ISTITUZIONI
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto all’inaugurazione della terza edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, “L’Italia delle Regioni”, che si tiene a Bari dal 19 al 22 ottobre. Tema di quest’anno “La Regione del Futuro tra digitale e green: quali competenze per azzerare le distanze?”. Nel corso della cerimonia inaugurale hanno preso la parola: il Sindaco di Bari, Vito Leccese, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Sono, quindi, intervenuti: Maria Cristina Rosaria Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale Giovani; Andrea Fedeli, di Aware; Valentina Galli, di Officine Italia; Antonio Di Gisi, di Legambiente Giovani; Giorgia Carriero, di Agesci; Emanuele Traversa, del Movimento Giovani per Save the Children. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella. Nel suo discorso Mattarella ha ricordato che il primo Festival, due anni orsono, aveva al centro il riconoscimento della Conferenza, quale organo delle Regioni e delle Province autonome, sulla base di un’intesa ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione: si intendeva rafforzare la Conferenza quale foro di collaborazione e di dialogo tra queste istituzioni per il coordinamento delle scelte e per l’assunzione di posizioni comuni. “Tra le istituzioni e al loro interno la collaborazione, – ha affermato Mattarella – la ricerca di punti comuni, la condivisione delle scelte, sono essenziali per il loro buon funzionamento e per il servizio da rendere alla comunità. Vi sono, in particolare, dei momenti nella vita di ogni istituzione in cui non è possibile limitarsi ad affermare la propria visione delle cose – approfondendo solchi e contrapposizioni – ma occorre saper esercitare capacità di mediazione e di sintesi. Questa attitudine è parte essenziale della vita democratica perché le istituzioni appartengono e rispondono all’intera collettività e tutti devono potersi riconoscere in esse. Desidero ribadire, anche qui, l’apprezzamento per quell’intesa che pone in evidenza la centralità della cooperazione istituzionale per le Regioni e per le Province autonome e che consente loro di essere voce ancor più autorevole e ascoltata” . Il Presidente della Repubblica ha quindi parlato della questione della transizione ecologica da affrontare con la determinazione che caratterizza l’approccio dei più giovani. “A loro è chiaro come la natura non possa più essere considerata come una risorsa da utilizzare e da sfruttare, e come le risorse del pianeta non siano illimitate e non possono riprodursi costantemente all’infinito. Da qui l’urgenza di intervenire attraverso politiche lungimiranti e responsabili che stabiliscano obiettivi e riescano a mobilitare le risorse economiche, a suscitare investimenti. Politiche coerenti e stabili nel tempo che creino un clima di fiducia e che promuovano, con strumenti efficaci, quei cambiamenti dei comportamenti e degli stili di vita che vengono richiesti da un processo così impegnativo. Contrastare il cambiamento climatico e proseguire con decisione sulla via della de-carbonizzazione sono obiettivi non rinunziabili. Le politiche ambientali vanno integrate nelle politiche per la crescita. Non considerate un freno allo sviluppo. Lo sviluppo deve essere sostenibile, diversamente è vano e illusorio”, ha aggiunto Mattarella sottolineando che, per conseguire questi obiettivi, come del resto per guidare la transizione digitale, occorre far leva su una governance sovranazionale. “L’Unione europea, come noto, ha assunto tra le sue massime priorità le due transizioni ed è innanzitutto in quella sede che l’Italia deve fornire il suo contributo e far valere le sue posizioni. Esiste anche il problema, attraverso l’Unione europea, naturalmente, particolarmente, di rendere efficace la governance internazionale di entrambi i processi. Questi rivestono una dimensione globale e richiedono di essere affrontati tenendo conto delle specificità culturali, economiche e sociali delle diverse aree del pianeta. Come è stato ricordato nella relazione introduttiva, nell’ambito della transizione digitale l’attenzione tende a concentrarsi sull’Intelligenza Artificiale”, ha aggiunto il Capo dello Stato evidenziando che qui si pongono, con evidenza, interrogativi rilevanti di natura etica. “Non si può fare a meno di riflettere sulla irripetibilità di ogni singola persona umana e sulla irripetibilità di ogni situazione di vita. Quali rischi si corrono se il ritmo veloce di sviluppo e le sempre più ampie applicazioni della Intelligenza Artificiale rimangono appannaggio di un numero limitato di soggetti globali dotati di enormi risorse e che, nei fatti, si sottraggono a ogni forma di regolamentazione?”, si è chiesto Mattarella parlando della centralità delle regole che tutelano la libertà del cittadino. “Emerge con forza, quindi, l’esigenza di un sistema adeguato di governance che favorisca lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale assicurando – ripeto- che venga utilizzata per affermare e non per violare la dignità umana. Vorrei esprimere, in conclusione, – ha continuato il Presidente della Repubblica – una convinzione, che mi sembra del resto conforme alla impostazione di queste giornate di confronto e di riflessione, così come organizzate e predisposte. Le transizioni, ecologica e digitale, potranno avere successo solo se verranno concepite e attuate coinvolgendo i cittadini, le associazioni, le società civili nel loro complesso. Un numero sempre più alto di attori e di persone deve essere incluso nel governo delle transizioni e non soltanto per subirne gli effetti. Questo è possibile se al centro dei processi di transizione sapremo porre, in modo condiviso, dei valori. Il valore di riferimento di entrambe le transizioni, di cui discuterete in questi giorni, non può che essere, in primo luogo, quello dell’uguaglianza, della riduzione dei divari sociali ed economici. I cambiamenti climatici sono sovente all’origine delle disuguaglianze e, in ogni caso, le accrescono: basti pensare alla carenza di acqua potabile che interessa interi Stati o al fenomeno della desertificazione, entrambi causa di conflitti e di grandi migrazioni di massa. Lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali va quasi sempre a vantaggio di pochi e contro gli interessi di intere popolazioni”. “Le politiche ambientali devono salvaguardare, quindi, le condizioni personali e sociali più deboli. In ambito digitale, lo sviluppo delle tecnologie può ridurre il divario digitale, ma anche accrescerlo, e questo dipende dalle scelte che sapremo compiere. Se accrescerà le differenze o le ridurrà. Porre l’Intelligenza Artificiale a servizio di tutti e soprattutto dei più deboli e dei più fragili è la sfida che dobbiamo affrontare”, ha concluso Mattarella. (Inform)