ITALIANI ALL’ESTERO
(Fonte immagine Rai Italia)
ROMA – A “Casa Italia”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali nel mondo, è intervenuto nei giorni scorsi in video collegamento l’ambasciatore d’Italia in Uruguay, Giovanni Iannuzzi che ha richiamato il profilo della collettività italiana residente in loco, costituito da circa 135 mila connazionali, quasi tutti di seconda e terza generazione.
“La popolazione di questo paese è quasi interamente composta di persone di origine europea – ha ricordato Iannuzzi – e al di là dei numeri assoluti, quello che qui si constata immediatamente è una presenza preponderante di discendenti spagnoli e italiani”. L’Ambasciatore segnala infatti che queste due collettività rappresentano entrambe il 40% della popolazione uruguayana e che in origine la lingua italiana era stata considerata anche quale possibile lingua nazionale.
“Gli italiani sono il Paese, non possiamo più considerarli immigrati, sono parte della società e la compongono siano essi connazionali di cittadinanza che di ascendenza. La loro emigrazione risale al XVIII secolo, quando lo Stato nazionale italiano neanche esisteva. Emigrarono dal Piemonte, dal Regno delle due Sicilie o dalle zone del Regno Pontificio – ricorda Iannuzzi.
L’Ambasciatore ricorda inoltre di essere arrivato a Montevideo nel periodo dell’inizio della pandemia, emergenza che è stata affrontata in modo molto diverso rispetto a quanto avvenuto in Italia: “l’Uruguay – ricorda Iannuzzi – ha scelto di seguire la strada della libertà responsabile. Le grandi aggregazioni sono state vietate, sono stati chiusi i ristoranti e le scuole e questo ha fatto in modo che a giugno o luglio il paese avesse azzerato i casi di Covid, un caso unico – rileva l’Ambasciatore – che verrà molto studiato dagli epidemiologi”.
“In Uruguay il sistema di assistenza sanitaria è molto robusto e, consapevoli di quanto successo in Europa, qui hanno fatto in modo che non ci fosse l’invasione degli ospedali e un sistema di assistenza domiciliare ha permesso di evitare la prima diffusione massiccia del virus – spiega Iannuzzi, rilevando come il sistema di protezione sociale sia molto forte. “In Uruguay le percentuali di povertà assoluta sono molto basse, la classe media è molto robusta e le differenze sociali sono estremamente contenute e non creano dissidi sociali; si tratta – conclude l’Ambasciatore – di un caso molto particolare nell’America latina di oggi”. (Inform)