FARNESINA
ROMA – La Farnesina ha ospitato la terza edizione degli Stati Generali della Space Economy. Dopo gli interventi istituzionali si è svolta la tavola rotonda sul tema “Strategia spaziale nazionale: il ruolo dell’Italia nelle sfide globali”. Il dibattito è stato aperto da Marco Lisi (Inviato Speciale per lo Spazio del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale). “Lo spazio – ha esordito Lisi – non è più un territorio esclusivo per pochi specialisti, ma rappresenta una questione che riguarda tutti noi”. Lisi ha poi sottolineato come, anche a causa delle tensioni geopolitiche degli ultimi anni, lo spazio sia oggi visto soprattutto come un tema legato alla sicurezza e alla difesa, mentre questo contesto è caratterizzato da varie cooperazioni pacifiche e da tanti traguardi importanti per l’umanità, come la creazione della stazione spaziale internazionale o di sistemi di osservazione della terra. “E’ qui – ha proseguito Lisi – che si colloca ciò che l’Italia chiama diplomazia della crescita, l’idea che la cooperazione internazionale non sia un esercizio di rappresentanza, ma uno strumento concreto per generare sviluppo condiviso, tecnologia e competenze. La cooperazione spaziale può essere un motore di crescita per chi la pratica, sia per i paesi più industrializzati, sia per quelli emergenti, e può essere uno strumento di stabilità tra nazioni.” Lisi ha poi rilevato l’importanza della Space Economy e della sua continua evoluzione sia a livello tecnologico, sia di mercato. Un mercato, quello dello Space Economy, che sta cambiando in modo molto veloce e radicale, il tutto accompagnato da una grande competitività tra le varie aziende private, centri di ricerca ed agenzie. “Il metro della nuova cooperazione internazionale, – ha concluso Lisi – deve essere la crescita comune tra i partner. Non una cooperazione di facciata, non un rapporto in cui uno fornisce e l’altro riceve, ma partenariati dove ciascuno contribuisce e ciascuno ne trae un beneficio misurabile, in valore economico, capacità industriali e avanzamento tecnologico. Una cooperazione paritetica, poiché solo tra pari si costruisce fiducia duratura”. Poi ha preso la parola l’Ambasciatore Mario Cospito (Commissario straordinario dell’agenzia spaziale italiana ASI e Presidente Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico – Copuos ) che ha in primo luogo ricordato la figura di Teodoro Valente l’ex Presidente dell’ASI, che è venuto a mancare prematuramente. L’Ambasciatore ha poi parlato dell’ottenimento della presidenza italiana del COPUOS presso le Nazioni Unite per il biennio 2026-2027. “Il fatto che l’Italia abbia avuto questo ruolo di Presidenza, è dovuto – ha spiegato – alle grandi capacità del nostro Paese in ambito aerospaziale, che non sono solo nel contesto industriale e tecnologico, ma riguardano anche la capacità di avere a disposizione l’intero Sistema Paese”. “Lo spazio – ha aggiunto Cospito – non è esente dalle complicazioni a cui stiamo assistendo a livello geopolitico ed economico, però siamo riusciti attraverso un’abile manovra diplomatica a raggiungere dei buoni risultati”. Cospito ha poi rilevato come attraverso la diplomazia si siano aperti accordi e negoziazioni con Paesi del sud del mondo, che si interfacciano per la prima volta con il mondo spaziale.
È poi intervenuto Antonio Bartoloni (Direttore dell’Ufficio Politiche Spaziali della Presidenza del Consiglio) che ha parlato della programmazione finanziaria europea per lo Spazio e del Fondo europeo per la competitività, il cui segmento per la difesa e lo spazio ammonta a 130 miliardi di euro. Una dotazione finanziaria che, per Bartoloni, appare sicuramente importante per un paese come l’Italia, e su cui bisogna iniziare a ragionare su quali siano le priorità di intervento. Bartoloni ha poi spiegato come a tutt’oggi il settore spaziale si stia evolvendo verso la creazione di nuovi sistemi volti alla realizzazione di infrastrutture spaziali. Un esempio di questo è rappresentato dall’evoluzione del sistema Starlink che consente una comunicazione immediata intersatellitare. “Il Fondo europeo – ha continuato Bartoloni – avrà un sistema di programmazione delle attività diverso rispetto a prima, perché c’è un esercizio di pianificazione strategica, che la Commissione ha già manifestato nel regolamento. E’ prevista la realizzazione di un documento di indirizzo strategico a cui tutti gli stati membri saranno chiamati a dare un contributo”. Ha poi preso la parola Mauro Battocchi (Direttore Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del Maeci ) che ha sottolineato come il settore spaziale, con 8 miliardi di fatturato e due miliardi di export, abbia un rilievo tecnologico e strategico positivo per il Sistema Italia, dove le aziende italiane sono inserite all’interno di distretti che rappresentano la punta di diamante del Made in Italy. Il Direttore Generale ha poi rilevato come la maggior parte dell’export italiano riguardi il settore tecnologico, un contesto in cui si sta cercando di incrementare sempre di più l’export spaziale: “questo lo facciamo – ha spiegato Battocchi – grazie alla nostra rete di addetti spaziali e scientifici nelle ambasciate che riuniremo tra qualche giorno a Reggio Calabria. Noi consideriamo gli addetti scientifici come gli Ambasciatori dello spazio nel mondo, sono chiamati a dialogare con le autorità, per poi generare opportunità. Abbiamo poi – ha proseguito il Direttore Generale – il ruolo delle grandi imprese, che hanno a loro volta la funzione di ariete: Abbiamo degli strumenti di sistema che ci permettono di inserire la dimensione spaziale dove è necessario e naturalmente tutto questo ci può portare a risultati significativi”. “Il nostro obiettivo – ha evidenziato Battocchi – è quello di riuscire a trasformare anche importanti contratti, che riguardano le grandi imprese, in una filiera di risultati, perché le grandi aziende devono portare con sé le piccole imprese per farle arrivare in aree geografie dove le PMI non potrebbero accedere “. “La forza dell’industria spaziale italiana, – ha poi spiegato il Direttore Generale nel corso del dibattito – ha le sue radici nel Made in Italy… Ora siamo davanti ad un salto – ha aggiunto – dobbiamo essere ambiziosi come Sistema Italia, cioè partendo dalla nostra forza dobbiamo sapere guardare avanti e dobbiamo definire dei traguardi sfidanti. Per questo è assolutamente importante la strategia istituzionale in collegamento con le grandi aziende e le PMI. Una sorta di sinfonia che stiamo cercando di costruire”. (Lorenzo Morgia – Inform)