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La Conferenza Italia – Africa è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica
Sosteniamo attivamente le politiche di cooperazione con i Paesi africani volte ad affrontare le cause che spingono le persone ad abbandonare i propri Paesi e a regolare la gestione dei fenomeni migratori
ROMA – “Esistono oggi, fra noi, sinergie e collaborazioni nuove e sempre più strette, caratterizzate da un partenariato paritario e ampio, risultato dell’evoluzione e maturazione delle nostre relazioni. I rapporti con l’Africa sono prioritari nella nostra politica estera”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi nell’intervento inaugurale della Conferenza Italia-Africa.
“Penso alle interlocuzioni politiche, agli scambi culturali ed economici, ai numerosi e qualificati consessi che ospitiamo e promuoviamo – ha proseguito il capo dello Stato -, sull’agricoltura, l’energia, la cooperazione, il ruolo delle diaspore, l’etnografia. Tutti con l’attiva partecipazione dei Governi e delle varie componenti delle società civili.
Dalla prima edizione della Conferenza ho potuto constatare come il dialogo tra i nostri Paesi sia aumentato di intensità e di spessore. Ricordo con particolare piacere le visite da me effettuate in Etiopia, in Camerun e presso l’Unione Africana nella prima metà del 2016, alle quali spero di poter far seguire, nel 2019, ulteriori mie missioni nel continente.
In questi anni, sono anche cresciute l’intensità e la frequenza delle visite che leader africani hanno effettuato in Italia, come avvenuto, ad esempio, nel quadro della Presidenza italiana del G7, con la scelta di dedicare proprio ai temi africani la sessione di outreach del Vertice di Taormina.
A queste dinamiche si è accompagnato un incremento tangibile del nostro impegno economico-finanziario, con un approccio che ha portato le iniziative della Cooperazione Italiana al quarto posto fra i contributori in ambito G7. Ad esse, si aggiungono le numerose e rilevanti esperienze di cooperazione delegata all’Italia dall’Unione Europea.
Lo slancio del nostro Paese verso l’Africa ha condotto a un’accresciuta attenzione delle nostre imprese, che ci consente di essere annoverati tra i principali investitori nel Continente e tra quei Paesi che, negli ultimi anni, hanno più incrementato i flussi di capitale verso gli Stati africani.”
Altro punto importante toccato da Mattarella nel suo intervento è quello dell’accordo di pace tra Eritrea ed Etiopia. “L’Italia guarda con ammirazione a questa svolta – ha detto il presidente della Repubblica -, che dimostra come il nobile obiettivo, promosso dall’Unione Africana, di “silenziare le armi” entro il 2020, non appartenga all’utopia, bensì alla realtà.
Ai Ministri degli Esteri di Etiopia ed Eritrea vorrei rivolgere le più vive e sincere congratulazioni, per il coraggio dimostrato dai loro Paesi nel mettere da parte incomprensioni e tensioni, per una prospettiva di pace, stabilità e prosperità dei loro popoli e di quelli dell’intera regione.
Ci auguriamo che la stessa lungimiranza e responsabilità possano prevalere e affermarsi anche laddove ancora permangono situazioni di tensione e di conflitto, la cui soluzione contribuirebbe a consolidare i trend positivi che il Continente africano sta sperimentando”.
Infine, la questione migratoria. “Una ininterrotta catastrofe umanitaria”, l’ha definita Mattarella, “nei confronti della quale l’Italia, consapevole della natura globale e non sporadica di questi movimenti migratori, si è dimostrata sensibile, non ultimo con l’accoglienza, dal 2015 ad oggi, di circa 475.000 migranti, con un approccio integrato e su più livelli, fondato sui principi di responsabilità condivisa e partenariato tra i Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi.
A livello bilaterale, e insieme ai nostri partner europei, sosteniamo attivamente le politiche di cooperazione con i Paesi africani volte ad affrontare le cause che spingono le persone ad abbandonare i propri Paesi e a regolare la gestione dei fenomeni migratori, contrastando i trafficanti di esseri umani e tutelando i diritti umani, in forte connessione con l’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
Il principale obiettivo per il futuro dipende proprio dalla nostra capacità di collaborare per andare oltre la logica emergenziale, governando il fenomeno, rimuovendone le cause profonde”.
“Al di là della fisiologica dialettica politica e del serrato confronto su temi così rilevanti per il nostro avvenire – migrazioni, crescita economica, integrazione politica, sicurezza e contrasto al terrorismo – troverete sempre nell’Italia – ha concluso Mattarella – il più attento e sensibile fra gli interlocutori. Ci unisce un’idea di destino comune che ha radici antiche e che è determinante per favorire stabilità, prosperità e sicurezza nei nostri continenti. Il nostro reciproco impegno potrà conferire uno slancio ancora maggiore ai nostri sforzi, ma anche, mi auguro, una rinnovata attenzione da parte vostra per le capacità che il nostro Paese può mettere a disposizione per un avvenire comune di pace e prosperità”. (Inform)