ITALIANI ALL’ESTERO
Il film è stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri
ROMA – Si è svolta a Roma, presso il Nuovo Cinema Aquila, la presentazione del docufilm “Sospesi” diretto dalla regista Martina Dall’Ara e prodotto da Lamberto Mongiorgi. Il film è stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Collaborazione Internazionale e del Comune di Cesena, e tramite le sponsorizzazioni di Consorzio Romagna Iniziative, General System, Fondazione F.o.r, Brodino, Progetto Arredo, Foodstation, Gelateria Leoni, Ubik Cesena e Teleromagna. Il film raccoglie testimonianze da tutto il pianeta per sondare la percezione dell’isolamento da parte degli italiani che si trovavano all’estero quando ogni cosa si è fermata durante la primavera del 2020 a causa del covid. Un racconto a più voci complesso e intenso. “Sospesi” raccoglie volti, voci e storie da 50 paesi del mondo. Attraverso un’imponente ricerca e lo sguardo sociologico della regista, cento esperienze di vita di italiani in luoghi stranieri svelano percezioni e stati d’animo di un isolamento del tutto inaspettato, tra incertezza e fiducia nel futuro. Finestre sul mondo, che ricostruiscono il fenomeno più importante e travolgente del XXI secolo. Prima della proiezione del film si è svolta una presentazione con la regista Martina Dell’Ara, il produttore Lamberto Mongiorgi e il Consigliere Maria Luisa Lapresa (Maeci – Dgit). “Sospesi – ha spiegato la regista – è un documentario che raccoglie un centinaio di video racconti da 50 paesi del mondo, durante l’emergenza sanitaria per il covid quindi nel momento più difficile, quello del lockdown, per l’Italia e il mondo. Sono stati mesi abbastanza difficili in cui tutti noi siamo stati a casa ed io come tutti lavoravo da casa, e poiché mi occupo di documentarismo ho cercato come tutti voi di capire cosa stesse succedendo. Avevo qualche amico italiano all’estero ed ho iniziato a sentirli, hanno iniziato a raccontarmi cosa stava succedendo, dello stato in cui si trovavano, e anche delle loro forti preoccupazioni perché comunque erano distanti dal proprio paese dalla propria famiglia e quindi avevamo tanta voglia di comunicare. Allora – ha continuato Dell’Ara – ho iniziato a raccogliere testimonianze, in tre mesi ne ho acquisite più di cento. A seguire ho cercato di comprendere la situazione dei vari continenti, capendo anche quali fossero le differenze tra uno stato e l’altro.” La regista ha poi segnalato come per la realizzazione del film siano state raccolte più di 40 ore di girato e sia stato contattato lo sceneggiatore Alessandro Amato che ha contribuito alla riuscita del documentario. A seguire ha preso la parola Lamberto Mongiorgi che si è soffermato sulla complessità del lavoro che ha portato alla realizzazione dell’opera ed ha elogiato la regista Martina Dall’Ara : “E’ stata lei in prima persona ad attivarsi, io le ho dato una mano, la mia esperienza diciamo è stata di tenere le fila e cercare di dare consigli quando era necessario per portare a casa il risultato. Sono molto soddisfatto di questa esperienza”. E’ stata poi la volta del Consigliere del Maeci (Dgit) Maria Luisa Lapresa: “Sono grata ai realizzatori di questo documentario, perché hanno veramente puntato i riflettori sul fenomeno dell’emigrazione che risale a tanti anni fa, ma che è ancora molto attuale. Per quanto riguarda il dramma del covid le comunità italiane all’estero si sono trovate di fronte ad un problema: quello di essere bloccate”. “Io mi trovavo all’inizio della pandemia a Bucarest in Romania, – ha ricordato Lapresa – dove lavoravo in Ambasciata, e ho vissuto il problema del Covid come cittadina italiana all’estero, anche se ovviamente io ero lì per lavoro ed era mio dovere come servitore dello Stato essere lì. Dal punto di vista umano vedevo , come anche penso i protagonisti del documentario, le immagini che venivano dall’Italia che da erano veramente preoccupanti. Vi era poi il fatto di essere bloccati all’estero, di non poter rientrare in Italia e l’incertezza di non sapere come sarebbe andata a finire”. “Invece dal punto di vista professionale- ha continuato Lapresa – ovviamente come Ambasciata e anche come Cancelleria Consolare noi ci siamo occupati degli italiani che si trovavano in Romania. In proposito – ha aggiunto – voglio attirare la vostra attenzione sul ruolo molto importante che ha svolto la Farnesina, non solo in Romania ma anche in tutto il mondo, nell’assistere gli italiani che erano all’estero durante il periodo del covid. Noi abbiamo grandissime comunità in tutto il mondo e un impegno molto importante è stato quello di far rientrare i connazionali in Italia e quindi organizzare questi voli di ritorno. Soltanto in Romania, nel giro di 3 mesi, sono stati organizzati 18 voli speciali di rimpatrio”. In proposito Lapresa ha segnalato la storia riguardante il rimpatrio di una bambina di due anni, sottolineando il grande lavoro svolto dalla Farnesina per la tutela dei minori e dei cittadini italiani all’estero. (Inform)