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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Camera dei Deputati il dibattito sul libro di Vincenzo D’Acquaviva – “Il Mondo Nuovo, una testimonianza e un viaggio controcorrente attraverso storie di ordinaria migrazione: tra speranze, conflitti politico-sociali e delusioni”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Nissoli (Democrazia Solidale): “Una testimonianza che lega bene l’emigrazione con l’immigrazione con tutti suoi aspetti problematici, cosa che la politica ancora non è riuscita a capire”.

Fassina (Sinistra Italiana): “I racconti del libro ci consentono di avvicinarci con maggiore umanità alla odierna realtà dei migranti che non è fatta semplicemente da numeri”.

Felicolo (Migrantes Roma e Lazio): “La nuova realtà della mobilità  ha bisogno di una società aperta al mondo”

 

ROMA – E’ stato presentato a Roma, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, il libro di Vincenzo D’Acquaviva, “Il Mondo Nuovo – una testimonianza e un viaggio controcorrente attraverso storie di ordinaria migrazione: tra speranze, conflitti politico-sociali e delusioni” (Levante). L’incontro è stato introdotto e moderato da Gianni Lattanzio che ha sottolineato come questo libro crei curiosità e emozione verso l’epopea dell’emigrazione italiana che ha contribuito a costruire la storia e l’economia del nostro paese. Ha poi preso la parola il deputato Stefano Fassina (Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà) che ha rilevato come questa opera, che raccoglie nel nome delle memoria tanti racconti dallo straordinario valore, umano, sociale, culturale e politico, si ponga in un contesto attuale molto difficile caratterizzato da una inadeguata gestione dei flussi migratori da parte dell’Europa. “In questa fase in cui la politica fa grande fatica ad arginare l’ondata emotiva nei confronti dei migranti, – ha affermato Fassina – i racconti contenuti nel libro degli italiani che hanno vissuto difficili esperienze migratorie, ci consentono di avvicinarci con maggiore umanità  alla odierna realtà dei migranti che non è fatta semplicemente da numeri”. Dal canto suo la deputata Fucsia Nissoli (Democrazia Solidale – Centro Democratico), eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, ha sottolineato come questo libro ci dia occasione di riflettere” sull’emigrazione italiana negli Usa, il mondo nuovo del libro, confrontandola con l’immigrazione. Due facce della stessa medaglia”. “Gli Stati Uniti sono stati a lungo – ha ricordato la Nissoli – meta privilegiata per quanti cercavano fortuna fuori dai confini nazionali, e di italiani che si recavano negli Usa, e ancora vi si recano, ce ne erano tanti, tutti con la speranza di realizzare il sogno americano, anche se poi scoprivano, come ci fa notare l’autore, che non sempre l’America è quella dei sogni e dei racconti di quelli che tornano. Ma è fatta di sacrifici e di lavoro duro. Quel sacrificio,  però, che ha contribuito a costruire l’America, fatta attraverso la convivialità delle differenze, dove ogni immigrato ha trovato la sua terra”… L’immigrazione, in America – ha aggiunto la deputata – ha avuto un ruolo importante anche nella ‘nation building’ e gli italiani sono parte fondamentale di questa avventura che ancora ci avvince e coinvolge molti giovani che partono con la speranza di realizzare se stessi e la loro famiglia”. “La storia di D’Acquaviva – ha  concluso la Nissoli – ci fa ripercorrere, attraverso le vicende personali,…., la storia dell’emigrazione, i timori e le attese, tutto quello che è semplice ma che ha contribuito a costruire le nostre Comunità in America. Potremmo dire che l’autore attraverso il suo racconto ci mostra il percorso della storia che si intreccia con le vite di ciascuno, con una testimonianza diretta e legando bene l’emigrazione con l’immigrazione con tutti suoi aspetti problematici, cosa che la politica ancora non è riuscita a capire, un grande merito che mi sembra dobbiamo riconoscergli”.

Ha poi preso la parola Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e Lazio, che ha rilevato come l’opera di  Vincenzo D’Acquaviva  consenta, attraverso le sue storie, di comprendere la complessità del mondo delle migrazioni. Un fenomeno globale da studiare che sta crescendo di dimensione e fa parte della storia di tutti i popoli e di tutti i paesi. Per Felicolo il libro fa inoltre comprendere la necessità di superare i luoghi comuni che inquadrano l’emigrazione e l’immigrazione solo come una guerra tra poveri per il lavoro o un problema di ordine pubblico. “Certo – ha precisato Felicolo – sono realtà che ci sono, ma le migrazioni sono anche fatte di speranze e di sogni di una vita migliore che a volte si realizzano e a volte vengono delusi”. Dopo aver evidenziato l’importante partecipazione degli italiani al fenomeno di massa delle migrazioni, nell’ultimo decennio i nostri connazionali all’estero sono cresciuti del 49,3%,  Felicolo ha sottolineato come oggi gli immigrati con la loro presenza cambino il mondo del lavoro, della famiglia, della scuola, della comunità cristiana e della stessa parrocchia. “ Una chiesa che vive nella diversità – ha spiegato  Felicolo – è molto più ricca, testimonia l’universalità e lavora per il paziente percorso d’integrazione degli immigrati, un percorso  che non va confuso con l’assimilazione. Questa nuova realtà della mobilità – ha concluso  – ha bisogno di una società aperta al mondo”

A seguire è intervenuta Anna Consiglio, del Centro Molese Cultura Studi Storico-Archeologici, che ha sottolineato come nel libro di Vincenzo D’Acquaviva si evidenzino i passaggi salienti della complessa storia della nostra comunità negli Stati Uniti. Una collettività che, nonostante le difficoltà iniziali, ha saputo mantenere in specifici contesti anche la proprie usanze religiose, permeando comunque con la sua cultura l’immaginario della cultura americana . Per la Consiglio dall’autore del libro vengono inoltre messe in evidenza sia le vaste reti sociali che all’arrivo negli Stati uniti accoglievano l’emigrato italiano, sia le problematiche legate alle divisioni forzate del nucleo famigliare, smembrate dalla partenza dei mariti che poi investivano i loro guadagni all’estero nell’acquisto di case e terreni nel paese d’origine.

Dal canto suo il sindaco di Mola di Bari Giangrazio Di Rutigliano ha rilevato come le storie narrate nel libro rappresentino uno spaccato di un vasto movimento migratorio che coinvolgeva molte regioni italiane. Ricordati dal sindaco anche i grandi sacrifici sopportati dai nostri nonni per potersi affermare nel territorio di accoglienza. Un grande impegno che oggi  consente ai nostri connazionali di ricoprire ruoli di prestigio nella società americana. “ E’ bello constatare – ha aggiunto il sindaco – come a tutt’oggi rimanga forte il legame fra la terra d’origine e i nostri emigranti anche di seconda generazione”.

Da segnalare infine le parole dell’autore del libro Vincenzo D’Acquaviva  “Per noi – ha spiegato lo scrittore – è importante capire cosa abbia significato l’emigrazione italiana, perché solo conoscendo questa nostra storia potremo comprendere le speranze dei migranti di oggi. L’emigrazione è un fenomeno che è nato con l’uomo e che lo porta a cercare una realtà migliore rispetto al luogo natio”. D’Acquaviva, dopo aver ricordato che la paura dell’emigrato portò negli Stati Uniti all’ingiusta condanna di Sacco e Vanzetti, ha rilevato come ancora oggi il timore del diverso non ci consenta di vedere nell’immigrato presente in Italia solo un uomo desideroso di trovare per la sua famiglia un contesto positivo.  Per lo scrittore il forte legame che ancora unisce le nostre comunità all’estero all’Italia dovrebbe quindi aiutarci nella comprensione di quanti oggi lasciano la loro terre per sfuggire a guerre e persecuzioni.(G.M.-Inform)

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