RAI ITALIA
ROMA – La trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” ha realizzato un focus sulla comunità italiana in Turchia. In questo Paese, secondo quanto riportato dal sevizio realizzato da Casa Italia, sono circa 6mila connazionali residenti e iscritti all’Aire, un dato in costante crescita. Dal punto di vista commerciale l’interscambio commerciale tra Italia e Turchia è molto positivo, attestandosi nel 2022 a 25 miliardi di euro. Nel corso della trasmissione è intervento, in videocollegamento, l’Ambasciatore d’Italia in Turchia Giorgio Marrapodi che ha sottolineato l’importanza della Turchia da un punto di vista geopolitico: a nord affacciandosi sul Mar Nero quindi in direzione di Paesi come Ucraina e Russia e a sud proiettandosi verso le zone politicamente calde del Medio Oriente. Marrapodi ha evidenziato i meriti della Turchia dal punto di vista di mediazione, a cominciare dal conflitto tra Russia e Ucraina: ad esempio impegnandosi per un periodo di tempo sul fronte dei cosiddetti corridoi del grano. La Turchia ha fatto da scenario anche nel dare ospitalità a incontri diplomatici tra esponenti dei due Paesi in conflitto. “Purtroppo l’evoluzione non è andata nella direzione che tutti desideravamo”, ha rilevato Marrapodi. Si è poi parlato del drammatico terremoto ai confini con la Siria, avvenuto nel febbraio dello scorso anno, che ha causato circa 50mila morti e definito dall’Ambasciatore come “uno dei terremoti più violenti della storia”. Marrapodi ha ricordato l’impegno dell’Italia in quel frangente attraverso il dispiegamento di aiuti ad appena dodici ore dall’evento sismico, con le squadre della Protezione civile italiana. “C’è stata una solidarietà a livello mondiale mai vista. Abbiamo visto arrivare in pochissimo tempo squadre di soccorso da ogni angolo del globo”, ha precisato l’Ambasciatore che ha parlato di “una gara di solidarietà straordinaria” mentre adesso “la ricostruzione continua ma è una ferita che ha bisogno di tempo per rimarginarsi”. Per quanto riguarda la comunità italiana, Marrapodi ha riferito di una collettività ormai sedimentata da tempo e impegnata nel campo dell’imprenditoria e nei settori della logistica. C’è poi la nuova mobilità rappresentata per lo più da manager, studenti, accademici e ricercatori. E’ stata poi la volta di Roberta Bruno (Vicepresidente Circolo Roma Istanbul) che ha parlato di questa associazione sorta nel 1931 che si pone l’obiettivo di creare una serie di eventi per tenere unita la comunità: tra le diverse attività ci sono anche visite guidate per la città e interscambi linguistici tra italiano e turco per apprendere reciprocamente questi due idiomi ai vari livelli. Bruno, napoletana di origine, che vive ormai da tredici anni a Istanbul benché all’inizio l’idea fosse quella di restare solo un paio di anni in Turchia, ha sottolineato che si sta lavorando per celebrare il centenario del Circolo Roma. “Non parlavo turco e non parlavo molto inglese quindi avevo bisogno di fare conoscenza con qualcuno”, ha raccontato Bruno spiegano con un aneddoto le ragioni che l’hanno portata a suo tempo ad avvicinarsi a questa associazione precisando anche di essere stata una delle poche non appartenenti alle famiglie storiche della città – conosciute come ‘famiglie levantine’ – ad arrivare alla presidenza del Circolo Roma. Valeria Giannotta (Direttrice Osservatorio Turchia CESPI e autrice del volume “La Turchia nel Mediterraneo”) ha tratteggiato l’identikit di un Paese che ha subìto nel tempo diversi shock soprattutto politici e sociali, nascendo polarizzato tra un asse laico e uno religioso. Recentemente, come ha spiegato Giannotta, c’è stata una spinta riformista molto forte in chiave europea. “I giovani si sono aperti molto di più nei confronti del mondo e partecipano più frequentemente ai progetti Erasmus: hanno voglia di scoprire e andare fuori. L’Italia è una delle mete predilette dai giovani turchi”, ha evidenziato Giannotta riferendosi in modo particolare alla cosiddetta ‘Generazione Z’. (Inform)