ITALIANI ALL’ESTERO
Da Gente d’Italia del 25.4.2016
Eduardo Supparo illustra gli obiettivi della commissione qualità della vita e servizi alla collettività. Le riunioni – questa la grande novità – si svolgono in videoconferenza su Skype
MONTEVIDEO – Una divisione regionale come primo passo verso un nuovo modello di organizzazione della collettività italiana in Uruguay. Questo il principale obiettivo del 2016 per la commissione qualità della vita e servizi alla collettività attiva all’interno del Comites di Montevideo, il Comitato degli Italiani all’Estero.
Guidata da Eduardo Supparo e coordinata dal presidente dell’organismo Claudio Melloni, la riunione si è svolta on line in videoconferenza su Skype ed ha avuto cinque partecipanti. Un ingresso – quello della tecnologia – che rappresenta un’importante nuovo strumento per le riunioni della collettività che prevedono la partecipazione di persone residenti lontano da Montevideo.
“Il nostro primo obiettivo” – spiega Supparo, da Salto – “è quello di dividere il territorio uruguaiano in diverse regioni ognuna delle quali con un referente. In questo modo vogliamo creare maggiore contatto e sinergia tra diverse zone uruguaiane dove operano gruppi italiani”.
Vivacità, dinamismo ed una migliore comunicazione le basi di questo progetto che vede come grande protagonista l’interno del paese “troppo spesso dimenticato” come denunciano in molti. L’idea iniziale è quella di dividere l’Uruguay in cinque aree: litorale ovest (Soriano, Río Negro, Paysandú, Salto, Artigas), nord (Rivera, Tacuarembó, Cerro Largo,), est (Treinta y Tres, Rocha, Maldonado), centro (Durazno, Florida, Flores, Lavalleja), Sud (Colonia, San José, Canelones) e l’area metropolitana di Montevideo.
“Questa divisione potrebbe subire delle modifiche, ci adatteremo in base alle possibilità che incontreremo strada facendo” precisa Supparo.
Oltre all’integrazione e allo scambio, il dirigente salteño auspica anche un intervento diretto da parte del Comites che rappresenterebbe qualcosa di unico e nuovo: “Proporremo che alcune riunioni vengano fatte nell’interno. So che è difficile ma ci sembra un modo necessario per avvicinarsi ai cittadini. Il Comites, ci tengo a ricordare, deve farsi portavoce delle esigenze della collettività e trasmetterle alle istituzioni. Se non conosciamo le specifiche necessità di una parte del paese veniamo meno alla nostra funzione principale. È un processo lungo, il tempo dirà se saremo in grado di farlo o no”.
Tuttavia, cosciente delle difficoltà logistiche e finanziarie che comporterebbe la preparazione di una riunione nella quale partecipano 18 membri, Supparo apre anche all’idea che ci possano essere “degli incontri specifici con alcuni rappresentanti del Comites”.
Lo scopo principale è “conoscerci e ascoltare ciò che hanno da dire gli italiani dell’interno. Questo, purtroppo, in passato non è stato fatto ed è stato un grave errore. Adesso è il momento di agire e di invertire la tendenza”.
Trovare dei referenti all’interno di ogni dipartimento non sembra però un compito facile. Per il momento “ci sono diverse persone interessate ma siamo sicuri che con l’avanzare del tempo e delle proposte si arriverà a questo coinvolgendo sempre più persone”.
Una volta stabilita la nuova rete territoriale, il lavoro della commissione si concentrerà su un obiettivo che era stato già anticipato in passato: la creazione di una federazione italiana.
“Il progetto” – chiarisce l’integrante dell’esecutivo del Comites – “prevede la partecipazione diretta delle associazioni. Se loro saranno d’accordo ne inizieremo a discutere”.
La premessa del ragionamento è chiara: “L’unione fa la forza. Viste le sue peculiari caratteristiche, solo con una maggiore integrazione la collettività italiana potrà portare avanti le sue rivendicazioni. Ci sono tantissime cose da fare. Ci auguriamo che ognuno porti il suo piccolo contributo alla causa”.
Ma è realmente fattibile una proposta del genere in una collettività fortemente divisa e frammentata al suo interno tra i diversi gruppi regionali?
“Riconosco che a Montevideo ci sarebbero maggiori difficoltà rispetto al resto del paese viste le specificità del contesto. Eppure, mi sento di dire che il messaggio è valido per tutti: dobbiamo iniziare a lavorare su ciò che ci unisce anziché su quello che ci divide. Scommetto molto su questa idea, solo unendoci possiamo crescere”.
Tra gli altri scopi che porterà avanti la commissione ci sono: politiche specifiche per giovani e persone di terza età, politiche per lo sport ed attività ludiche nella collettività, collaborazione per l’ottimizzazione dei servizi consolari.
La prossima riunione si svolgerà mercoledì 27 aprile. L’ora è da confermare ma dovrebbe essere alle 20. Chi è interessato può raggiungere “eduardo.supparo” su Skype per partecipare alla videoconferenza. (Matteo Forciniti – Gente d’Italia del 25 aprile 2016 /Inform)