APPUNTAMENTI
Promosso dal Comitato Unitario per la Libera Circolazione in Svizzera, in collaborazione con il sindacato Unia, in vista del voto del 27 settembre
BASILEA – Si svolgerà sabato 12 settembre alle ore 18 presso la sede dell’Unia di Basilea (via Rebgasse 1) un incontro-dibattito promosso dal Comitato Unitario per la Libera Circolazione in Svizzera, in collaborazione con il sindacato Unia, per sostenere le ragioni del no all’iniziativa dell’Udc/Svp contro la libera circolazione in Svizzera.
Introdurranno e coordineranno la discussione Cesidio Celidonio e Marianna Sica. A seguire sono previsti gli interventi di altri esponenti politici e sindacali di Basilea.
Il dibattito si svolgerà in presenza ma in osservanza delle misure cantonali e federali previste per la protezione dal Coronavirus, l’incontro potrà essere limitato a 30 persone. È raccomandato ai partecipanti in presenza l’uso della mascherina. Verrà inoltre predisposta la trasmissione attraverso la piattaforma Zoom per consentire ad un più vasto pubblico di partecipare online alla discussione. Il link per il collegamento è: HTTPS://US02WEB.ZOOM.US/J/85727877154. Lo stesso dibattito sarà anche trasmesso in diretta facebook dalla pagina del Comitato: https://www.facebook.com/ComitatoUnitarioLiberaCircolazione/.
Nell’appello a votare no all’iniziativa contro la libera circolazione, il prossimo 27 settembre, il Comitato Unitario sottolinea come essa comporterà l’abrogazione dell’accordo con l’Unione Europea sulla Libera Circolazione delle persone, uno dei capisaldi degli Accordi bilaterali siglati tra Svizzera ed Unione Europea. “Le conseguenze di un Sì a questa iniziativa – spiega l’appello – sarebbero pesanti per tutte le comunità immigrate, compresa quella italiana: ritorno alla vecchia pratica del contingentamento che comporterebbe limitazioni ai ricongiungimenti famigliari, difficoltà a cambiare residenza e lavoro e a beneficiare di alcune forme di sostegno sociale, perdita delle garanzie salariali e normative previste dalle «misure di accompagnamento». Insomma un grave passo indietro per tutte le cittadine e i cittadini stranieri che vivono e lavorano in questo paese!”
Il Comitato evidenzia inoltre come l’abrogazione dell’Accordo sulla libera circolazione “comporterebbe l’applicazione della «clausola-ghigliottina», vale a dire la decadenza di tutto il pacchetto degli Accordi bilaterali Svizzera-Ue, con conseguenze gravissime per il futuro di questo Paese in campi fondamentali quali ricerca, università, medicina, il commercio, etc.”
“La comunità italiana, insieme a gran parte forze politiche e sindacali svizzere, vuole fare sentire la propria voce per il No a questa iniziativa che riporterebbe indietro la condizione di migliaia di immigrati e isolerebbe la Svizzera dal contesto europeo. Noi – si legge nell’appello – vogliamo vivere in una Svizzera aperta e solidale, capace di accogliere non solo la forza -lavoro necessaria per il suo sviluppo economico, ma anche donne e uomini, comunità che arricchiscano la cultura e la vita sociale del paese”. (Inform)