CLIMA E ENERGIA
Domani nella sede della presidenza della Regione Toscana
Rossi: “Mitigare il cambiamento climatico è possibile”
FIRENZE – Nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione Toscana, tutto è già pronto: dieci tavoli apparecchiati di blu, come il cielo limpido e l’acqua del nostro pianeta visto dall’alto, centoventi posti a sedere, il grande schermo e i computer.
La Toscana non è nuova a town meeting ed eventi partecipativi. E’ stata la prima Regione in Italia a scrivere una legge sette anni fa per coinvolgere i cittadini nelle decisioni prese dalle istituzioni: con dibattiti pubblici obbligatori per grandi opere sopra 50 milioni di euro.
Stavolta però il momento partecipativo è mondiale e tutto è pronto per accogliere domani, sabato 6 giugno, centoventi toscani che parleranno di clima e cambiamenti climatici, di energie alternative e di tutto ciò che l’uomo (e le nazioni) possono fare per arrecare meno danni possibili al pianeta e all’ambiente in cui vivono, per meglio preservarlo ed avanzando anche proposte concrete sulle politiche da far adottare agli Stati.
L’evento è uno dei cento appuntamenti del World Wide Views che si svolgeranno nell’intero globo nel corso della giornata. Per ognuno dei cento le stesse trenta domande e gli stessi cinque temi sul tavolo. Sarà una tappa intermedia verso la conferenza mondiale del clima di Parigi che ci sarà a dicembre (preceduta a settembre dalla pre conferenza di Roma), erede di quello che è stato Kyoto nel 1997 quando lì fu firmato il famoso protocollo sul riscaldamento globale. La Toscana è la sola Regione in Italia a partecipare, assieme all’Abruzzo arrivata solo nell’ultima fase.
I lavori inizieranno la mattina attorno alle 9.30 con i saluti dell’assessore alla partecipazione Vittorio Bugli e di due dei tre membri dell’Autorità regionale indipendente per la promozione della partecipazione: Ilaria Casillo e Giovanni Allegretti. Il confronto proseguirà fino alle 17.15. I toscani attesi a Palazzo Strozzi Sacrati sono stati selezionati da un’agenzia in modo da essere un campione rappresentativo. A Firenze ci saranno anche alcuni osservatori della provincia autonoma di Trento. Tre i collegamenti video nel corso della giornata: con l’Abruzzo, il Gabon e Parigi.
“Non è facile attribuire un singolo evento al cambiamento climatico – sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi –, ma non possiamo accettare neanche un futuro dove gli eventi estremi diventano regolari”. “Davanti – aggiunge – alle conseguenze terrificanti, per l’intera umanità, causate da mutamenti climatici a loro volta causati da precise scelte economiche e non certo dipendenti dal caso, la politica ha il dovere di recuperare con urgenza l’orgoglio della sua centralità”. Qualche numero. L’aumento della temperatura globale, che è una delle principali cause di destabilizzazione climatica, dipende dalla concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. La soglia d’allarme nelle emissioni di Co2 dovrebbe essere 350 parti per milione: il mondo viaggia oltre le 400 parti per milione. Per colpa di petrolio e carbone bruciati, ma anche della deforestazione. Una coperta che intrappola la luce e il calore solare impedendo alla terra di raffreddarsi e che rischia di far salire il livello dei mari fino a tre metri nel 2040 e le temperature di sei gradi, con possibili siccità, tempeste e inondazione. “L’appuntamento di dicembre, a Parigi – prosegue Rossi – non può permettersi il lusso di un nuovo fallimento: i governi devono trovare un accordo, vincolante, per contenere l’aumento delle temperature medie mondiali al di sotto di quei 2°C oltre i quali le conseguenze sarebbero catastrofiche e irreparabili. La Toscana intende fare, a questo proposito, la propria parte”.
Il piano d’azione della Commissione Ue, Europa2020, si propone di abbattere del 20% le emissioni di Co2 in atmosfera, di ridurre i consumi energetici del 20% e di aumentare la produzione di energie rinnovabili del 20%. In Toscana con il Piano ambientale energetico la Regione si è proposta di fare ancora di più: produrre entro il 2020 il 50% di energia elettrica da rinnovabili, in particolare con l’utilizzo dell’energia geotermica. Ha deciso di destinare 150 milioni di fondi europei all’efficienza energetica delle imprese che attiveranno investimenti per oltre 600 milioni che serviranno a ridurre i consumi energetici. Ma il problema riguarda anche la mobilità: servono tranvie nelle città e più trasporto su ferro, bus meno inquinanti e molte piste ciclabili.
“In tutto questo – conclude Rossi – la politica gioca un ruolo decisivo”. E deve tornare ad esercitare appunto quella centralità e quella preminenza che le dovrebbero derivare dall’essere a servizio del bene comune. (w.f.-m.b./Inform)