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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma, una messa a 58 anni da Marcinelle, su iniziativa di Aldo Di Biagio (PI) che ricorda la tragedia nell’Aula del Senato

COMMEMORAZIONI

“A distanza di quasi 60 anni, temi come la sicurezza del lavoro, il rispetto verso il prossimo venuto da lontano e l’integrazione sociale, siano realmente valori assoluti ed inderogabili”

 

ROMA — Oggi alle ore 18,30, su iniziativa del senatore Aldo Di Biagio, presso la Chiesa di Santa Maria in Aquiro, in Piazza Capranica a Roma, è stata celebrata una Santa Messa in suffragio dei 262 lavoratori, di cui 136 italiani emigrati, che l’8 agosto 1956 persero la vita nella miniera di Marcinelle, in Belgio.

“La vicinanza che mi lega alle comunità italiane all’estero – ha dichiarato in una nota il senatore Aldo Di Biagio, vice presidente del gruppo Per l’Italia – mi ha sempre portato, negli anni passati, a partecipare alle commemorazioni che ogni anno si svolgono in ricordo della tragedia di Marcinelle, una delle più  grandi tragedie dell’emigrazione italiana, simbolo del sacrificio Italiano nel mondo. Purtroppo quest’anno la coincidenza con i lavori parlamentari non mi consente di partecipare alle commemorazioni in Belgio, pertanto ho voluto dedicare a questa giornata del ricordo e della riflessione, un momento di preghiera a cui tutti, cittadini e istituzioni, possono partecipare”.

Di Biagio ha tuttavia potuto ricordare la tragedia di Marcinelle, intervenendo nell’Aula deal Senato prima del voto finale sulle modifiche alla parte seconda della Costituzione. “Oggi ricorre il 58° anniversario di una delle tragedie del lavoro più drammatiche della storia europea del XXI secolo – ha detto -. Era l’8 agosto del ’56 e nella miniera di carbone di Marcinelle, in Belgio, in un incendio morirono 262 minatori, di cui 136 italiani emigrati nell’ambito del protocollo italo-belga di fornitura di carbone in cambio di manodopera”.

“Oggi Marcinelle è la metafora del sacrificio di centinaia di lavoratori partiti dalle loro terre, in una stagione storica in cui povertà e disperazione erano elementi determinanti del tessuto sociale italiano. Voglio pertanto richiamare l’attenzione di quest’Aula verso un momento di riflessione che non sia solo una retorica celebrativa, ma diventi memoria condivisa. Che sia riferimento per i drammi attuali e per la capacità del nostro Paese di operare scelte giuste, perché a distanza di quasi 60 anni, temi come la sicurezza del lavoro, il rispetto verso il prossimo venuto da lontano e l’integrazione sociale, siano realmente valori assoluti ed inderogabili. Abbiamo l’obbligo di salvaguardare il ricordo di quelle vittime  – ha concluso Di Biagio -affinché resti vivo nelle generazioni future come indelebile esempio di coraggio e di sacrificio e come immagine della migliore Italia”. (Inform)

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