SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI
Il 22 giugno brindisi di chiusura con l’artista e il vice presidente della “Dante” Paolo Peluffo
ROMA – Ultimi giorni per visitare a Roma la mostra di Lamberto Lambertini “Dante 100%.Cento canti per cento quadri”. L’esposizione, a cura di Valentina Spata, è allestita Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri (Piazza di Firenze, 27).
Organizzata dalla ‘Dante’ per celebrare i 750 anni dalla nascita del Sommo Poeta, la mostra , inaugurata il 7 giugno scorso, potrà essere visitata fino al 21 giugno nella Sala Walter Mauro.
Nel viaggio evocato dalle opere di Lambertini, ispirato alle tre Cantiche della Divina Commedia, la parola lascia il posto alla pura “visione”. L’opera dantesca piena di allusioni, presagi, suggestioni si compone come un’ opera di rappresentazione visiva in continuo divenire. Nei 100 quadri per 100 canti della Commedia lo spettatore migra attraverso i confini delle parole, percorrendo un viaggio senza meta, insolito censimento di uomini, mestieri, quotidianità, città, arte, tradizioni, memorie, anamnesi della nostra storia.
Lambertini, già regista delle due produzioni cinematografiche dedicate all’Inferno (“Maratona Infernale”) e al Purgatorio (“Montagna Infinita”), ha descritto in questo modo il suo ulteriore omaggio al grande poeta italiano: “Ogni tela, rigorosamente quaranta per cinquanta, ha, oltre alle immagini incollate o dipinte, frasi stracciate dalla Commedia. Solo poche parole, parole di Dante, per non dimenticare che, in migliaia di versi, non una parola è priva di giustificazione. Una mancante, e tutta la cattedrale di simboli, di rime, di rimandi e di assonanze crollerebbe come un castello di carte. Sono frutto del mio immaginario, onirico, casuale, familiare e cognitivo. Perché, a ben vedere, anche per Dante, come per tutti gli artisti d’ogni tempo, l’arte è un impasto più o meno perfetto, in Dante perfetto, di vita e arte. Così vuol essere questa mostra. Una riflessione sincera e visionaria, dopo tanto lavoro, spirituale e fisico, realizzata quasi ad occhi chiusi, scavando senza vergogna nella radice profonda delle mie fonti, delle mie emozioni. E se talvolta in quest’opera appare, qua e là, una pennellata d’ironia, che pur anche abbonda, come la comicità, nella Commedia, vorrei che me la si concedesse, perché, non solo nel tempo permissivo dell’arte, ma anche in quello della nostra umana esistenza, sarebbe bello e giusto concludere con un bel punto ironico”.
Lunedì 22 giugno , brindisi di chiusura della mostra alle ore 18 . Saranno presenti l’artista e Paolo Peluffo, vicepresidente della Società Dante Alighieri. (Inform)