SENATO DELLA REPUBBLICA
Confermate le priorità su riforma degli organismi di rappresentanza, promozione di lingua e cultura italiana nel mondo, rafforzamento di servizi consolari e nuova emigrazione. Nel corso del dibattito il presidente Claudio Micheloni suggerisce anche interventi sulle norme per il riacquisto della cittadinanza italiana e sulla valorizzazione dei beni immobili italiani all’estero
ROMA – Si è svolta oggi al Comitato per le questioni degli italiani all’estero, riunito insieme alla Commissione Affari Esteri del Senato, l’audizione del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola, che ha ricapitolato le priorità del suo mandato governativo (già riassunte all’omologo Comitato della Camera dei Deputati, vedi http://comunicazioneinform.it/al-comitato-permanente-sugli-italiani-nel-mondo-e-la-promozione-del-sistema-paese-laudizione-del-sottosegretario-agli-esteri-vincenzo-amendola/), soffermandosi in particolare sulla riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero.
Il tema, ha ricordato il presidente del Comitato, Claudio Micheloni, è oggetto di interesse alla luce della esigua percentuale di partecipazione riscontrata all’ultimo rinnovo dei Comites – circa il 4% dei potenziali elettori – e per rispondere ad un Odg approvato nell’ambito dell’iter connesso all’approvazione dell’ultima legge di stabilità, che sollecitava a partire da questo mese di giugno un confronto necessario a pervenire ad una proposta di riforma di Comites e Cgie. Richiamata anche la questione della promozione di lingua e cultura italiana, su cui il Comitato – rileva Micheloni – sta svolgendo un approfondimento insieme alla Commissione Istruzione pubblica attraverso il quale si dovrebbe pervenire ad una “profonda riforma” di sistema le cui indicazioni verranno presentate nei prossimi mesi, in concomitanza con il decreto di attuazione legato alla riforma della Buona Scuola. A tal proposito il presidente del Comitato auspica si possano discutere preliminarmente le proposte emerse, prima di trovarsi di fronte a interventi già formulati dal Governo, con “decisioni prese altrove”. Altra indagine conoscitiva svolta dal Comitato, insieme alla Commissione Lavoro e previdenza sociale, quella sull’attività dei patronati italiani all’estero, su cui è in fase di formulazione una proposta di riforma annunciata invece per il prossimo mese di ottobre, mentre un progetto relativo alla riorganizzazione dei servizi consolari – oggetto di un altro Odg della Commissione accolto, – e alternativo a quella elaborata dal Maeci, è annunciato per fine giugno.
Delucidazioni vengono infine richiesti sui fondi destinati alle agenzie di informazione rivolte agli italiani all’estero e sulla disponibilità del Governo a valutare proposte di riforma del voto all’estero.
Amendola ribadisce come sia “fondamentale rispettare l’Odg approvato qui al Senato sulla riforma degli organismi di rappresentanza e richiamato da Micheloni”, considerazione – aggiunge – ripetuta sia nel corso dell’ultima plenaria del Cgie che alla riunione del Comitato di presidenza del Consiglio generale svoltasi proprio in questi giorni a Roma, non tanto “per le analisi fatte sui risultati elettorali”, “quanto per dare omogeneità e ricostruire un’indicazione complessiva che li riguardi”.
“Noi crediamo in una riforma condivisa, che non venga solo indicata secondo le linee o una proposta nostra, ma che si giochi in un triangolo tra il Parlamento, e i vostri due Comitati, il Cgie e il Governo; e questo non per deresponsabilizzare il Governo in merito alla proposta ma per far nascere un documento condiviso – afferma il sottosegretario, evidenziando come tale metodo possa garantire anche un iter di approvazione più celere. Ribadita dunque l’apertura ad un’assemblea straordinaria del Cgie entro la fine dell’anno, purché tale convocazione avvenga alla luce di una proposta completa su cui sia possibile immaginare un’ampia convergenza.
Amendola segnala di aver avanzato al Cdp anche alcuni elementi di riflessione in proposito, riguardanti in particolare, per i Comites, il rafforzamento della loro percezione da parte dei connazionali, alla luce anche della “diversificazione introdotta dalla nuova emigrazione”, rivedendo aspetti afferenti alla costituzione dei Comitati, come il requisito della consistenza numerica della collettività necessaria alla loro istituzione, i criteri e le modalità di designazione dei componenti, le cause di incompatibilità e ineleggibilità dei membri e il sistema previsto per lo scioglimento di un singolo Comites. “Anche dal punto di vista finanziario – aggiunge il sottosegretario – il dibattito è aperto ed è possibile ridiscutere i parametri per la concessione dei contributi ministeriali, valorizzando un ragionamento comune sul ricorso al fundraising per specifici progetti dei Comites, pratica – rileva – già largamente utilizzata”. “Sul fronte del Cgie siamo disponibili a valutare proposte che modifichino l’attuale sistema di elezione dei membri territoriali affinché sia consentita una più estesa rappresentatività geografica, oltre che la composizione del consiglio e l’articolazione d lavori degli organi interni. Crediamo inoltre sia necessario – afferma – avviare una riflessione sulla funzione del Cgie nella determinazione dell’indirizzo delle politiche destinate agli italiani all’estero, tenendo conto del ruolo che hanno i parlamentari eletti in tale circoscrizione”. “Tutto ciò – conclude – non deve apparire come una critica, ma come un contributo al comune interesse di lavorare insieme ad una riforma di sostanza della rappresentanza”.
Sui corsi di lingua e cultura italiana erogati dagli enti gestori, il sottosegretario segnala come sia di questi giorni il passaggio di competenze dalla Direzione generale Italiani all’estero alla Direzione generale per la Promozione del sistema Paese del Maeci, un provvedimento in linea anche – rileva -con “la vostra sollecitazione ad un approccio sinergico dei diversi attori in campo” e per il potenziamento di lingua e cultura in un’ottica globale e non limitata alle collettività italiane. Ribadito “l’obbligo del Governo” al reintegro dei 2,5 milioni di euro decurtati dai fondi destinati ai corsi di lingua degli enti gestori, recupero che il sottosegretario definisce “fondamentale” e che deve avvenire “il prima possibile” con “provvedimento di assestamento, tenuto conto dei vicoli”, mentre segnala come il decreto legislativo di attuazione della Buona scuola sia ancora in fase di definizione al Miur, con cui sono in corso incontri per riflettere su come incrementare il numero di studenti di lingua italiana e strutturare una differente organizzazione dei corsi. Prosegue dunque l’impegno ad agevolare l’inserimento di studenti italiani e corsi nei percorsi scolastici locali e per la promozione della nostra lingua e cultura. “Il nostro impegno in questo percorso – precisa il sottosegretario – è coadiuvare il lavoro di discussione avviato con il Miur seguendo il percorso della Buona scuola, anche per il potenziamento del contingente scolastico all’estero, trovando comuni risposte”.
Sul fronte dei servizi consolari Amendola rileva come una necessità preliminare sia quella di una “mappatura” dei servizi richiesti, criticità e funzionamento della rete nella risposta ai cittadini, dati molto diversificati in base all’utenza e all’area geografica. “Compiuta questa mappatura, il nostro compito è quello di rafforzare e riorganizzare la rete, tenendo conto delle ristrettezze economiche – afferma il sottosegretario, escludendo in tale percorso di riorganizzazione la chiusura di nuovi uffici. Parte di questa riorganizzazione è anche un maggior coordinamento tra uffici amministrativi in Italia per il disbrigo in particolare delle pratiche di stato civile, l’informatizzazione dell’Anagrafe dei residenti all’estero (Aire) e la dematerializzazione degli atti. Una serie di “compiti a casa” che devono spingere sull’informatizzazione e la messa in rete dei servizi, salvaguardando il vaglio legale dell’autorità competente, e devono coinvolgere anche il Ministero dell’Interno. Per “l’esterno” si rileva come debba invece proseguire l’adozione di nuove modalità operative, come il sistema integrato di funzioni consolari, il rafforzamento della rete dei consoli onorari, o il funzionario itinerante che “sono sperimentazioni che forse non soddisfano al 100%, ma che possono senz’altro migliorare” e contribuire alla costruzione di un “meccanismi di prossimità” più agevoli per i cittadini, più flessibili e anche più vicini alle istanze della nuova emigrazione.
Per quanto riguarda le agenzie di stampa specializzate, il sottosegretario si riserva di approfondire la questione e inviare al Comitato un risposta scritta, evidenziando l’importanza del servizio, mentre rinvia una considerazione delle proposte di legge sul voto all’estero al termine della riflessione sulla riforma della rappresentanza. Richiamata infine la disponibilità a discutere di ruolo e nuova funzione dei patronati, anche a partire dai limiti dell’esperienza fatta.
Nel corso del dibattito sono intervenuti Vito Rosario Petrocelli (M5S), che ha chiesto una valutazione del funzionamento della rete consolare in risposta alle esigenze dell’utenza, e Mario Dalla Tor (Ap) che ha rilevato come flussi migratori e organismi di rappresentanza siano molto diversi a seconda del Paese di insediamento, disomogeneità che rende estremamente complicato formulare una proposta di riforma di tali organismi che possa tenere insieme la complessità dei fenomeni.
Micheloni ha espresso apprezzamento per “il pragmatismo e la concretezza” emersi nell’intervento del sottosegretario, rilevando in particolare l’importanza di considerare le “geografie variabili” di servizi e rete consolare. A proposito di Comites e Cgie ha evidenziato come in questa fase di avvio di discussione, a suo avviso sia opportuno “esplorare” anche proposte che in passato potevano apparire “provocatorie”, come costituire un Comites per ogni Stato, garantendo in questo modo un dialogo più diretto con l’Ambasciata di riferimento, e sostituire il Cgie con un’assemblea annuale di tali Comitati, per fare il punto sulla situazione, garantendo la rappresentanza territoriale dei membri ed una selezione di qualità degli stessi. Per quanto riguarda invece lingua e cultura, il presidente segnala come non risultino chiare le discussioni sopra richiamate tra Maeci e Miur e si augura di poter contribuire con il lavoro dell’indagine svolta sull’argomento, mentre chiede al Maeci di sollecitare il Ministero dell’Interno a rispondere ai quesiti emersi nel corso dell’esame in Senato sulla proposta di legge sulla cittadinanza italiana, affinché tale percorso parlamentare possa procedere e concludersi. A suo avviso infatti, una limitazione dei requisiti per il riacquisto della cittadinanza italiana – che potrebbe essere l’ascendenza ai nonni, come avviene anche in conformità al quadro europeo – potrebbe giovare alleggerimento del numero di pratiche istruite in alcuni Paesi dell’America latina. Inoltre, viene ribadita l’opportunità di legare tale riconoscimento alla conoscenza della lingua italiana. Con l’approssimarsi del varo della prossima legge di stabilità, infine, Micheloni segnala di voler formulare una proposta sulla valorizzazione dei beni immobili posseduti dall’Italia all’estero e chiede al sottosegretario quale sia la disponibilità su questo fronte. Il presidente ritiene anche che parte del ricavato della vendita di alcuni di tali beni potrebbe essere destinata ai servizi del Maeci o alla valorizzazioni dei beni stessi.
Amendola ribadisce l’apertura a valutare proposte di riforma di Comites e Cgie che siano “di sostanza” e “al servizio della collettività” e non semplicemente tentativi di “restyling, a beneficio degli eletti”, nei tempi stabiliti dall’Odg sopra richiamato. In merito alla valutazione dei servizi consolari, specie quelli attivati per rispondere alle istanze della nuova emigrazione, egli la definisce positiva e “alta, se guardiamo alle dotazioni che abbiamo a disposizione”. Ribadita infine la volontà di “costruire un lavoro comune” con il Miur sugli interventi relativi ai corsi di lingua e cultura italiana, lavoro che dovrà precedere gli atti formali connessi alla definizione dell’attuazione delle linee generali della Buona scuola, mentre si rinnova l’auspicio di una riflessione sulla destinazione delle percezioni consolari nell’ambito della definizione della prossima legge di stabilità.
In tempi brevi viene annunciato un aggiornamento sulla situazione dei connazionali in Venezuela, mentre viene ribadita l’attenzione da parte del Maeci per il tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare posseduto all’estero, elenco già consultabile online – fa sapere Amendola, confermando la disponibilità a valutare suggerimenti in proposito. (Viviana Pansa – Inform)