VIOLENZA DI GENERE
In 14 province italiane postazioni mobili con operatori specializzati si sposteranno nelle piazze italiane per cercare un contatto diretto con le donne
ROMA – “…Questo non è amore” è il nome dell’iniziativa del ministero dell’Interno, che si concretizza nel progetto della Polizia di Stato contro la violenza sulle donne. Il progetto viene presentato oggi dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e dal Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli. Al termine della presentazione, il trasferimento in piazza Montecitorio per dare il via alla partenza della campagna dal camper della Polizia, dove Alfano e Gabrielli, assieme al presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, al ministro delle Riforme costituzionali con delega alle Pari opportunità, Maria Elena Boschi, e al sindaco di Roma, Virginia Raggi, apriranno simbolicamente le porte degli Uffici di Polizia, invitando tutti a visitare il camper.
L’iniziativa – che vedrà coinvolte, in contemporanea, 14 province italiane – ha come finalità la creazione di un contatto diretto tra le donne e una equipe di operatori specializzati, ospitati all’interno di una postazione mobile (il camper), che si sposterà nelle piazze delle province che rientrano nel progetto.
“Si tratta di una importante iniziativa – afferma il ministro – che rivolge un’attenzione particolare alle donne proprio in un periodo in cui si registrano tantissimi episodi di violenza che purtroppo, spesso, sfociano in tragedie. Su questo fronte, mi sono speso più volte, da ministro della Giustizia con la legge contro lo stalking e con l’assistenza legale gratuita alle donne che ne sono vittima e, da ministro dell’Interno, con il mio decreto contro la violenza di genere. La campagna della Polizia di Stato ‘… Questo non è amore’ risponde appieno a una sensibilità comune che deve consolidarsi come presa di coscienza e che va diffusa fra la gente, non solo perché le vittime abbiano il coraggio di denunciare sentendosi protette, ma anche perché i testimoni di violenze possano avere la forza di segnalare questi episodi restando nell’anonimato”. (Inform)