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A Trento il Festival dell’Economia 2019: “Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza” (30 maggio – 2 giugno 2019)

EVENTI

Presentato a Roma il programma della 14^ edizione 

TRENTO – “Globalizzazione vuol dire integrazione dei mercati, soprattutto dei beni e dei capitali, con aumento delle pressioni competitive, maggiore circolazione di beni e servizi tra paesi e riduzione delle differenze di prezzo. E proprio alla competizione di paesi a basso costo del lavoro, allo spiazzamento di lavoro poco qualificato nei paesi avanzati, – scrive Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia – che viene imputata la richiesta pressante di una chiusura delle frontiere e la rivoluzione in corso nelle rappresentanze politiche dei paesi occidentiali”. Questi temi saranno al centro della quattordicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento (30 maggio- 2 giugno 2019) il cui titolo è appunto: “Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza”.

Il Festival prevede una sessantina di incontri, tra lecture, dialoghi, proiezioni cinematografiche, dibattiti a partire dai libri pubblicati negli ultimi mesi. Ci sarà un’anteprima giovedì 23 maggio alle 15 presso l’Associazione della Stampa Estera di Roma. In questa occasione Guido Tabellini presenterà i risultati di ricerca volta a capire quanto diverse siano le opinioni degli europei su questioni di interesse comune, fornendo informazioni molto utili per interpretare il voto europeo della domenica successiva.

Giovedì 30 maggio, alle 16.30, apre il Festival, dopo la tradizionale inaugurazione, la lecture del professor James Robinson, dell’Università di Chicago, che, introdotto da Tito Boeri, risponderà alla domanda Cosa si può fare del populismo? Alle 18.30 Alberto Alesina, dell’Harvard University, rifletterà sul rapporto fra immigrazione e stato sociale comparando fatti con percezioni diffuse. Alle 21.00 Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, si addentrerà nel rapporto fra istituzioni politiche nazionali, macchina dello Stato e mercato globale.

Numerosi gli interventi previsti nei successivi tre giorni. Tra essi, venerdì 31 maggio, quelli di Enrico Letta e Ilvo Diamanti che analizzeranno i nuovi scenari che saranno determinati dai risultati delle elezioni europee, fra nazionalismo ed integrazione economica. Sabato 1° giugno, Elhanan Helpman, dell’Università di Harvard, si interrogherà sul rapporto fra globalizzazione e disuguaglianze, mentre Filippo Grandi, Alto Commissario delle nazioni Unite per i rifugiati, offrirà una testimonianza anche sulle conseguenze del conflitto in Libia. Domenica 2 giugno, alle 10.30, la conferenza del giornalista Federico Rampini, che si interrogherà sul perché le classi lavoratrici, in tutto l’Occidente, si sono spostate a destra. Alle 12.00 sarà invece la volta del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Alle 14 il Premio Nobel Michael Spence discuterà dell’integrità delle competenze. Chiuderà alle 15.30 il prof. Raghuram G. Rajan, economista indiano, che insieme a Tito Boeri cercherà di tirare le fila del lungo dibattito che caratterizzerà il Festival.

Come sempre, l’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione. Il Festival dell’Economia di Trento è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dal Comune di Trento e dall’Università degli studi di Trento.

Il programma completo si trova sul sito del Festival: 2019.festivaleconomia.eu/programma. (Inform)

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