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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “l’Italia con Voi”, Delfina Licata della Fondazione Migrantes presenta il “Rim – Rapporto italiani nel mondo – Junior 2020”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Giunto alla terza edizione, il volume che racconta la mobilità italiana all’estero alle giovani generazioni

/fonte Immagine Rai Italia)

ROMA – In collegamento a “l’Italia con Voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero,  Delfina Licata della Fondazione Migrantes presenta il “Rim – Rapporto italiani nel mondo – Junior 2020”, volume che racconta la mobilità italiana all’estero alle giovani generazioni.

Si tratta di “un progetto culturale giunto alla sua terza edizione, un racconto realizzato con un linguaggio accessibile, totalmente illustrato, con l’obiettivo di ottenere una narrazione agevole e divertente – spiega Licata, sottolineando che il volume, pur essendo stato creato “per i più piccoli, appassiona anche i più grandi”.

Il “Rim Junior” è collegato al Rapporto Italiani nel mondo, curato dalla Fondazione Migrantes, sia a livello tematico – l’edizione Junior 2020 prende spunto dallo speciale del Rapporto Italiani nel mondo 2019 – e anche perché “il progetto matura dalla necessità di presentare la stessa materia ai più piccoli, per sensibilizzarli alla conoscenza di questo mondo e di questa ricchezza e ideare uno strumento didattico da poter utilizzare anche nelle scuole, dove il tema è un po’ una Cenerentola – rileva Licata.

“Il tema di quest’anno è lo stereotipo, il pregiudizio che ha nel passato caratterizzato anche l’emigrazione italiana, ma che oggi è proiettato sui migranti che raggiungono oggi il nostro territorio – prosegue la ricercatrice della Migrantes, che ricorda il carattere multiculturale assunto dalla società italiana, evidente in primis nella scuola. “Rim Junior” viene inoltre utilizzato nelle scuole italiane all’estero, “per insegnare la storia, il vissuto e le caratteristiche della mobilità italiana del passato e del presente”.

Licata ribadisce infine che la mobilità, pur essendo “positiva, perché permette in particolare ai giovani di sperimentare la conoscenza di luoghi diversi e arricchirsi con l’incontro di altre culture”, è in Italia afflitta dal problema della assenza di “circolarità” del processo – “si parte, ma non si rientra”.

“Per intervenire su questo problema, occorre ascoltare i molti giovani italiani all’estero che reclamano di essere presenti o di voler tornare e mettono in luce loro stessi quali sono i punti di debolezza dell’Italia e di forza dei Paesi in cui hanno scelto di vivere, anche per necessità, per realizzare se stessi. Altro elemento fondamentale – rileva Licata – è la valorizzazione dei territori di partenza: in particolare la pandemia ha messo in evidenza che un territorio che permette o agevola lo smart working, il collegamento con il resto del mondo, è necessario e può costituire una motivazione per risiedervi o rientrare”. “Occorre soprattutto un  cambiamento di mentalità e la crescita della consapevolezza che la mobilità è positiva se consente la valorizzazione di competenze anche a servizio del territorio di origine – conclude Licata. (Inform)

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