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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Tirana il seminario “La situazione sociale e migratoria in Italia e in Albania. Le attività a favore dei migranti”

TUTELE PREVIDENZIALI

Un’iniziativa organizzata dal patronato Inas Cisl per evidenziare il carattere delle tutele quale “ponte tra i due Paesi”

 

TIRANA – Si è svolto a Tirana il seminario intitolato “La situazione sociale e migratoria in Italia e in Albania. Le attività a favore dei migranti” organizzato dal patronato Inas Cisl.

A spiegare l’obiettivo dell’incontro – si legge nella nota diffusa dal patronato in proposito – il vice presidente Sante Marzotto che ha parlato di un confronto con i protagonisti del welfare albanese così da attivare e in alcuni casi rafforzare sinergie per meglio tutelare i cittadini albanesi.

Tra i partecipanti rappresentanti dell’ente previdenziale, dell’ambasciata italiana in Albania, del mondo sindacale ed associativo.

A spiegare le caratteristiche dei flussi migrjatori verso l’Italia Rando Devole, sociologo e responsabile Immigrazione della Fai Cisl, che ha evidenziato una certa stabilità degli stessi e la centralità assunta dal ricongiungimento familiare in Italia. Naim Balluku, vicepresidente di Inas Albania, ha tracciato di seguito un approfondito quadro delle difficoltà che i cittadini albanesi incontrano, in particolare a livello previdenziale, per la loro condizione di stranieri: la crisi ha colpito anche la terza più grande comunità di migranti presente in Italia, con difficoltà economiche e, in alcuni casi, con la necessità di rientrare in Patria; la mancanza di un accordo tra Italia e Albania per quanto riguarda le norme sulla previdenza rende particolarmente complicato, quando non impossibile, accedere ad una pensione che tenga conto del lavoro svolto nei due Paesi, con un aggravio delle ristrettezze in cui molti di questi cittadini vivono.

Proprio per risolvere situazioni di questo genere diventa essenziale il dialogo tra chi gestisce le procedure, come dimostra il rinnovato apprezzamento espresso dalla direttrice dell’Issh, Vjollca Braho, ente previdenziale con cui l’Inas collabora dal 2008: “Grazie al nostro accordo – ha detto Braho – il patronato è un importante terminale per gli assicurati”. Come ha spiegato Gianluca Lodetti, responsabile Estero dell’Inas, l’obiettivo di tale impegno è “rendere l’assistenza uno strumento che aiuti a costruire ponti, relazioni fondate su solidarietà, equità e giustizia. Molto si è fatto in questi anni: solo nel 2014 abbiamo fornito il nostro supporto per oltre 3.200 pratiche, quasi 400.000 dal 2008 ad oggi”.

Le potenzialità di questo lavoro sono ancora molte, grazie alla rete costruita dall’Inas in Europa che, come ha spiegato Luciano Rapa, responsabile del Comitato europeo Inas, può risultare strategica per sostenere la mobilità dei cittadini nell’area della Ue.

Un assaggio delle più avanzate prospettive di assistenza lo ha fornito Beskida Aliaj, responsabile di Inas Albania, che ha illustrato l’importante lavoro di supporto agli studenti albanesi che vengono a studiare in Italia, svolto in collaborazione con l’Istituto italiano di Cultura, la cui direttrice generale era presente all’incontro. La nota rileva infine come l’incontro sia stato riconosciuto di rilevanza anche dal ministro del Welfare e della Gioventù, Blendi Klosi, che pur non avendo potuto partecipare al seminario, ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa. (Inform)

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