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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Genova la seduta solenne del Consiglio regionale

GIORNO DEL RICORDO

 

La giornalista Lucia Bellaspiga, figlia di istriani, ha ricostruito il dramma di migliaia di famiglie. Premiati gli studenti vincitori del concorso

 

GENOVA – A Genova, nel complesso monumentale di Sant’Ignazio dell’Archivio di Stato, si è svolta il 14 febbraio la seduta solenne del Consiglio regionale, la prima dedicata al Giorno del Ricordo ‘della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale’.

Il presidente dell’Assemblea legislativa, Francesco Bruzzone, ha aperto i lavori rivolgendo un saluto del Consiglio regionale; Lucia Bellaspiga, giornalista milanese, figlia di istriani, autrice di una serie di studi dedicati al dramma delle foibe, ha svolto la relazione ufficiale.

Hanno assistito alla cerimonia il presidente della Giunta Giovanni Toti, il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Sergio Rossetti, il consigliere segretario Claudio Muzio, i consiglieri, gli assessori e le massime autorità civili, militari e religiose. Bruzzone, prima dell’indirizzo di saluto, ha chiesto ai presenti di osservare un minuto di silenzio in omaggio alle “vittime delle foibe e della tragedia degli Italiani della Venezia Giulia dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia”.

“Questa seduta solenne – ha spiegato il presidente Bruzzone – è stata voluta dal Consiglio regionale con uno specifico intervento normativo per rimarcare la solennità del momento e onorare con tutti i crismi dell’ufficialità le vittime di una tragedia italiana cui per lunghi anni è mancato il giusto riconoscimento, una tragedia nazionale relegata nell’oblio, marginalizzata dalla storiografia e rimossa dalle coscienze”.

Bruzzone ha ricordato che già nel 2004, attraverso l’approvazione di un’apposita legge regionale, l’Assemblea legislativa aveva integrato la normativa nazionale “e decise di rivolgere la propria attenzione ai giovani attraverso l’istituzione di un concorso regionale sul tema, oggi giunto alla sua sedicesima edizione”. Il presidente Francesco Bruzzone ha quindi illustrato il contesto in cui maturò la persecuzione degli italiani.

Lucia Bellaspiga nella prima parte del suo appassionato intervento ha raccontato le tragiche storie di famiglie decimate dalle truppe partigiane di Tito, l’esodo, la fuga precipitosa dalla loro terra e la sopravvivenza in Italia, a volte per anni, in campi di raccolta dove le condizioni di vita erano terribili. Storie raccolte grazie alle testimonianze di alcuni dei “350 mila italiani sfuggiti agli eccidi”. A queste testimonianze la giornalista ha unito i ricordi e i sentimenti legati alla sua vicenda personale, in quanto figlia di esuli da Pola, città che ha potuto vedere per la prima volta solo all’età di sette anni. “Sono passati molti anni prima che io potessi davvero capire l’entità del dramma – ha aggiunto Bellaspiga – e la scuola non ci ha certo aiutati, censurando completamente questa tragedia collettiva. D’altra parte molti testimoni diretti rinunciavano a raccontare, rassegnati a non essere creduti. Ciò che era accaduto in decine di migliaia di famiglie restava, così, un incubo privato solo per noi perché al resto degli italiani non interessava. Eppure era storia nazionale!”.

Nella seconda parte della seduta si è svolta la premiazione degli studenti vincitori della sedicesima edizione del concorso del Consiglio regionale Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli, indirizzato agli studenti degli istituti superiori della Liguria che rientra nelle iniziative promosse dalla legge regionale 24 dicembre 2004 numero 29 Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della Memoria del Martirio e dell’Esodo dei Giuliano Dalmati.

I vincitori la prossima primavera parteciperanno ad un viaggio nei territori della Venezia Giulia, Istria e Dalmazia dove si consumò la persecuzione della popolazione italiana autoctona. (Inform)

 

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