FARNESINA
ROMA – La Prima Conferenza delle scuole italiane nel mondo ha avuto inizio questa mattina presso l’Auditorium del MAXXI a Roma. A organizzare l’evento l’Ufficio V della Direzione Generale del Maeci per la Diplomazia Pubblica e Culturale (DGDP) . L’evento si configura come un modo per rafforzare i legami culturali con gli italiani nel mondo e “far apprezzare e conoscere sempre di più la nostra lingua e cultura all’estero”, ha ricordato la Presidente della Fondazione MAXXI, Maria Emanuela Bruni, che ha introdotto l’evento con l’auspicio di “creare un ponte fra tutte le discipline artistiche e culturali nazionali e internazionali per capire la complessità del mondo contemporaneo”. Il Museo MAXXI è da sempre in prima linea nella formazione degli studenti italiani con visite guidate, corsi di formazione PTCO e laboratori, essendo ente riconosciuto di formazione. All’evento era presente anche il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali.
Nel suo intervento dal Viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, che ha parlato di un istituto del MAXXI “inclusivo e soprattutto propositivo”. Cirielli, dopo aver evidenziato l’importanza di celebrare il ruolo svolto dalle scuole italiane all’estero, si è rivolto alla Sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti presene all’evento: “La ringrazio molto per quello che lei fa insieme al suo Ministero e soprattutto per la grande collaborazione, perché è il nostro partner storico per queste iniziative”. Il Viceministro Cirielli ha poi sottolineato il dovere e il diritto dello Stato a fornire servizi e supporto agli oltre ottanta milioni di discendenti degli italiani all’estero sia con la formazione promulgata mediante scuole pubbliche e paritarie di lingua italiana, sia con l’impegno a favorire l’ottenimento di una doppia cittadinanza per quegli italiani residenti in nazioni che non la rendono disponibile, come ad esempio la Spagna, dove il Viceministro si recherà a breve anche alla luce dell’importante emigrazione di giovani verso quelle località negli ultimi anni. La stessa emigrazione dall’Italia è di per sé strumento di esportazione culturale e linguistica, ha ricordato il Vice Ministro facendo riferimento all’influenza italiana in Svizzera: “Anche l’Europa – ha aggiunto Cirelli – rappresenta un dato centrale: ultimamente sono stato in Svizzera dove ho parlato non soltanto con i connazionali del Cantone italiano, ma soprattutto con politici francofoni e germanofoni, e tutte e due le etnie e culture sostenevano come ormai l’italiano abbia vinto culturalmente in Svizzera, e la classe dotta, la classe alta dei francofoni e germanofoni, vuole imparare l’italiano come lingua di qualità”. Parlando poi della visita alla scuola di Addis Abeba con la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, il Vice Ministro ha ricordato come gli italiani che esportano cultura abbiano saputo portare all’estero anche il verbo universale della pace della diplomazia e che, ad oggi, l’educazione che l’Italia esporta è spesso vista come un faro: “La scuola di Addis Abeba – ha aggiunto produce il 100% degli occupati”. Il successo delle scuole italiane all’estero, secondo Cirielli, porta giovamento all’Italia su più fronti: “Siamo una nazione che ha anche bisogno d’immigrazione e chiaramente, se qualcuno studia nelle scuole italiane e s’innamora delle scuole italiane, si prepara e magari viene in Italia”. Il Vice Ministro ha poi spiegato che fornire a questi studenti una formazione completa permette un’immigrazione legale verso l’Italia e un’immissione nel mercato del lavoro regolamentato dallo Stato, senza rischio di sfruttamento: “Abbiamo decine di aziende e di attività – ha aggiunto – che si trasferiscono in giro per il mondo e trovare persone che hanno studiato significa anche aiutare le nostre imprese”.
Dell’impegno del Governo e del MIC nei confronti del sistema di formazione italiano ha parlato la Sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, che ha voluto spostare l’attenzione sul coordinamento delle iniziative fra MAEC e LIM, reso possibile dal D.L. 64 del 2017 per potenziare la rete scolastica all’estero e che costituisce una risorsa strategica per la diplomazia culturale. Nelle parole del Sottosegretario anche l’impegno a sviluppare una migliore, più efficace sinergia fra scuola e lavoro, anche per quanto riguarda il binomio scuola – cultura sul territorio italiano, mentre le 7 scuole statali italiane e le 47 paritarie all’estero risultano già essere punti di riferimento per oltre 20.000 studenti secondo i dati al 2023. In questo contesto la Frassinetti ha anche ricordato come molti ragazzi stranieri scelgano di sviluppare le loro competenza nel modello dell’istruzione italiana all’estero. “Le 674 unità di personale all’estero – ha aggiunto – sono i migliori ambasciatori del saper fare italiano nel mondo”. “Le riforme che sono state promosse da questo governo – ha poi rilevato Frassinetti – ben s’immettono in questo contesto internazionale. Mi riferisco per esempio alla riqualificazione degli istituti professionali e tecnici, il famoso 4+2 dove abbiamo voluto dare anche una valenza ITS, che sappiamo all’estero essere una tipologia di scuola molto attrattiva che in Italia è stata concepita con una legge parlamentare votata all’unanimità, proprio per dare una sensazione di radicamento al territorio che possa far interagire gli istituti come le università, gli enti locali, le imprese e gli ITS”. Importante anche il ruolo del liceo del Made in Italy , unicum italiano per la presenza di materie giuridiche, lingue, economia, geografia economica e facilitante la transizione da scuola a mondo del lavoro anche grazie alle sperimentazioni avviate dal Ministero con il Piano Mattei, piano d’internazionalizzazione del sistema terziario d’istruzione tecnologica.
Ha poi preso la parola il Segretario Generale della Dante Alighieri Alessandro Masi che ha parlato dell’attività della ADASIM (Fondazione Dante Alighieri Scuole Italiane nel Mondo) che accoglie in una rete le scuole italiane all’estero con l’obiettivo di condividere esperienze di alto profilo nell’insegnamento dell’italiano ed in italiano, promuovere l’aggiornamento professionale e affrontare insieme le sfide dell’educazione. In pratica con l’obiettivo di fare squadra, si inviano docenti, si avviano bandi per attività e si formano docenti.
La storia delle scuole italiane all’estero parte da lontano, inizia assieme all’Unità d’Italia nel 1861, quando il console italiano ad Alessandria d’Egitto propose all’allora Ministro degli Esteri Cavour di aprire un collegio italiano proprio ad Alessandria d’Egitto, ha ricordato nel suo intervento Il Direttore Generale del Maeci per la Diplomazia Pubblica e Culturale, Alessandro De Pedys che ha poi rilevato come ad oggi le nostre strutture scolastiche all’estero siano utilizzate prevalentemente da comunità locali straniere. Ad esempio il corpo studentesco della scuola di Addis Abeba è costituito per il solo terzo da aventi passaporto italiano, segno di quell’attrattiva esercitata dal saper fare italiano. “L’obiettivo che noi ci poniamo oggi con questo evento – ha proseguito De Pedys – è quello di cominciare a fare rete facendo incontrare anche di persona i diversi attori e scambiarsi buone prassi, fare delle proposte, ragionare insieme su come sfruttare meglio il potenziale di questo sistema come strumento di promozione della lingua e culture italiana. Dobbiamo anche parlare delle criticità”, come ad esempio sostenere adeguatamente le scuole paritarie o migliorare la formazione dei docenti. Il Direttore Generale ha poi evidenziato come il secondo obiettivo della Conferenza sia anche quello di far conoscere il mondo delle scuole italiane all’estero anche ai non addetti ai lavori. De Pedys ha inoltre posto il tema di come far continuare il percorso formativo in ambiti italiani a chi esce dagli istituti italiani all’estero. Una delle iniziative volte creare filiere educative è “Costruiamo il Futuro”, un progetto per cui sono state messe a disposizione sedici borse di studio per consentire a studenti che vengono dalle scuole di Addis Abeba, Casablanca, Tunisi e Il Cairo di proseguire gli studi presso università italiane. Segnalate anche iniziative volte a garantire agli studenti, attraverso pacchetti formativi, preparazione adeguata attraverso enti esterni come la Banca d’Italia per l’introduzione all’educazione finanziaria, o la fondazione Bracco, ma anche con il CEPELL per l’ambito letterario. Citato anche il sistema educativo Reggio Children, con oltre 140 scuole nel mondo. (Jasmine Carpentieri- Inform)