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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “Casa Italia”, focus sugli italiani in Belgio con il Console generale a Charleroi Pier Attinio Forlano

RAI ITALIA

(Fonte immagine Rai Italia)

ROMA – Focus sul Belgio alla trasmissione di Rai Italia “Casa Italia”, ossia il Paese sede del Parlamento Europeo e della Nato. Chi sono gli italiani che in Belgio? Quanti i nostri connazionali presenti nel Paese e di cosa si occupano? Roberta Ammendola lo ha chiesto a Pier Attinio Forlano (Console generale a Charleroi), Francesco Tramontin (Vicepresidente Relazioni Istituzionali UE di Ferrero), Antonella Fioravanti (Professoressa di biologia molecolare al Vrije Universiteit di Bruxelles). Il Belgio è un Paese da 12 milioni di abitanti suddiviso in tre regioni: le olandesi Fiandre, la francofona Vallonia e infine Bruxelles dove oltre al francese si parla anche fiammingo. La comunità italiana è tra le più numerose presenti in Belgio e l’emigrazione italiana comincia già nel secondo dopoguerra quando il Belgio diviene una delle principali mete europee insieme a Germania e Francia. E’ stata rievocata anche la strage di Marcinelle avvenuta l’8 agosto 1956 nelle miniere di carbone di Bois du Cazier dove morirono 262 minatori (136 gli italiani). Oggi gli italiani residenti sono circa 280mila. “Forse ci avviciniamo addirittura alle 300mila unità con una concentrazione nella sola città di Bruxelles di circa 110mila persone. Qui in Vallonia ce ne sono circa 180mila”, ha precisato il Console Forlano sottolineando che la principale ondata migratoria italiana risale appunto al secondo dopoguerra in virtù anche dell’accordo bilaterale chiamato ‘accordo del carbone’.  “Dopo la chiusura delle miniere verso la metà degli anni ’80 gli italiani hanno avuto la capacità di affrontare con resilienza tutte le fasi successive e oggi parliamo di una storia di successo”, ha evidenziato Forlano facendo riferimento a quanti tra i connazionali lavorano presso le istituzioni europee o della NATO piuttosto che in grandi multinazionali o nel mondo della ricerca. “Il Belgio è anche polo di attrazione dinamico per chi vuole fare business: parlando di interscambio commerciale, tra Italia e Belgio esiste un rapporto speciale con dati arrivati ai 40 miliardi di euro nel 2021. L’export italiano in Belgio ha già registrato un più 32% nei primi sei mesi del 2022”, ha precisato il Console menzionando settori strategici come quello farmaceutico, energetico (dove il Belgio si sta distinguendo per le ricerche sull’idrogeno), biotech o dell’agroalimentare.  Proprio nel settore alimentare si è distinta la Ferrero per la produzione di cioccolata in un Paese come il Belgio che è tra l’altro patria di questo prodotto. “Il Belgio è stato uno dei primi Paesi europei dove è cominciata la nostra espansione: parliamo del 1958”, ha ricordato Tramontin menzionando anche una presenza a livello di relazioni istituzionali nel mercato europeo. La ricercatrice Fioravanti, dopo la laurea a Firenze e un’esperienza di studio in Francia, ha scelto il Belgio dopo ha presentato un progetto di ricerca che è stato accolto. E’ la prima ricercatrice straniera ad essere stata premiata dall’Accademia Reale della Scienza in Belgio per i suoi studi sull’antrace. “Lavoro su malattie causate da batteri patogeni e ho studiato l’armatura che questi batteri usano per proteggersi: questo ha consentito di sviluppare una nuova strategia per distruggere l’armatura di questi batteri”, ha spiegato Fioravanti. E’ stato infine ricordato Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano rimasto ucciso in Belgio nel corso dell’attentato del 2018: a lui è oggi dedicata una fondazione che continua il suo impegno. (Inform)

 

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