ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Gli italiani all’estero con più di sette milioni di connazionali iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sono una “forza di una capillarità unica, con una presenza attestata in ogni continente. La forza di una storia dell’emigrazione lunga, combattiva e significativa. La forza di realtà associative, istituzionali e informali che nascono dalla nostra capacità di fare rete e di mantenere un rapporto leale con il paese di provenienza come con quello di approdo”. Lo scrive Maria Chiara Prodi, Segretaria Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie), dalle colonne del quotidiano “Domani” nell’articolo intitolato “Diaspore protagoniste del voto, anche gli italiani all’estero sono chiamati alle urne”. “Una forza che, da 40 anni, si è dotata di preziosi strumenti di azione spesso misconosciuti proprio da coloro che dovrebbero affidarcisi” evidenzia , facendo riferimento ai Comites (Comitati degli Italiani all’Estero), che in dicembre saranno rinnovati nelle Circoscrizioni consolari con almeno tremila connazionali residenti. Il punto centrale dell’articolo sono proprio i Comites, di cui Prodi evidenzia il ruolo : “La legge italiana riconosce i Comites come il punto di contatto della comunità italiana sia con le autorità diplomatico-consolari (per mantenere e migliorare il dialogo tra Stato italiano e comunità) sia con le autorità locali. Sono cioè uno strumento di soft power popolare capace di agire contemporaneamente dai due lati della partecipazione emigrata: il territorio di origine e quello di approdo”. “Da due mesi – scrive ancora la Segretaria Generale del Cgie su “Domani” – migliaia di italiani all’estero si sono attivati per presentare liste elettorali, tra mille difficoltà burocratiche, e permettere a tutti di scegliere da chi farsi rappresentare. Il sistema è proporzionale con le preferenze, consente cioè di scegliere direttamente i propri rappresentanti. E chi si impegna lo fa in maniera volontaria, senza nessun tipo di emolumento o indennità. Di fronte a così tanta generosità, come non rispondere con il gesto più sacro, quello del voto? Ma attenzione: per essere ancora più certi dell’assoluta devozione allo spirito di partecipazione democratica, per votare, occorre addirittura iscriversi: un unicum nel sistema italiano. E rimane ancora solo una settimana per farlo, tramite la piattaforma Fast It o riempiendo l’apposito modulo disponibile sui siti di ogni Consolato, dove si trovano anche le informazioni riguardanti le liste presentate. Questa possibilità di azione, di esplorazione delle forze organizzate che animano i territori, di scelta, si chiuderà il 4 novembre”, conclude Maria Chiara Prodi invitando a fare opera di sensibilizzazione al voto i lettori presso “tutti i connazionali all’estero che conoscete”. (Inform)