ATTIVITA’ PARLAMENTRARE
Nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2026
(Fonte immagine Senato)
ROMA – Nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2026, si è svolta, davanti alle III Commissioni di Camera e Senato, l’audizione del coordinatore della Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei presso la Presidenza del Consiglio, Fabrizio Saggio. Nel suo intervento Saggio si è soffermato sull’importanza della trasparenza e del monitoraggio dei progetti, nonché sugli impatti socio-economici e ambientali delle iniziative: in particolare del progetto gestito da CDP ossia il Fondo Clima, con il coinvolgimento di diversi enti della pubblica amministrazione come Mase, Maeci, Mef e Presidenza del Consiglio. Su questo Fondo in particolare, Saggio ha ricordato che circa il 90% del totale deliberato della ‘quota Africa’ è rendicontabile come “finanza climatica”. Il coordinatore ha anche parlato dell’eliminazione di circa 350 milioni di tonnellate di CO2 lungo l’intero ciclo di vita dei progetti direttamente o indirettamente supportati. Ricordato inoltre che il Piano Mattei è sottoposto al monitoraggio di AICS laddove sia parte del progetto specifico. Per quanto riguarda il recente ampliamento del Piano Mattei, Saggio ha precisato che questo tocca diverse dimensioni: aiuto allo sviluppo con 12 dei 18 Paesi del Piano che coincidono con quelli prioritari per l’Italia; valutazioni di natura politica, con uno sguardo al ruolo della Mauritania; valutazioni di natura socio-climatica e di sicurezza. Sul Piano Mattei in senso più ampio, il coordinatore ha ricordato che ad oggi il 65% di 76 progetti sono di natura bilaterale e sono quelli inerenti ad esempio la formazione e l’innovazione nel campo agricolo. In altri casi, invece, alla dimensione bilaterale si affianca l’effetto di una leva multilaterale. “Non c’è contraddizione tra le due dimensioni ma complementarietà”, ha precisato Saggio ricordando poi l’adesione dell’Italia al Corridoio Lobito: un progetto che coinvolge istituzioni africane (come l’Africa Finance Corporation), nonché UE e USA. I Paesi del Corridoio sono Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia. Tra gli altri progetti sono stati menzionati quelli riguardanti la sovranità alimentare e la formazione infantile nell’ambito della Global Partnership for Education. Saggio ha infine ricordato come la Commissaria UE per il Mediterraneo abbia definito il Piano Mattei “un modello da seguire”; allo stesso tempo è stato segnalato come il Piano Mattei sia stato incluso nelle conclusioni del G7 e definito una delle più rilevanti iniziative di partnership per lo sviluppo verso l’Africa. (Inform)