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A Palazzo Montecitorio la presentazione del “Rapporto annuale Istat 2018 – La situazione del Paese”

CAMERA DEI DEPUTATI

L’intervento del presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico: “Soltanto uno sviluppo equilibrato ed inclusivo, che utilizzi tutto il potenziale di crescita inespresso, può rilanciare in modo stabile il benessere della nostra comunità”

 

ROMA – Il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, è intervenuto in occasione della presentazione del “Rapporto annuale Istat 2018 – La situazione del Paese”, a Palazzo Montecitorio.

Dopo aver ricordato come l’analisi costituisca “un ritratto approfondito e aggiornato del Paese” che “contiene preziose chiavi di lettura delle principali dinamiche che investono il nostro futuro” e “base di conoscenza imprescindibile per l’azione del Parlamento e del Governo”, Fico ha rilevato come quest’anno essa appare assumere “un rilievo ancora più significativo”, “nella fase di avvio di una nuova legislatura” “per individuare le strategie di intervento idonee a dare risposta alle aspettative dei cittadini e alle grandi sfide che il nostro Paese deve affrontare”. 

Sottolineata in particolare “la focalizzazione del rapporto annuale sulle reti, formali e informali, generate dall’interazione dei diversi soggetti – persone, imprese, istituzioni, associazioni – che compongono il tessuto sociale ed economico italiano”, metodo che secondo il presidente della Camera è apprezzabile perché coglie gli effetti della partecipazione a reti, familiari, associative, amicali, sul vivere quotidiano di cittadini e imprese e il ruolo delle reti pubbliche e private di servizi.

“Quello della rete è un concetto che ho sempre ritenuto fondamentale nelle dinamiche sociali e nei rapporti tra i cittadini e tra le persone. Da solo l’individuo può poco: credo che sia nel confronto con gli altri e nell’agire in sinergia con realtà diverse che possono prodursi i risultati migliori per le persone e la società – afferma Fico, indicando quali dati di fondo del Rapporto il fatto che “le reti producono effetti positivi, soprattutto per chi ne fa parte e quando vengono a mancare, producono disparità e diseguaglianze” e “la persistente cesura fra Centro-nord e Mezzogiorno relativa alla spesa delle reti di servizi sociali e uno svantaggio per i comuni più piccoli”. “Sono dati – rileva il presidente della Camera – che impongono alla politica e alle istituzioni di interrogarsi sugli effetti della riduzione delle risorse destinate ai comuni a fronte dei bisogni e alla potenziale domanda assistenziale dei cittadini. I comuni sono fondamentali e indispensabili per la vita di tutti i cittadini. Sono la prima interfaccia e forniscono i servizi per le persone. Nei comuni c’è la prima e vera interazione fra cittadini e istituzioni; ed è proprio lì che bisogna agire per far vivere meglio le persone”.

Del quadro complesso che emerge nel Rapporto, Fico ha sottolineato in particolare come la crescita dell’economia italiana sia accompagnata “da un aumento della diseguaglianza e della povertà assoluta che già registravano livelli allarmanti”. In particolare, poi, nel Mezzogiorno l’incremento del Pil, “più sostenuto di quello medio nazionale”, “non ha compensato gli effetti della recessione che aveva colpito l’economia meridionale in misura più intensa ed elevata che nel resto del Paese” e l’occupazione “resta distante dai livelli del 2008”, mentre il suo aumento si concentra “nelle professioni qualificate e tecniche mentre è nullo per i lavori meno qualificati”. Per Fico, tuttavia, “il nostro Paese non può competere sugli scenari globali puntando sulla riduzione dei salari e delle garanzie per i lavoratori, ma sull’innovazione e quindi sulla qualità di prodotti e servizi”.

Altra criticità è il dato sull’occupazione femminile, che cresce ma resta “ancora lontana dal livello di quella maschile”. “Inoltre l’Italia – prosegue Fico – rimane il paese europeo con le maggiori differenze di genere nel tempo dedicato al lavoro familiare: le donne vi dedicano quasi tre ore più degli uomini. Un dato che è solo in parte spiegato dalla bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e che chiama in causa la capacità del Legislatore di porre in essere misure in grado di conciliare effettivamente il lavoro e la vita familiare, dai servizi per l’infanzia alla disciplina dei congedi parentali”.

Infine, gli andamenti demografici: “si certifica che il nostro Paese dal 2015 è entrato in una fase di declino demografico; l’Italia è oramai – afferma il presidente della Camera – il secondo paese più vecchio al mondo dopo il Giappone”.

In definitiva, dunque, “il nostro Paese ha avuto la capacità di reagire alla crisi economica sebbene molto resti ancora da fare per creare sviluppo e occupazione sostenibili e durature. Le misure che saranno approntate – avverte il presidente – non devono lasciare indietro i territori e le categorie più fragili della popolazione. Il Mezzogiorno, in particolare, si conferma una questione prioritaria per l’azione di politica e istituzioni. Occorre lavorare affinché si annullino le diseguaglianze per preservare la coesione sociale del Paese”.

“Soltanto uno sviluppo equilibrato ed inclusivo, che utilizzi tutto il potenziale di crescita inespresso, può rilanciare in modo stabile il benessere della nostra comunità – conclude Fico, indicando così “il compito principale del Parlamento e del prossimo Governo in questa legislatura”. (Inform)

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