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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Aldo Di Biagio (Pi) critica le nuove procedure adottate per l’esercizio del voto

RINNOVO COMITES

Per il senatore eletto nella ripartizione Europa il probabile fallimento delle consultazioni rischia di delegittimare l’intero sistema di rappresentanza dei connazionali all’estero. Proposta l’equiparazione delle modalità di voto per la circoscrizione Estero a quelle per le circoscrizioni italiane

 

ROMA – Aldo Di Biagio, senatore di Per l’Italia eletto nella ripartizione Europa, interviene sul rinvio disposto al 17 aprile 2015 delle elezioni dei Comites per segnalare come esso non abbia sortito l’effetto sperato, ossia una maggiore partecipazione al voto.

Di Biagio prevede infatti una percentuale di partecipazione quantificata nel 5,5 degli aventi diritto, con previsioni ancora peggiori per i Paesi di nuova emigrazione – cita il caso di Londra, dove si registra una partecipazione inferiore al 2,5%, – dati che, se fossero confermati, rappresenterebbero un fallimento della consultazione, oltre che – ammonisce – “uno sperpero di denaro pubblico”.

Per il senatore l’errore è stato quello di rinviare la data del voto senza accompagnare tale rinvio – come aveva richiesto lui stesso, tra gli altri – con “una riapertura dei termini per tutti gli adempimenti elettorali connessi, ivi compresa la possibilità di integrare le presentazione della liste”, così da non pregiudicare l’alto valore democratico delle consultazioni. Ritiene inoltre insufficiente la campagna di sensibilizzazione e informazione messa in atto a tale scopo.

Il rischio è che tale fallimento finisca per “delegittimare, passo dopo passo, tutte le vere indipendenti rappresentanze politiche e associazionistiche dei nostri connazionali all’estero”, compreso il voto della loro rappresentanza parlamentare. Di Biagio teme infatti che la modalità del “voto su richiesta” adottata per i Comites possa venir estesa al voto per i parlamentari della circoscrizione Estero, incidendo sulla partecipazione, favorendo “strutture organizzate e clientelari” e accrescendo ulteriormente la diffidenza nei confronti dell’esercizio di voto all’estero.

Per far fronte a queste problematiche Di Biagio propone di equiparare “le modalità di voto per la circoscrizione estero a quelle per le circoscrizioni italiane, mantenendo però sempre il requisito della residenza”, una proposta che a suo dire “non avrebbe difficoltà ad essere accolta dal Parlamento” e sarebbe “dal punto di vista tecnico di facile applicazione” e “con meno costi per lo Stato”, oltre che con il vantaggio di garantire “una maggiore trasparenza”. (Inform)

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