direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A colloquio con Luigi Coluccino, rappresentante dei Volontari in Servizio Civile Nazionale-Area Estero

ITALIANI ALL’ESTERO

“C’è l’esigenza entro ed oltre al confine nazionale di un associazionismo nuovo che sappia conciliare il contatto umano e le grandi opportunità offerte dal web e dai social. Il Servizio Civile all’estero sta crescendo, a settembre saranno circa 700 i volontari che partiranno, un’ondata d’italianità in giro per il mondo”

 

PARIGI  – Nel variegato contesto migratorio italiano, dove convivono emigrazione tradizionale, nuove generazioni, “cervelli in fuga”, giovani in mobilità per studio o ricerca di lavoro, ha fatto la sua comparsa da qualche anno una nuova forma di mobilità che sta consentendo ad un numero sempre maggiore di ragazzi di condurre una positiva esperienza fuori dai confini nazionali. Sto parlando del Servizio Civile all’estero che quest’anno porterà nel mondo circa 700 giovani italiani. Una crescente realtà di volontariato che, in quanto espressione di nuova mobilità, si pone come interlocutore ad un associazionismo italiano all’estero che proprio in questi mesi sta compiendo con la creazione del Forum un grande passo verso il rinnovamento e verso i giovani. Per approfondire questa tematica abbiamo rivolto alcune domande a Luigi Coluccino, Rappresentante dei Volontari in Servizio Civile Nazionale-Area Estero.

Con il sì dell’Assemblea degli Stati Generali dell’associazionismo degli italiani nel mondo alla nascita del Forum, si è aperta per questo settore dell’emigrazione una nuova fase ricca di prospettive. Come ha vissuto questo momento di cambiamento e cosa pensa di questa iniziativa?

Ho avuto la fortuna di seguire sin dallo scorso novembre il percorso di avvicinamento alla costituzione del Forum grazie al caro amico Roberto Volpini che mi ha coinvolto in quest’iniziativa. Da circa due anni è iniziato il mio percorso di emigrazione verso la Francia, dapprima senza il supporto di un progetto specifico, poi con il Servizio Civile Nazionale all’Estero presso il Patronato Acli di Parigi.  Da “giovane emigrato” credo che sia fondamentale creare una rete sempre più consolidata in grado di rispondere alle esigenze di chi si prepara ad emigrare e di chi ha già fatto questo percorso ormai da decenni.  Il bisogno di coesione sociale entro ed oltre il confine nazionale mette in risalto l’esigenza di un associazionismo nuovo: che sappia conciliare il contatto umano e le grandi opportunità offerte dal web e dai social.

Il Forum delle associazioni degli italiani all’estero mira alla costruzione di una nuova e più ampia fase sociale della rappresentanza. Lei crede che questa iniziativa possa intercettare i tanti giovani italiani della nuova emigrazione che oggi lasciano l’Italia per motivi professionali o per trovare un futuro migliore?

Io credo e spero che il Forum possa essere un punto di svolta che faccia da volano ad un cambiamento che sia innanzitutto morale e poi di ordine pratico. Per intercettare i giovani bisogna utilizzare i canali dei giovani, cercando di capire davvero le loro esigenze, per far ciò c’è bisogno di rappresentanza “giovanile” naturalmente coadiuvata da chi ha esperienza e da chi conosce il territorio d’attuazione. Le tante pagine Facebook o i vari forum presenti in rete spesso forniscono risposte poco attendibili e non esaustive, le associazioni devo intercettare questo pubblico sviluppando un sistema d’informazione facilmente accessibile e fruibile dai giovani e non solo.

Lei conosce l’esperienza del servizio civile all’estero. Come si colloca questa emergente realtà del volontariato,  che attrae sempre più giovani dall’Italia, rispetto all’attuale contesto migratorio italiano?

Il mondo del Servizio Civile sta vivendo da qualche anno una fase di “rivoluzione ed innovazione”. L’obiettivo prefissato è il tanto discusso “Servizio Civile Universale” che man mano si sta concretizzando grazie al grande impegno del Dipartimento del SC e del Governo; l’aumento crescente del numero di posti disponibili palesa tale tendenza.

Anche il Servizio Civile all’estero sta crescendo, a settembre saranno circa 700 i volontari che partiranno in tutto il mondo. Giovani tra i 18 ed i 28 anni che decidono di partire per una difesa della patria non armata e non violenta oltre i confini nazionali, un’ondata d’italianità in giro per il mondo. Partire con un progetto di Servizio Civile, Erasmus+ o altre forme organizzate di “mobilità” risulta sicuramente più semplice rispetto alla partenza “all’avventura” di chi non ha un riferimento concreto o un progetto di studio/lavoro nel Paese di destinazione.

A mio avviso è attraverso questi due gruppi di persone che si possono sviluppare progetti concreti, in linea con il Forum delle associazioni, infatti, i primi possono essere d’aiuto ai secondi, promuovendo e sviluppando la rete italiana presente sul territorio.

Rimaniamo sul Servizio Civile, un istituto  molto importante che presto potrebbe diventare obbligatorio per i nostri giovani sia per quanto riguarda l’Italia che l’estero. Cosa vuole aggiungere in proposito e, tornando alle comunità nel mondo, come pensa che debba essere affrontato il problema della tutela dei diritti degli italiani all’estero?

Seguo con molto interesse le tematiche sul Servizio Civile sia in Italia che in Europa, non solo per il ruolo che ricopro, ma perché credo sia un processo sociologico importante per tutta l’Europa. 

Un tema di estrema attualità è il progetto International Volunteering Opportunities for All (IVO4ALL), primo passo per un Servizio Civile Europeo. Non credo e non spero comunque che si arrivi ad un SC obbligatorio, sarebbe un grande passo indietro, si perderebbe l’essenza della scelta volontaria che caratterizza il SC e che, come per l’associazionismo è espressione di scelta democratica. Sarebbe mai possibile immaginare la previsione dell’obbligatorietà di aderire ad una determinata associazione? Io credo inoltre che per tutelare i diritti sia innanzitutto necessario conoscerli! C’è dunque bisogno di informazione e rappresentanza. (G.M. – Inform)

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