ITALIANI ALL’ESTERO
Dal sito della Regione Emilia–Romagna dedicato agli emiliano-romagnoli nel mondo
NEW YORK – Il Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli, Gian Luigi Molinari, ha preso parte a un evento, che si è svolto a New York dal 5 all’8 aprile, che si proponeva come obiettivo quello di riallacciare i rapporti e le relazioni con le associazioni di Emiliano-Romagnoli che abitano a New York e dintorni e di creare una rete tra i giovani che hanno deciso, per ragioni professionali, personali o di studio di lasciare l’Italia per trasferirsi negli Stati Uniti. Si è trattato di un evento molto partecipato.
L’agenda delle giornate è stata fitta di incontri, formali e informali, con le comunità di corregionali locali, incontri e racconti di esperienze e storie di emigrazione di successo come il caso di Mauro Lusardi che oggi conta 9 ristoranti a Manhattan, o Renato Berzolla, manager di successo o, ancora, Mark Gabelli e Robert J. Corti, amministratore delegato di Bacardi.
Prima tappa del programma, è stata una cena, a cui erano presenti le associazioni storiche di corregionali nella Grande Mela, provenienti per lo più dalle provincie di Parma e Piacenza e un gruppo di giovani provenienti dalla regione italiana e residenti negli Usa.
I veri protagonisti dell’evento infatti sono i ragazzi che si stanno costruendo una vita oltreoceano e che sono in particolare impegnati nella ristorazione, nell’architettura, nel design, nella grafica, nella musica, nell’educazione e nella moda, sono molto risoluti e preparati e spesso hanno un altro grado di formazione professionale e competenze specifiche: Allegra Ronzoni e Andrea Reggiani da Parma, Laura Donati e Simone Caprifogli da Bologna, Matteo Milani da Piacenza, Simone Ferraresi da Ferrara, Francesca D’addetta da Berceto (Parma) sono solo alcuni dei ragazzi che, seduti attorno ad un tavolo, hanno spiegato che cosa significhi emigrare oggi, cosa si sono lasciati alle spalle e con quali sacrifici e come procede il loro “sogno americano”. Sono giovani donne e uomini che affrontano quotidianamente piccole grandi difficoltà e nostalgie con la forte consapevolezza di essere “cittadini del mondo”. Sono professionisti, lavoratori e sognatori che portano all’estero un pezzo della nostra regione e che la rappresentano con orgoglio e fierezza.
Si è parlato di emigrazione, economia, comunità e cultura. La grande esperienza delle associazioni all’estero ha incontrato e ascoltato la voce dei nuovi emigrati, ovvero di quei ragazzi tra i trenta e quaranta anni, spesso laureati e con un alto grado di istruzione, che si trovano a vivere quella mancanza di punti di riferimento e quel conflitto culturale che solo una solida comunità di riferimento e un forte e consolidato capitale sociale possono attutire o annullare.
La visita si è conclusa con la partecipazione del presidente Molinari, del consultore Daffadà e di tutte le associazioni all’atteso evento annuale di raccolta fondi organizzato dalla “Valtarese Foundation”, attiva oltre oceano da ormai ventotto anni grazie al prezioso lavoro di Gianfranco Capitelli e John Zaccarini. La festa della comunità parmense di New York, come ogni anno, si è svolta al ristorante Maestro’s Caterers (Bronx) e ha visto cerca 400 ospiti riuniti a scopo benefico: un pranzo di gala inframmezzato da momenti ufficiali in cui sono state consegnate borse di studio per studenti meritevoli ed è stata raccolta una generosa somma di denaro per l’ospedale di Borgo Val di Taro. Il presidente Molinari ha dichiarato: “da oggi si lavora per una nuova rete di giovani e per mettere in contatto questi fantastici ragazzi e ragazze con l’Italia e con le nostre associazioni storiche”. (Inform)