direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “l’Italia con Voi”, Eleonora Medda, membro del Comitato di presidenza del Cgie e coordinatrice del patronato Inca Belgio, interviene sul tema della cittadinanza italiana, come e chi può ottenerla

ITALIANI ALL’ESTERO

 

 

(fonte immagine Rai Italia)

ROMA – A “l’Italia con Voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, Eleonora Medda, membro del Comitato di presidenza del Cgie e coordinatrice del patronato Inca Belgio, interviene sul tema della cittadinanza italiana, illustrando come e chi può ottenerla.

Il possesso della cittadinanza è “uno status al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici” e “a seconda degli ordinamenti e della situazione storica ci sono differenti modalità di acquisizione della cittadinanza – spiega Medda. “La cittadinanza si può acquisire – chiarisce – in virtù dello ius sanguinis, per diritto di sangue e di discendenza; per ius soli, per il fatto di essere nato in un territorio di un determinato Stato; per matrimonio; per naturalizzazione, se sussistono particolari requisiti come la residenza per un lungo periodo di tempo in un determinato territorio, l’assenza di precedenti penali, la prova dell’apporto economico o dell’integrazione”.

“La scelta fondamentale che si trovano a fare gli ordinamenti, e che ha importanti conseguenze negli Stati interessati da forti movimenti migratori, è essenzialmente tra ius sanguinis e ius soli. Infatti, lo ius soli determina l’allargamento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul territorio dello Stato e ciò spiega perché sia stato adottato da paesi con una forte immigrazione come gli Stati Uniti, l’Argentina, il Brasile o il Canada. Al contrario, lo ius sanguinis – prosegue Medda – tutela il diritto dei discendenti degli emigrati e quindi è adottato spesso da Paesi interessati da forte emigrazione e diaspora, come l’Armenia, Israele o l’Italia”.

“C’è da chiedersi se nel mondo di oggi, visti i processi di globalizzazione in atto e i fenomeni migratori, non sia necessario un ripensamento dell’idea un po’ anacronistica di cittadinanza circoscritta alla difesa di identità culturali sempre meno definite, ossia se non sia invece il caso di individuare strumenti che consentano ai cittadini di essere parte attiva del tessuto sociale delle società in cui vivono – prosegue la responsabile del patronato, che segnala come a testimonianza di tale dibattito via siano depositate al Parlamento italiano numerose proposte di legge relative allo ius soli e allo ius culturae, a favore del minore straniero che abbia frequentato uno o più cicli scolastici in Italia.

“Per coloro che vivono all’estero le fattispecie per l’acquisizione della cittadinanza italiana sono essenzialmente due: per iure sanguinis, e quindi la concessione per discendenza, oppure l’acquisto per matrimonio. Entrambe sono regolate dalla legge n. 91 del 5 febbraio del 1992. Ricordiamo che nel secondo caso sono state introdotte delle novità sostanziali alla fine del 2018. Se residenti all’estero si può presentare la domanda dopo 3 anni dalla data del matrimonio e i termini si dimezzano in presenza di figli in comune; la procedura è esclusivamente telematica e dal 2018 è prevista la verifica della conoscenza della lingua italiana almeno a livello B1. Gli enti certificatori riconosciuti sono le Università per stranieri di Siena e di Perugia, l’Università di Roma Tre, la Società Dante Alighieri e, all’estero, è possibile sostenere gli esami in convenzione con questi enti tramite gli IIC – segnala Medda.

Infine, viene ricordato il legame tra cittadinanza italiana e cittadinanza europea, istituita con il Trattato di Maastricht del 1992. “L’istituzione della cittadinanza europea è l’inizio di un percorso, ancora non terminato, che mira ad arricchire lo status del cittadino europeo e a creare un più diretto rapporto con l’Unione. Essa – spiega Medda – non sostituisce quella nazionale ma ne è un complemento ed è finalizzata ad instaurare la solidarietà dei popoli che fanno parte dell’Ue e a favorire il processo di integrazione politico tra gli Stati membri. È proprio grazie a questo processo che oggi possiamo votare ed essere eletti alle elezioni comunali o a quelle del Parlamento europeo nello Stato membro di residenza anche se diverso da quello di origine. Inoltre, esso ci permette di essere tutelati dalle rappresentanze diplomatico-consolari di un qualsiasi Stato membro in uno Stato terzo, se lo Stato di cui si ha la nazionalità non è rappresentato, e ci dà anche il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo e ricorsi al mediatore europeo”. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Ministero dell’Interno o, per i residenti all’estero, sui siti delle rappresentanze diplomatico-consolari e dei patronati. (Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform