ASSOCIAZIONI
La presidente Giovanna Ortu: “L’Italia sia in prima fila per pacificare la Libia”
ROMA – “È un dolore enorme per noi italiani di Libia vedere il Paese nel quale siamo cresciuti messo a ferro e fuoco da lotte fratricide, nelle quali facilmente si inseriscono gli estremisti islamici per minacciare l’Occidente e l’Italia da vicino.” Così Giovanna Ortu, presidente dell’Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia, in una nota diffusa in seguito alle ultime vicende libiche.
“Sembra incredibile pensare come l’Italia e la coalizione internazionale, quando hanno deciso di agire, non abbiano strategicamente ragionato su una successiva azione che rendesse stabile l’area nel dopo Gheddafi – evidenzia Ortu, rilevando come la priorità avrebbe dovuto essere e debba essere la pacificazione del Paese.
Nella nota si evidenzia anche “la politica miope con la quale i governi passati hanno rinunciato a far valere i diritti degli italiani nei rapporti bilaterali con la Libia” e “l’eccessiva quiescenza nei confronti di Gheddafi”, atteggiamenti sbagliati cui è succeduta in ultimo la perdita di centralità del ruolo dell’Italia nel Paese africano.
“Ora il nostro territorio è minacciato, a poche centinaia di miglia marittime, dalle avanguardie del califfato islamico mentre i nostri connazionali che vivono e lavorano in Libia sono stati costretti a rientrare, come successe a noi – ricorda Giovanna Ortu, – dopo essere stati spogliati di tutto, 45 anni fa. Comprendiamo la loro amarezza, a partire da quel Bruno Dalmasso, per anni incaricato dall’associazione di seguire il restauro del cimitero italiano di Hammangi a Tripoli e che oggi, dopo una vita passata in Libia, deve abbandonarla. Al di là delle giuste dichiarazioni di circostanza dei suoi esponenti – prosegue la presidente dell’Airl, – chiediamo quindi al giovane governo di Matteo Renzi, che ha dimostrato in questi mesi di saper tenere la barra dritta nei momenti importanti, di concentrare tutti gli sforzi verso una soluzione definitiva della crisi libica, per non abbandonare il ruolo di primaria importanza che l’Italia ha sempre occupato in Libia e tutelare finalmente, prima che sia troppo tardi, i cittadini italiani”. (Inform)