CGIE
A colloquio con il vice segretario generale Roberto Volpini
Si è parlato della sfide del Consiglio Generale e del prossimo seminario sulla rappresentatività. L’appello ai nostri connazionali per una forte partecipazione al voto di febbraio
“Bisogna lavorare ad un concetto di rappresentatività più ampio che non si limiti ai Comites ed al Cgie e chiami in causa tutta la rappresentanza espressa dalle collettività italiane nel mondo”
ROMA – Nei prossimi mesi, dopo l’avvio della nuova legislatura, il Cgie proseguirà il suo percorso di approfondimento, articolato su quattro seminari, delle principali tematiche di interesse per gli italiani all’estero. Superata la prima tappa di riflessione sulla promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, l’incontro si è svolto a dicembre alla Farnesina, il Cgie e il Mae si apprestano ora a porre in essere il seminario sulla rappresentanza degli italiani all’estero. Una tematica di estrema attualità , nella legislatura appena conclusa il Senato approvò una riforma molto criticata che però rimase su di un binario morto alla Camera, che, grazie all’impulso post elettorale, potrebbe trovare nuovi percorsi evolutivi. Primo fra tutti una riforma di ampio respiro che aggiorni e renda più efficace il legame fra l’Italia e le comunità all’estero. Per avere un quadro più approfondito delle prossime sfide del Cgie e in particolare delle problematiche legate alla rappresentanza e all’imminente sfida elettorale, abbiamo rivolto alcune domande al Vice Segretario Generale del Cgie per i componenti di nomina governativa, Roberto Volpini.
All’ultima plenaria del Cgie lei è stato eletto alla carica di vice Segretario Generale di nomina governativa, un incarico ricoperto negli ultimi anni da Andrea Amaro. Cosa ci può dire in proposito?
Ho avuto modo di ringraziare l’Assemblea per la fiducia che mi è stata data. Tenterò di svolgere questo incarico in continuità con il lavoro prezioso svolto dall’amico Andrea. Conto in proposito sulla mia esperienza maturata in molti anni vissuti nel Cgie e nella mia Associazione.
Entro il 2014 dovranno avere luogo le elezioni dei Comites e del Cgie. Come si sta muovendo il Consiglio Generale per utilizzare al meglio questo ultimo anno di lavoro?
L’anno di lavoro che ci aspetta dovrà essere affrontato da parte di tutto il Cgie e dai Comites con un “supplemento” di responsabilità, ancora maggiore rispetto a quella già avuta negli ultimi due o tre anni; quando abbiamo fronteggiato delle riforme che tendevano a mortificare la rappresentatività e la partecipazione degli italiani nel mondo. Dobbiamo dunque metterci in cammino, così come stiamo facendo, per portare Comites e il Cgie, che sono scaduti da circa 9 anni, alle elezioni del 2014. Un impegno importante, che richiede anche un recupero della memoria storica del lavoro svolto da questi Organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo. Un lavoro che ha sul suo percorso momenti seminariali di riflessione relativi a tematiche fondamentali per le politiche per i connazionali all’estero. L’importanza di questi seminari è stata confermata dai positivi risultati del primo incontro, che si è svolto a dicembre in occasione dell’Assemblea Generale, sulla promozione della lingua e cultura italiana all’estero. In quel contesto è stata rilanciata la centralità che riveste la nostra lingua e la nostra cultura nel mondo. Durante il seminario si è infatti vissuto un clima e un confronto che ha confermato che l’azione di promozione e la diffusione della lingua e la cultura non dipende soltanto da ragioni economiche. Esse rappresentano invece un “valore”in cui credere da difendere, custodire e diffondere con forte consapevolezza culturale e politica.
Il secondo seminario in programma è quello sulla rappresentatività degli italiani all’estero. Un nodo cruciale per la futura partecipazione, a 360 gradi dei nostri connazionali e dei loro discendenti alla vita del nostro paese e nei territori in cui risiedono. In quale direzione potrebbe orientarsi questa riflessione ?
Il prossimo seminario sarà un importante ulteriore momento di approfondimento che si sta preparando in quanto l’incontro è previsto nell’ambito dell’Assemblea del prossimo mese di giugno. Lo scopo è quello di portare al nuovo Parlamento e nuovo Esecutivo proposte efficaci atte a rafforzare la partecipazione e la rappresentanza degli italiani nel mondo. In questo ambito è opportuno lavorare ad un concetto di rappresentatività che non si chiuda solo sulle forme di composizione dei Comites e del Cgie, ma affondi le sue radici sulle più ampie esperienze che emergono e vengono espresse e vissute dalle collettività italiane nel mondo. In questa direzione sarà quindi importante affrontare anche le problematiche che interessano l’associazionismo in quanto luoghi di espressione della rappresentanza della società civile e delle sue forme di partecipazione. In proposito il mondo dell’associazionismo viene coinvolto in questo cammino e spero che lo stesso concretizzi un processo, già avviato, che tende ad adeguare le proprie esperienze ai mutamenti sociali, politici ed economici che caratterizzano la mobilità dei cittadini e dei lavoratori in questo mondo ormai globalizzato.
Le elezioni politiche che si stanno avvicinando chiameranno in causa direttamente, anche milioni di connazionali nel mondo che voteranno per i candidati della circoscrizione Estero. Come inquadra la partecipazione delle nostre comunità rispetto alla sfida elettorale?
Per quanto riguarda l’appuntamento delle prossime elezioni politiche non vi è dubbio che esso assume una sua particolare centralità. Gli italiani all’estero sono chiamati, oggi più di ieri,alla partecipazione al voto. Quindi in primo luogo un richiamo e un appello alla partecipazione. Questo perché, non c’è dubbio, che negli ultimi tre o quattro anni di governo del centro destra la partecipazione degli italiani all’estero alla vita, non solo politica del nostro paese, è stata mortificata. Tutto ciò ha creato sfiducia nei nostri connazionali ed il rischio è che vi siano ripercussioni negative sull’affluenza elettorale. Quindi bisogna richiamare con forza alla partecipazione. Voglio inoltre ricordare che anche quando abbiamo alzato le barriere contro la riforma dei Comites e del Cgie, approvata in prima lettura al Senato, avevamo messo l’accento sul fatto che il danno peggiore poteva essere quello di far diminuire il senso della partecipazione e della rappresentanza. Si tratta ora di cercare di bloccare questa eventuale tendenza emersa negli ultimi anni. L’associazionismo avrà, come sempre, un ruolo prioritario in questa azione. Dobbiamo dunque insistere moltissimo affinché le persone riacquistino quel senso di partecipazione alla vita politica che hanno già dimostrato in passato nelle precedenti consultazioni elettorali , soprattutto in alcune realtà nel mondo, dando testimonianza di “esportatori” dei valori fondamentali di una democrazia partecipata così come espressi dalla nostra Costituzione. (Goffredo Morgia/Inform)