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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Palazzo Giustiniani la XII edizione delle “Giornate dell’emigrazione”

ITALIANI ALL’ESTERO 

Organizzata da Asmef – Associazione Mezzogiorno Futuro

Iavarone (Asmef) “Un tempo si partiva per fame con la famosa valigia di cartone, oggi non si parte più per sopravvivenza ma per disagi e per accedere ad opportunità diverse”

De Vita (Maeci): “Il nostro auspicio è che le comunità all’estero possano diventare un collegamento reale con il Sistema Paese, ed essere promotrici di cultura, lingua, tradizioni e economia ”

Tacconi (Pd): “io vedo il turismo di ritorno come una risorsa e una opportunità”.  

 

ROMA – L’Asmef – Associazione Mezzogiorno Futuro ha organizzato la XII edizione delle “Giornate dell’emigrazione”, presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, sede della Presidenza del Senato. Il programma della giornata è stato ricco di interventi e testimonianze suddiviso per argomenti che hanno variato dal turismo di ritorno, al merito del Made in Italy, alle ricche iniziative promosse dall’associazione come il “Premio Eccellenza Italiana”. L’incontro è stato patrocinato dal Senato della Repubblica, Ministero degli Affari Esteri, Camera dei Deputati, Anno della Cultura Italiana 2013, Regione Campania, Regione Calabria e Regione Basilicata.

Per primo ha preso la parola Salvo Iavarone, presidente dell’Asmef che ha ringraziato i presenti, il Capo Ufficio primo della DGIET del Maeci Giovanni Maria De Vita, il senatore Luigi Compagna, e tutti gli altri che a vario titolo hanno partecipato alla manifestazione. Iavarone ha poi ripercorso la storia della giornata dell’Emigrazione. “Abbiamo cominciato dodici anni fa – ha spiegato – in un paese del Cilento, a Castellabate, con la presentazione di un libro di Francesco Durante scritto per la Mondadori sul tema dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. Chiedemmo poi alla Fondazione Agnelli, con la quale abbiamo avuto sempre rapporti da anni, di rendere disponibile una mostra fotografica che loro avevano sull’argomento, così l’abbiamo allestita insieme ad una rappresentazione teatrale ambientata nella Little Italy degli anni ’30”. Iavarone ha poi ricordato come la giornata dell’emigrazione sia una rassegna molto ampia, che prevede varie iniziative in Italia e all’estero. Il presidente dell’Asmef ha poi segnalato i vari interventi dell’incontro a cominciare da Nadia Pedicino con la terza edizione di “Capitan Cooking”, la scuola di cucina internazionale che raccoglie le ricette tra gli emigrati che sono all’estero; citando Massimo Lucidi ideatore del Premio Eccellenza Italiana.

“La storia dell’emigrazione – ha ricordato Iavarone –  parte 150 anni fa e coincide con l’Unità d’Italia, dal 1861 cominciano ad andare via i nostri tanti cittadini raggiungendo diverse mete del mondo, a varie fasi. Fino ai giorni nostri dove studi recenti dimostrano che sta aumentando l’emigrazione” Per il presidente la nuova emigrazione italiana non è formata solo dalla fuga di ‘cervelli eccelsi’, ma anche da ‘cervelli medi’ che lasciano il nostro Paese perché trovano situazioni non soddisfacenti in Italia. “Un tempo – ha aggiunto Iavarone – si partiva per fame con la famosa valigia di cartone, oggi non si parte più per sopravvivenza ma per disagi, per accedere ad opportunità diverse”. “All’epoca, a differenza di oggi, – ha continuato – sbarcare a New York come a Buenos Aires significava accedere ad un mondo diverso, lontano e abbandonare e lasciarsi alle spalle tutto”. Avviandosi alla conclusione Iavarone ha precisato che “non ci sarebbe niente di male se i flussi fossero davvero interscambiabili, su 50 studenti laureati che vanno via dall’Italia uno solo viene dall’Unione Europea, non c’è scambio, non c’è partita, noi esportiamo soltanto e quindi diventa pura emigrazione”.

A seguire il senatore Luigi Campagna (Fi) – “Grazie al presidente Iavarone, queste giornate sono diventate ormai non voglio dire una abitudine istituzionale, ma qualcosa di molto vicino. Quando Salvo Iavarone e gli altri cominciavano ad agitare il problema l’Italia era già un paese di immigrazione però proprio per questo andavano ricordate le stagioni di quando l’Italia era soprattutto terra di emigrazione”. Campagna ha inoltre sottolineato come l’emigrazione tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, quando si imbarcavano sui bastimenti intere famiglie soprattutto dall’Italia meridionale, sia molto diversa da quella odierna fatta di diplomati se non di laureati.

Avviandosi alla conclusione, il senatore ha ricordato come nessuna questione in Italia evochi tale e tanto patriottismo come l’emigrazione.

“Il Maeci – ha esordito Giovanni De Vita – è felice di partecipare  a questa iniziativa. Noi con Asmef abbiamo avuto un rapporto che si è costruito e si è migliorato nel corso degli anni . Quello che ci ha attratto di questa associazione è la capacità di concentrarsi su degli aspetti specifici poco retorici ma molto fattuali di promozione di quello che può essere il valore delle nostre comunità all’estero”.  De Vita ha anche ricordato come gli italiani siano sempre stati conosciuti come popolo di navigatori, uomini e donne capaci di inserirsi e di insediarsi nei paesi di accoglienza e di dare  un contribuito alla crescita di tanti paesi. De Vita ha evidenziato come l’Italia stia oggi affrontando il tema dell’immigrazione nella convinzione che i paesi da cui provengono la maggior parte dei migranti, persone che vanno protette, debbano essere aiutati promovendo politiche di crescita.  Scusate – ha aggiunto – se pongo il tema dell’immigrazione in un contesto in cui si celebra l’emigrazione, ma credo che la storia dell’emigrazione italiana ci insegni e possa dare delle soluzioni a dei problemi che stiamo affrontando e che sono di attualità, contribuendo alla creazione di un mondo più giusto e culturalmente più educato”. De Vita ha inoltre ricordato come gli stranieri in Italia,la cui presenza si attesta intorno ai 5 milioni, contribuiscano in maniera determinante al prodotto interno lordo del nostro Paese e all’arricchimento della cultura italiana. Dopo aver auspicato l’inserimento della storia dell’emigrazione italiana  nelle nostre scuole in quanto parte della storia nazionale, De Vita  ha ringraziato l’Asmef per la sua capacità di attrarre l’attenzione su aspetti specifici della nostra emigrazione “per questo – ha aggiunto – abbiamo deciso di veicolare il messaggio di queste iniziative anche negli organi di rappresentanza degli italiani all’estero.  In proposito De Vita ha ricordato  il progetto  “Capitan Cooking” che, al di là dell’aspetto culinario, tende anche a ricostruire quella che è la tradizione sopravvissuta e modificata nei paesi di accoglienza. “Il nostro auspicio – ha concluso De Vita – è che le comunità all’estero possano diventare un collegamento reale con il Sistema Paese, ed essere promotrici di cultura,  lingua, tradizioni e economia ”. 

A seguire Massimo Lucidi, ideatore del Premio Eccellenza Italiana, ha presentato la IV edizione, che si svolgerà a Whashington, e ha moderato il panel dedicato a “Raccontiamo il talento e il merito Made in Italy”, tra gli invitati a esprimersi il professor Romualdo Mazzocco, tra i candidati del 2017 anche Ernesto Sicà sindaco Pontecagnano e Leopoldo Rizzi sindaco di Vigo di Fassa.

Nel corso della  tavola rotonda dal titolo “Turismo di ritorno: risorsa o utopia?”, moderata da Susanna Loriga, psicologa e criminologa coordinatrice di “Grandangolare” il settimanale per gli italiani in Canada, ha preso la parola il deputato Pd Alessio Tacconi, eletto nella ripartizione Europa, “io vedo il turismo di ritorno, – ha esordito il deputato – come una risorsa e una opportunità”. Tacconi ha ricordato che gli italiani residenti all’estero registrati nell’Aire sono circa 5 milioni, a cui vanno aggiunto i connazionali non registrati nell’Anagrafe e circa 80 milioni tra discendenti e persone che in qualche modo sono legati all’Italia. Un ampio bacino su cui operare per il turismo di ritorno che, secondo Tacconi, dovrebbe essere legato, per chi ha perso i legami con la terra d’origine, soprattutto alla ricerca delle radici, con la possibilità di andare a vedere attraverso la ricerca del cognome, di lontani parenti, la terra da dove gli avi sono partiti. Secondo Tacconi vi sono  poi connazionali all’estero che hanno ancora legami con il territorio italiano, ad esempio attraverso un’abitazione di proprietà che apparteneva ai padri o ai nonni, ricevuta in eredità, oppure italiani all’estero avanti con l’età che hanno fatto sforzi per comprarla per tornare in vacanza nel paese d’origine. Connazionali verso cui, secondo il deputato, bisogna compiere ogni sforzo, anche da parte della politica, per mantenere vivo il legame con la terra d’origine, anche attraverso l’introduzione di agevolazioni fiscali. 

Il tema del panel “L’emigrazione di ieri e di oggi. Il ruolo del sistema paese” è stato trattato da Valeria Vaiano direttrice Asmef con Vittoria Ferrandino docente di Unisannio.

Invece Mina Cappussi Presidente del magazine “Un Mondo di Italiani’ ha presentato “Genealogia d’Emigrazione”, un Corso, che si terrà a Napoli da settembre, ed è organizzato assieme con Asmef. La  Cappussi, giornalista e studiosa di fenomeni migratori  nell’illustrare il lavoro ha detto “con Asmef abbiamo voluto coniugare la genealogia collegandola ad un luogo specifico che è però anche un luogo simbolo: il porto di Napoli. Il corso sarà tarato proprio sulle peculiarità di questo porto dal quale tanti nostri connazionali si sono imbarcati e che spesso, purtroppo, non hanno mai più rivisto”. Assieme a Domenico Carriero, studioso di Archivistica, 30 anni di esperienza in Scienze Genealogiche ha proseguito “ripercorreremo quelle tracce labili, cancellate dal tempo, per restituire a quei pionieri, quei coraggiosi che non si sono arresi alla povertà e alla mancanza di prospettive, il ruolo che spetta loro, di veri e propri protagonisti di una pagina della Storia d’Italia”.

A seguire la presentazione del film del regista Enzo Acri “Donna di rispetto” ambientato a Roscigno, un paese del Cilento, introdotto dal senatore Maurizio Gasparri, con la presenza in sala del sindaco del comune Pino Palmieri. A chiusura dei lavori sempre dello stesso regista la proiezione del film “Migranti 1950”, il film racconta le emozioni e le paure dei migranti dell’Italia Meridionale. (Nicoletta Di Benedetto – Inform)

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