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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le ragioni del no di Sinistra Ecologia Libertà e Sinistra Italiana in Svizzera

REFERENDUM COSTITUZIONALE

In vista del voto del 4 dicembre, una nota destinata agli elettori italiani all’estero

 

ZURIGO – Sinistra Ecologia Libertà e Sinistra Italiana in Svizzera diffondono una nota a sostegno del no al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre e su cui i connazionali che votano all’estero per corrispondenza sono chiamati ad esprimersi proprio in questi giorni.

Tra le ragioni del no si richiamano la scomparsa dalla rappresentanza eletta nella circoscrizione Estero nel nuovo Senato chiamato a rappresentare i territori italiani e l’esclusione dei residenti all’estero dal secondo turno elettorale, nel caso l’attuale legge elettorale – l’Italicum – non venisse modificata. Si sostiene inoltre come tale legge elettorale, in combinazione con la riforma costituzionale, ridisegnerebbe “una struttura istituzionale in cui si riducono significativamente i diritti di partecipazione e di rappresentanza dei cittadini” e “vengono aumentati i poteri del governo a scapito del parlamento”, mentre si ritiene il nuovo Senato prospettato un organo “con attribuzioni confuse e contraddittorie, che vanno dalle leggi ordinarie, ai trattati e alle normative europee, fino alle leggi costituzionali”. Il bicameralismo prodotto in questo modo viene dunque definito “confuso, con percorsi complicati e differenziati di difficile interpretazioni, che a detta di quasi tutti i costituzionalisti saranno forieri di conflitti di competenza e di dubbi interpretativi”.

“Il nuovo Senato – prosegue la nota – non viene eletto dai cittadini, ma formato da consiglieri regionali e sindaci, oltre che da alcuni nominati dal Presidente della Repubblica; figure elette nei territori per altri compiti e alle quali si attribuisce il privilegio della immunità”. Criticata anche la riattribuzione allo Stato centrale di gran parte delle materie attualmente di competenza regionale, “mentre la complessità dei problemi richiederebbe una maggiore attenzione agli interessi delle comunità locali”, e il fatto che, di contro, “non vengano assolutamente toccate le competenze e le specificità delle cinque regioni a statuto speciale”.

Per quanto riguarda invece i costi della politica, “ben maggiori sarebbero i risparmi se si intervenisse per legge ordinaria a ridurre tutte le indennità parlamentari e se si procedesse ad una diminuzione bilanciata del numero di deputati e senatori – conclude la nota. (Inform)

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