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A Iasi una serie di incontri di una delegazione dell’Istituto Italiano Fernando Santi

ASSOCIAZIONI
A Iasi una serie di incontri di una delegazione dell’Istituto Italiano Fernando Santi
Prosegue la collaborazione con Università e istituzioni moldave per far crescere i rapporti tra Italia e Romania

CHISINAU – Una delegazione dell’Istituto Italiano Fernando Santi ha incontrato a Iasi, in Romania, rappresentanti di Università e di istituzioni moldave per fare il punto su iniziative da realizzare nei prossimi anni (2014-2020). L’Istituto e le sue articolazioni regionali – in particolare quella veneta, emiliano-romagnola, lombarda, abruzzese e siciliana – hanno infatti sviluppato da anni intense relazioni in loco che alimentano i rapporti tra Italia e Romania, tra questi e i Paesi dell’America Latina e tra i due Continenti e i Paesi africani.
A Iasi, gli incontri hanno coinvolto anche esponenti della comunità italiana e di quella oriunda italiana, che esprime, insieme ad altre collettività presenti in Romania, una rappresentanza al Parlamento di Bucarest.
Il presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi, Luciano Luciani e quello della sede regionale dell’Emilia Romagna dell’Istituto, Marco Luciani, hanno incontrato il pro Rettore dell’Università agricola e di Medicina veterinaria “Ion Iònescu de la Brad” di Iasi, Gheorge Savuta, accompagnato dal docente della Facoltà di Zootecnia, Radu Rusu Razvan. Si è stabilito in questa occasione di aggiornare gli accordi già operativi dall’anno 2005 – quando il Rettore, poi vice ministro dell’Agricoltura in Romania, dopo le iniziative sviluppate a Iasi, visitò in Sicilia Cefalù, i Comuni e il Parco delle Madonie, – privilegiando seminari, attività formative e scientifiche nel campo della sicurezza e della salute alimentare e il pieno accoglimento delle normative europee in materia di certificazione e valorizzazione delle produzioni, anche attraverso l’utilizzo degli impianti di Parma e di Angri (Sa) della SSICA (Stazione Sperimentale Industria Conserve Alimentari), partner privilegiato in materia dell’Istituto Italiano Fernando Santi, e con l’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia, con il quale è in corso di definizione un protocollo di collaborazione.
A tal proposito il pro Rettore ha evidenziato l’eccezionale dimensione della contraffazione in materia di olio alimentare, fenomeno che danneggia particolarmente l’Italia e altri Paesi europei.
L’incontro si è concluso anche con l’impegno di realizzare scambi di studenti e progetti Erasmus tra l’Università di Iasi, la SSICA e l’Istituto Italiano Fernando Santi e le sue delegazioni regionali e di sollecitare la realizzazione di analoghi programmi con le Università di Parma e di Chieti, mentre è stata ribadita dal pro Rettore la volontà di realizzare accordi e iniziative con l’Università di Palermo, nell’ambito degli accordi sottoscritti dagli atenei – di Palermo, Bucarest e Iasi – anche attraverso le iniziative promosse dall’Istituto Santi.
La delegazione italiana è stata poi ricevuta dalla Prefettura di Iasi, con la quale ha realizzato iniziative e sottoscritto intese per tutelare le lavoratrici della Contea di Iasi in Italia. A guidare la delegazione della Prefettura Ecaterina Niculăeş, dirigente del Servizio Integrazione Europea e Cooperazione Internazionale, la quale, anche in relazione al programma italiano AsSaP di Italia Lavoro, ha proposto la collaborazione tra l’Istituto e l’ente strumentale del Ministero del Lavoro rumeno.
La delegazione italiana ha quindi incontrato il presidente della Contea di Iasi, Cristian Adomnitei, accompagnato da Bitere Sanda Beatrice, coordinatrice del Dipartimento Relazioni Internazionali, il quale ha condiviso il possibile programma da realizzare sulla sicurezza alimentare in collaborazione tra le istituzioni italiane e quella rumene, nella considerazione che, in sintonia con l’Agenzia Nazionale per la sicurezza alimentare, anche l’Università di Iasi, dopo quella di Galati, si sta attrezzando per diventare polo di eccellenza in materia di certificazione e sicurezza alimentare.
Il presidente della Contea ha inoltre evidenziato la volontà di Iasi di potenziare i collegamenti aerei con l’Italia privilegiando in questa fase anche il sud Italia; nella considerazione che la comunità rumena, prevalentemente operante in agricoltura, in provincia di Trapani e in quella di Ragusa rappresenta dopo quella tunisina la seconda comunità per consistenza numerica, il presidente Luciani ha indicato gli aeroporti di Comiso e di Birgi quali possibili scali della compagnia aerea Tarom. (Inform)
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