MONDO SCALABRINIANO
Lo Scalabrini International Migration Institute ha aperto il nuovo anno di attività con un convegno dal tema “Una Chiesa dalle genti: il percorso interculturale della pastorale”
ROMA – Lo Scalabrini International Migration Institute (SIMI), Istituto accademico per lo studio interdisciplinare della mobilità umana, ha recentemente aperto il nuovo anno di attività con l’atto accademico. Il tema è stato: Una Chiesa dalle genti: il percorso interculturale della pastorale.
“Abbiamo scelto un tema particolarmente attuale – ha dichiarato padre Aldo Skoda, preside del SIMI – che riguarda innanzitutto l’esperienza di una Chiesa locale, quella di Milano, e del suo sinodo minore ‘Una Chiesa dalle genti’ (…) a partire da quest’evento importante, pastorale, concreto della riflessione e dell’azione di una Chiesa locale non solo per i migranti ma con i migranti, vogliamo ampliare la visione e renderla ancora più universale, per dare un quadro integrale dell’uomo, come suggerisce papa Francesco”.
All’incontro, moderato da Elizangela Chaves Dias, sono intervenuti monsignor Luca Bressan, Sandra Mazzolini, Anna Pozzi e Alessia Passarelli. “Come la Chiesa che cammina insieme agli uomini, partecipe dei travagli della storia – ha detto Mazzolini, docente di Missiologia alla Pontificia Università Urbaniana, nel suo intervento dal titolo La sinodalità della Chiesa – coltiviamo il sogno che la riscoperta della dignità inviolabile dei popoli e della funzione di servizio dell’autorità potranno aiutare anche la società civile a edificarsi nella giustizia e nella fraternità, generando un mondo più bello e più degno dell’uomo per le generazioni che verranno dopo di noi”.
Perché essere Chiesa dalle genti? si è chiesto monsignor Luca Bressan nel suo intervento Il cammino sinodale della Chiesa ambrosiana: “Perché è il modo di continuare a vivere la tradizione e dell’identità che abbiamo ereditato. Non possiamo non lasciarci interrogare dal cambiamento e vedere come questo cambiamento permetta di riappropriarsi in modo nuovo, come insegna Gaudium et Spes 44, di alcuni elementi di quell’identità che il quotidiano ci ha fatto dimenticare”. (Inform)