RAI ITALIA
ROMA – La Trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” ha realizzato un focus sulle relazioni tra Italia e India intervistando l’Ambasciatore d’Italia in India e Nepal Antonio Bartoli. L’India con il suo miliardo e mezzo di abitanti e un’età media inferiore ai 29 anni – – informa il servizio di Casa Italia – è la quinta economia mondiale e sarebbe pronta e diventare la terza entro il 2027: presenta una crescita del proprio Pil compresa tra il 6,5% e il 7,4%. Ad oggi l’interscambio tra Italia e India si aggira attorno ai 14 miliardi di euro, mentre sono circa 700 le imprese italiane che vi operano per un fatturato di oltre 9 miliardi di euro. Nel suo intervento l’Ambasciatore Bartoli ha confermato che si tratta di una crescita sostenuta ma anche stabile, che ha continuato ad aumentare anche durante il periodo pandemico. “L’India è destinata a diventare la terza economia del mondo entro il decennio, avendo un mercato di enormi dimensioni anche per consumi”, ha aggiunto Bartoli ricordando come di fatto in India viva per numeri un sesto della popolazione mondiale. L’India ha inoltre aperto ai mercati esteri ed è divenuta attrattiva; non va dimenticato che lo stesso Stato indiano investe moltissimo. “L’obiettivo è attrarre capitali anche in alternativa alla Cina e consolidare il ruolo dell’India come polo del digitale e della tecnologia”, ha spiegato Bartoli sottolineando che il 93% della popolazione indiana ha un’identità digitale o quello che noi chiameremmo SPID. “C’è una tendenza alla crescita della popolazione; questo Paese, da adesso al 2050, aumenterà di ulteriori 241 milioni di persone: ossia la sua popolazione aumenterà di quattro volte quella italiana”, ha evidenziato l’Ambasciatore, ricordando anche che l’India forma circa 10 milioni di laureati ogni anno, più della metà in discipline tecniche e scientifiche. “Ovviamente questi giovani aspirano a un più alto tenore di vita”, ha precisato Bartoli aggiungendo che al momento l’India vanta un cospicuo numero di miliardari ed è essa stessa la terza nazione al mondo per numero di startup che superano il miliardo di dollari. Nel Forum imprenditoriale tra i due Paesi, recentemente svoltosi a Brescia, il Ministro Tajani aveva parlato del ruolo strategico dell’India per l’Italia. “Sono convinto che tutti gli imprenditori italiani sono interessati al mercato indiano; così come siamo pronti a esportare siamo anche pronti ad accogliere investimenti indiani nel nostro Paese”, sottolineò in quell’occasione Tajani evidenziando gli ottimi rapporti bilaterali tra i due Stati, frutto anche di diversi e frequenti incontri avuti tra esponenti istituzionali di Italia e India. In quell’occasione Tajani menzionò anche la cosiddetta “Via del Cotone”, un corridoio volto a facilitare gli scambi commerciali tra i due Paesi con punto di arrivo a Trieste. Partendo da questo contesto l’Ambasciatore Bartoli ha aggiunto come, sulla base di questi incontri e del Forum di Brescia, sia evidente la volontà di entrambe le parti di rafforzare le relazioni economiche e tecnologiche tra i due Stati. “Ci siamo concentrati su manifattura avanzata, agricoltura, trasporti, infrastrutture ma anche energie rinnovabili”, ha spiegato Bartoli sottolineando anche il ruolo centrale che assume la capacità di saper riciclare i materiali. L’Ambasciatore ha inoltre parlato di una duplice sfida: stabilizzazione del Medio Oriente e accordo di libero scambio tra UE e India. “In un’epoca di accordi per evitare dazi, questo traguardo sembra più vicino e per noi si aprirebbero prospettive ancora più interessanti, in settori come ad esempio l’agroalimentare”, ha spiegato Bartoli menzionando anche “Piano d’azione” che identifica dieci aree di interesse: dialogo politico costante, economia e investimenti, infrastrutture e trasporti, spazio, difesa e sicurezza, mobilità professionale, scienza e innovazione, università, cultura, turismo. L’idea è inoltre quella di creare delle “missioni di filiera” che siano più specifiche rispetto ai generici business forum. Bartoli ha infine segnalato che l’India importa ancora il 40% del fabbisogno energetico dall’estero e dipende molto dalle fonti fossili: una contesto che si sta cercando di migliorare investendo molto in energie rinnovabili e meno inquinanti. (Inform)