RAI ITALIA
ROMA – La trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” ha dedicato un approfondimento al Cile, che è ad oggi uno dei Paesi più sviluppati e multietnici dell’America Latina, anche in virtù delle ondate migratorie del secolo scorso provenienti dall’Europa e ovviamente dall’Italia. Sono attualmente presenti in Cile – informa il servizio di Casa Italia – circa 80mila italiani iscritti all’Aire, senza contare poi i cittadini di origine italiana. L’Ambasciatrice d’Italia in Cile Valeria Biagiotti, intevendo da remoto in trasmissione ha parlato di un Paese ricco di risorse e molto attento all’avanzamento tecnologico. “La comunità italiana in Cile è consistente anche se non così estesa come quella di altri Paesi vicini. Si stima che vi siano circa 500mila persone di origine italiana”, ha rilevato l’Ambasciatrice confermando che gli iscritti Aire si attestano attorno alle 80mila unità. “Si tratta di una comunità ben integrata e dinamica, che ha molto contribuito allo sviluppo del Cile ma rimane anche molto attaccata all’Italia”, ha spiegato Biagiotti sottolineando la presenza di un rilevante mondo associazionistico. L’Ambasciatrice ha poi rilevato che le ondate migratorie in Cile sono cominciate dall’800 e continuano ad esserci attraverso la nuova mobilità. Biagiotti ha spiegato che tra le comunità regionali presenti si segnalano soprattutto quella dei liguri e dei lucani. C’è poi una città emiliana, Modena, che ha avuto un ruolo importante nella storia dell’emigrazione italiana in Cile: nella frazione di Capitan Pastene, infatti, ai primi del ‘900 si insediò una comunità proveniente dalla provincia modenese. “Gli italiani hanno dato prova di grande spirito imprenditoriale ma sono anche ben rappresentati nel mondo politico e nella cultura”, ha sottolineato l’Ambasciatrice che ha aggiunto come attualmente sia molto forte la cooperazione nel settore scientifico e della ricerca in ambito spaziale, così come nelle energie rinnovabili. E’ stata poi la volta della ricercatrice in astrofisica Alice Zurlo che ha spiegato come il gruppo di lavoro che dirige sia molto impegnato, tra i diversi aspetti relativi allo spazio, nello studio della formazione dei pianeti. Zurlo ha sottolineato come in realtà sia ancora da approfondire il processo che, da polveri e gas, porti alla nascita di pianeti giganti o gassosi come Giove. “Il Cile è il posto migliore per fare osservazione astronomica: ha i cieli migliori al mondo”, ha precisato la ricercatrice ricordando che questo dipende da una serie di fattori ambientali favorevoli, come quelli che si incontrano ad esempio nel deserto di Atacama. Da segnalare anche l’intervento del cuoco Nicolò Giacometti che insegna in Cile cucina italiana e che ha parlato delle difficoltà incontrate per far conoscere in questo Paese soprattutto le ricette tipiche regionali. Nel tempo però ci sono stati dei miglioramenti perché in Cile, come d’altronde anche in altri Paesi del mondo, è divenuto più facile il reperimento di prodotti italiani per preparare i piatti. (Inform)