dal canto suo Michele Valensise ha parlato a sua volta della necessità di rafforzare il dialogo con l’Europa centro-orientale, lì dove l’interesse nazionale italiano è da coniugare con la più ambiziosa progettualità europea. Anche Valensise ha toccato il tema dell’allargamento dell’UE sottolineando come, nella fase di incertezza odierna, le entità regionali e territoriali possano rappresentare un aiuto importante verso i Paesi candidati a entrare nell’UE. (Inform)

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