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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “l’Italia con voi” la curatrice del Rapporto Italiani nel mondo, Delfina Licata

ITALIANI ALL’ESTERO

L’analisi della Fondazione Migrantes sulla mobilità in uscita dal nostro Paese: sempre più giovani e giovani adulti alla ricerca di riscatto e realizzazione

 

ROMA – Alla trasmissione di Rai Italia “l’Italia con voi”, Delfina Licata ha presentato la 14ma edizione del Rapporto italiani nel mondo da lei curato per la Fondazione Migrantes, rilevando come esso sia divenuto nel tempo “un progetto culturale attraverso cui è possibile studiare, capire, monitorare e conoscere quella che è la storia dell’Italia, del nostro popolo e della nostra società”. “Il focus dell’analisi di quest’anno è: da quanto sporchi, brutti e cattivi erano gli italiani nei pregiudizi all’amore per il made in italy. Abbiamo voluto ricordare in questo modo – spiega Licata – gli stereotipi che hanno caratterizzato l’emigrazione italiana all’estero e proporre una lettura che ci restituisce lo specchio di noi stessi, in cui ritroviamo ciò che siamo e probabilmente quello che vogliamo essere, sempre in collegamento anche con l’Italia di oggi, interculturale e in movimento, come attestano gli oltre 5 milioni di cittadini italiani residenti all’estero e gli altrettanti cittadini stranieri o di origine straniera che sono in Italia”.

Licata spiega poi come rispetto allo scorso anno sia “completamente cambiata la configurazione dell’identikit dell’italiano che si trasferisce all’estero”: “l’anno scorso – ricorda – parlavamo soprattutto di coloro che avevano più di 50 anni, mentre quest’anno l’età media si è notevolmente abbassata”. “Nell’ultimo anni sono partiti oltre 128 mila italiani e di questi oltre il 40% ha un’età compresa fra i 18 e i 34 anni e oltre il 24% ha tra i 35 e i 49 anni. Si tratta quindi di giovani, soprattutto, e giovani adulti – segnala Licata, sottolineando anche le “oltre 26 mila partenze di minori, più del 20%, oltre 15 mila persone che hanno meno di 15 anni e questo significa che anche le famiglie si stanno spostando”. “Sono anni che cerchiamo di superare la descrizione dei cervelli in fuga perché non restituisce la dimensione concreta del fenomeno – aggiunge ancora Licata: – accanto agli altamente qualificati ci sono tanti emigranti con titoli di studio medio-alti o medio-bassi, che vanno alla ricerca non soltanto di un’occupazione; il loro desiderio – spiega Licata – è quello di un riscatto, di una realizzazione a 360 gradi che passa anche attraverso l’occupazione, ma tende alla realizzazione della persona nel suo complesso”. Infine, una riflessione sulla dimensione della mobilità e sulle caratteristiche del nostro Paese: “la mobilità in sé è qualcosa di positivo perché permette di arricchirsi attraverso il confronto con un’altra cultura; il problema in questo momento per l’Italia è che la mobilità è unidirezionale. Si ha la necessità di partire e non si può scegliere di ritornare, mentre il processo migratorio perfetto accade solo quando è circolare. Questo vuol dire – afferma Licata – che accanto alla partenza ci deve essere il ritorno; che bisogna avere la  possibilità di scegliere di partire, ma anche di tornare; e di scegliere da che parte stare rispetto a questo grande cambiamento del mondo della mobilità, scegliere cioè quale tipo di narrazione dare a questo fenomeno”. (Inform)

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