direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma la Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo: “Novità e futuro: il mondo della cooperazione italiana”

EVENTI

 

Gli interventi del ministro degli Esteri Alfano, del presidente della Repubblica Centroafricana Faustin Archange Toudera; del commissario europeo per la Cooperazione allo Sviluppo Neven Mimica, del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda; del ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gianluca Galletti e del segretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni.Fra gli oratori anche il direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali

 

ROMA  – Si sta svolgendo in questi giorni, 24 e 25 gennaio, a Roma, presso l’Auditorium Parco della musica, la Conferenza Nazionale della Cooperazione allo sviluppo, organizzata dalla Farnesina e dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Hanno preso parte alla conferenza i rappresentanti delle istituzioni, degli enti territoriali, delle ONG, del settore privato, del mondo accademico, dell’impresa e dello spettacolo, testimoni dei progetti di cooperazione con chi opera sul campo. Fra gli interventi segnaliamo anche quello del direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali. Questa, oltre a costituire un’occasione per aprire il mondo della Cooperazione all’opinione pubblica, si rivolge soprattutto ai giovani; sono infatti presenti numerosi studenti liceali e universitari. 

L’apertura dei lavori è affidata a Elisabetta Belloni, segretario generale del Maeci , che sottolinea fin da subito il rinnovato impegno e interesse dell’Italia alla questione. “Si tratta della prima cooperazione internazionale, dopo le riforme introdotte dal governo nel 2014” evidenzia Belloni, “non è la prima conferenza, ma si inserisce in un contesto di continuità. Ricordo in particolare la Conferenza Internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo a Milano di qualche anno fa. Lo scopo è di promuovere un confronto e un dialogo per individuare metodologie che sappiano adeguarsi al contesto internazionale che vede nuovi attori che possono contribuire. Oggi con orgoglio possiamo dire che l’Italia è oggi il quarto maggiore contribuente tra i paese del G7. In un’ottica di cooperazione che l’Italia vuole promuovere.

Belloni passa poi a presentare l’illustre platea di relatori che si susseguiranno al microfono, in particolare sottolineando la presenza del Presidente della Repubblica Centrafricana Toudera e evidenziando “l’impegno del nostro Paese verso la Repubblica Centroafricana e verso tutta l’Africa che intende promuovere una più proficua collaborazione con tutti i paesi africani. La nostra strategia non si basa su un’agenda nascosta ma con la consapevolezza che perseguire ciò vuol dire anche fare sicurezza in politica interna. Riflettere sulle grandi strategie vuol dire anche riflettere sugli strumenti normativi presenti dal 2014. Una norma che ha permesso di sciogliere i nodi principali da anni. Molto è stato fatto nel passato, molto si dovrà fare nel futuro. L’agenzia deve sempre far più che ciò che è un impegno politico si traduca in fatti e progetti”.

Interviene poi il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione, Angelino Alfano:  “È un giorno – esordisce il ministro – che non si apre bene per quello che è successo questa mattina a Save the Children. Questo ci riempie di tristezza e ci racconta di quanto abbiano bisogno di sicurezza coloro che si occupano di questi temi in trincea e non dietro a una scrivania”. Il ministro continua poi il suo discorso ringraziando i volontari: “Nel cuore di ogni uomo, anche il peggiore, alberga un infinito desiderio di bene. Dall’inizio della vita, ciascuno di noi cerca di affermare il desiderio di bene che alberga in tutti. Io credo che i volontari e le volontarie hanno trovato la loro strada di bene. Questo desiderio di provarci da parte vostra credo meriti la gratitudine dell’Italia intera”.

Alfano fa poi riferimento al suo recente viaggio, proprio in Africa: “La seconda considerazione è riguardo un’emozione che ho provato in questo inizio di anno, dal due gennaio sono stato in Niger e in altri paesi africani. Ho provato quanto sia importante l’Italia lì. Dentro di me si è schiusa l’idea di una grande Africa e di uno sviluppo faticoso verso ognuno di noi. La domanda esistenziale è “quanto tempo ci vorrà per questa Africa per arrivare dove vuole arrivare?”, ma se poi pensiamo che sono in cammino verso lo sviluppo e che in fondo che mi importa se lo sviluppo arriverà tra 10 anni o di più, quando oggi abbiamo salvato anche solo una vita umana”. Il Ministro passa infine a raccontare un’esperienza personale e collettiva, vissuta in questi anni: “Io sono umanamente sensibile all’argomento che ha condizionato la mia carriera e il mio destino politico. Io sono nato in una provincia che comprende l’isola di Lampedusa. Un giorno sono tornato lì come Ministro e ho visto 300 sacchi come i 300 corpi che contenevano. In uno c’era una bambina abbracciata alla propria mamma. Da lì è cambiata la mia vita è l’approccio dell’Italia e dell’Europa. Noi abbiamo realizzato come paese cooperazione e solidarietà e allo stesso tempo sicurezza. Questo è il nostro sguardo verso l’Africa che potrà andare avanti”.

Dopo il suo intervento, Alfano lascia la parola a Faustin Archange Toudera, presidente della Repubblica Centroafricana: “L’invito che ci è stato rivolto per questa prestigiosa conferenza testimonia la solidità, l’amicizia che legano i nostri due paesi nell’ambito della riflessione che vuole rinforzare i nostri legami nell’ambito della cooperazione.  Questa occasione è un grande incontro che ci chiama a intraprendere un cammino comune per realizzare una cooperazione dinamica al servizio dello sviluppo; è anche segno della stima e della cordiale amicizia che i nostri due popoli sentono l’uno per l’altro. Quindi vorrei cogliere questa occasione caratterizzata dal senso di solidarietà che rimarrà memoriale per noi, per trasmettere una volta di più e con tutto il cuore i miei ringraziamenti più sinceri e la gratitudine di tutta la popolazione centroafricana. Signori e signore, questo incontro è importante a vari livelli. Intanto permetterà i rinforzare il ritmo del dialogo per quanto riguarda la questione dello sviluppo del continente africano in tutti i campi.  Questo incontro permetterà, in particolare, di lanciare un meccanismo di dialogo tra la repubblica centro Africa e l’Italia al fine di rafforzare gli scambi e la cooperazione bilaterale e in ambiti quali la sicurezza, l’educazione, la sicurezza alimentare e l’immigrazione. Come sapete, la repubblica centroafricana è un paese post-conflitto. Malgrado numerose sfide, noi andremo a perseverare gradualmente e seriamente per costruire uno stato forte, stabile, democratico e prospero. Questo per dirvi che la presenza qui apre enormi prospettive per i nostri due paesi e dunque siamo persuasi che la nostra presenza contribuirà ad incoraggiare gli imprenditori italiani giovani per offrire loro delle condizioni di vita migliori che possano dissuaderli dal mettere in pericolo le loro vite. Sono certo che una cooperazione leale, efficace, un vero umanesimo e una vera e sincera solidarietà possano contribuire alla pace, alla concordia, alla sicurezza e alla prosperità in Africa e nel mondo garantendo così la vera libertà, la vera democrazia, la tolleranza e il benessere di tutti i popoli. Spero che il nostro attuale incontro possa inaugurare e prolungare ancora di più un’era nuova nelle relazioni tra la repubblica italiana e la repubblica centroafricana” e conclude esclamando: “Viva l’amicizia, viva la cooperazione tra l’Italia e la Repubblica Centroafricana!”

Dopo i primi interventi di apertura la parola passa a Paola Saluzzi (tv 2000), che modera l’incontro e che sottolinea l’importanza dell’Unione Europea, in quest’ottica, e il valore di tutti i sacrifici fatti per raggiungere l’obiettivo di un’Europa unita.

Neven Mimica, Commissario Europeo per la Cooperazione allo Sviluppo, proprio in merito a ciò riporta il discorso in un contesto più ampio rispetto a quello del nostro Paese. “La cooperazione e non l’isolamento è la più sicura via verso la pace e la stabilità per tutti. L’agenda del 2030 per lo sviluppo sostenibile è stata fondamentale nel forgiare questa logica e assicurarsi che nessuno fosse lasciato da parte. Da allora l’Unione Europea e i nostri stati membri hanno costruito un quadro ambizioso e strumenti innovativi per mettere in pratica questo piano. A luglio dello scorso anno è stato sottoscritto un accordo che riunisce l’Unione in una visione comune per l’implementazione di un contesto globale. L’impegno è di sostenere i nostri paesi partner, le loro strategie per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso il dialogo. Anche a livello politico l’Italia è stato un partner fondamentale in questo processo. Sono stati fatti molti progressi attraverso la programmazione congiunta dell’Unione Europea con iniziative che si sono susseguite”. Il Commissario sottolinea come l’Italia sia protagonista di questo progetto: “Oggi lavoriamo con l’Italia in 35 paesi, copriamo tutti i continenti. Allo stesso modo stiamo iniziando a lavorare su un rapporto congiunto che illustri in che modo l’Unione Europea e nostri stati membri stanno ottenendo un consenso, dando un contributo fondamentale al forum politico che si terrà l’anno prossimo. È stato fondamentale consolidare i nostri rapporti con l’Africa e spero che possa concordare un mandato di negoziazione per il nostro partenariato futuro con i paesi del Pacifico e i Caraibi. La nostra partnership di lunga durata offre una piattaforma per cogliere le opportunità che esse ci offrono. Quindi creare una partnership mirata che vada oltre le politiche di sviluppo il cui obiettivo sia quello di servire al meglio i nostri interessi comuni e impegni a livello internazionale. L’Africa rimarrà un partner strategico fondamentale per l’Europa e per l’Italia, la cui stabilità è strettamente connessa alla nostra. L’attenzione dell’Unione Africana e dell’Unione Europea e dei loro vertici è stato investire sui giovani. Credo fermamente che la priorità debba essere quella di cercare prospettive migliori per i giovani sia nei loro paesi che all’estero. Ciò inizia dall’educazione, dall’istruzione. Dare loro le competenze necessarie a crearsi un futuro migliore per se stessi e per le loro famiglie e comunità. Questi nuovi strumenti ambiziosi ci consentiranno di mettere a disposizione 44 miliardi di investimenti in Africa. Nei prossimi mesi istituti di credito importanti, tra cui la cassa depositi e prestiti dell’Italia, potranno presentare i loro programmi di investimento”.

L’ultima parte del suo intervento, Mimica la dedica poi a un tema molto sensibile che evidenzia essergli particolarmente caro: “Il tema centrale per me è quello delle donne e delle ragazze che sono in prima linea riguardo lo sviluppo sostenibile. Sono molto grato all’Italia per il sostegno continuo alle iniziative che riguardano questo aspetto. Oggi parleremo del futuro dello sviluppo e come dico spesso se non ci sono donne non c’è sviluppo, non c’è dignità né futuro. Nell’ambito di questi sforzi conto sul sostegno continuo dell’Italia affinché ci guidi e motivi come principale autore di sviluppo e ci aiuti a mostrare che noi europei siamo non solo bravi a parlare ma siamo in grado di scendere in campo quando dobbiamo essere all’altezza del nostro impegno globale”.

A seguire interviene il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che afferma: “La cooperazione allo sviluppo è oggi importante ma deve essere sempre più un asse portante del nostro paese non solo per motivi etici, ma anche per motivi di sicurezza. La cooperazione non solo è giusta ma è una delle soluzioni ai problemi di questo paese. Negli anni scorsi l’Italia investiva solo intorno allo 0.14% del pil in cooperazione; oggi è l’investimento è raddoppiato. Certo dobbiamo avvicinarci allo 0.5% della Germania, ma passi avanti sono stati fatti. I due temi centrali sono quello degli investimenti e quello del commercio internazionale. Oggi noi vediamo la globalizzazione come un problema, come qualcosa che ha lasciato indietro molte persone; un pezzo di sistema produttivo è rimasto spiazzato da questo cambiamento. Le spinte che noi vediamo oggi, anche dagli Stati Uniti, verso una nuova fase di protezionismo economico non pongono solo a rischio la crescita e lo sviluppo tra paese sviluppati, ma ancor di più verso quelli non sviluppati. Nulla fa peggio all’Africa che chiudere le frontiere ai prodotti che da quei paesi possono arrivare. Il protezionismo prenderà di mira in primo luogo i paesi meno sviluppati.

Si sofferma poi sul piano del Migration Compact: “La cosa di cui vado più fiero è la presentazione di questo piano. Voi giovani sentite parlare dell’Europa sempre in termini di austerità. L’Europa c’è se riesce a portare avanti la gestione e non la difesa dal fenomeno migratorio. Non ci si difende in modo passivo da fenomeni globali ma li si gestisce e li si governa. Questo progetto era la semplice assunzione di questo principio. Oggi la priorità per l’Europa è far uscire l’Africa da questa situazione. Non perché siamo buoni e educati, ma perché ne va della sicurezza e della tenuta dell’Europa stressa. Qualcosa è stato fatto ma non è sufficiente. Quella di oggi non è una discussione sulla cooperazione ma è un’asse portante per la crescita e lo sviluppo del nostro paese insieme alla crescita dell’Africa”.

È importante poi, come è stato sottolineato nel corso dei vari interventi, considerare la questione della cooperazione per lo sviluppo da vari punti di vista. Per questo prende la parola, a questo punto della mattinata, Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. “Sono onorato di essere qui perché penso che questi quattro anni in temi ambientati siano stati determinati. In particolare l’enciclica del papa “laudato sì” ci ricorda che i temi di ambiente riguardano prima di tutto le persone. L’accordo del 2015 a Parigi in cui l’Europa è stata in prima linea, ed è stata anzi un esempio, è stato fondamentale. Io in ambiente ho sperimentato che senza il dialogo non si va da nessuna parte. O si vince tutti insieme o si perde tutti insieme. Quello che accede nel loro paese ha conseguenze nel mio paese. Oggi è mia convenienza andare a investire perché in Africa ci sia lo sviluppo sostenibile che nei paesi industrializzati non c’è stato. Io credo che noi dobbiamo continuare in questa visione per la cooperazione internazionale ma soprattutto per salvaguardare il nostro paese e il nostro pianeta”.

Per quanto riguarda il tavolo specifico sulle migrazioni è anche intervenuto il direttore generale per gli Italiani all’Estero  Luigi Maria Vignali, affermando che: “Quella delle migrazioni è una grande sfida ma anche un’opportunità da cogliere cambiandone la narrativa e cogliendo i benefici che da sempre le migrazioni offrono alle società di accoglienza”. Il direttore ha poi sottolineato che “gli stranieri, ogni anno, pagano 130 miliardi di tasse in Italia, pari a circa l’11% del Pil e contribuiscono a circa sei miliardi di euro di contributi previdenziali, ovvero pagano 640.000 pensioni agli italiani ogni anno. Questo ruolo degli stranieri in Italia può essere ribaltato anche per coadiuvare la cooperazione allo sviluppo. E’ stato più volte detto oggi che quello che la cooperazione cerca è la complementarietà rispetto ad altri partner: la società civile, il settore privato. Il settore privato perché la cooperazione da sola non può affrontare le sfide poste ad esempio dal raddoppio della popolazione del continente africano da qui al 2050, dai cambiamenti climatici e dall’insicurezza alimentare. C’è bisogno di investimenti di investimenti privati che possano aiutare la cooperazione a sostenere un flusso finanziario verso il Sud del mondo, in particolare l’Africa”.

Vignali ha ricordato che “ogni anno verso l’Africa vengono inviati circa 33 miliardi di dollari di rimesse, contro solo 19 miliardi di dollari di aiuto allo sviluppo. Abbiamo bisogno degli investimenti privati e del ruolo importante delle diaspore, come punti di dialogo della migrazione circolare, ovvero dei migranti arricchiti dalle competenze acquisite in Europa che rientrano per reinvestire queste competenze nei paesi di origine”. (Maria Stella Rombolà- Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform