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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “l’Italia con Voi”, l’iniziativa del Consolato d’Italia a Boston che ha prodotto una compilation virtuale di classici napoletani in sostituzione del tradizionale concerto di Natale

ITALIANI ALL’ESTERO

 

L’iniziativa nasce da un’idea del direttore del Global Jazz institute del Berklee College of Music, il sassofonista Marco Pignataro

 

ROMA – Nei giorni scorsi a “l’Italia con Voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, un servizio di Stefano Salimbeni presenta l’iniziativa del Consolato d’Italia a Boston che, in sostituzione del tradizionale  concerto di Natale, quest’anno impossibile da organizzare per via delle norme anti-Covid, ha prodotto una compilation virtuale di classici napoletani. I brani sono stati selezionati dal direttore del Global Jazz institute del Berklee College of Music, il sassofonista Marco Pignataro, e re-arrangiati per l’occasione in chiave Jazz da John Patitucci, meglio noto tra gli appassionati del genere come il “re del basso”, ed eseguiti da un ensemble di dieci elementi scelti dai due.

Nel corso della registrazione di questa strenna musicale sui generis, avvenuta negli studios della TV pubblica nazionale PBS, sono stati intervistati Pignataro, Patitucci e la console Federica Sereni.

Pignataro ha sottolineato come questa musica è parte del Dna degli italiani: “è la musica degli emigranti italiani, un punto di connessione tra l’Italia e l’America e che nutre sentimenti che, vivendo da tanti anni in America, si amplificano”. Evidenzia poi come questo periodo difficile sia stata caratterizzato da “grande introspezione ma anche grandi opportunità”, come dimostra la realizzazione di questo progetto, a lungo sognato da Pignataro e oggi divenuto realtà. Grazie inoltre alla registrazione professionale dei brani, l’esibizione può raggiungere tutti i musicofili e italofili del mondo, e fare da “apripista” ad un’operazione culturale che va ben al di là di una semplice esibizione locale “di stagione”.

Mentre Patitucci sottolinea il legame familiare che nutre per le canzoni rese celebri dalle voci di Mario Lanza o Luciano Pavarotti, Sereni spiega che l’idea era di “creare qualcosa di unico per collegare la tradizione al jazz” e sostituire il tradizionale concerto di Natale. “In questo frangente – afferma Sereni – credo che la musica sia un bene prezioso per il quale l’Italia è famosa e che abbiamo voluto offrire a tutti, in un momento in cui abbiamo bisogno di sollevare lo spirito dopo un anno difficile”. (Inform)

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