direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il messaggio della senatrice Francesca La Marca (Pd – ripartizione America settentrionale e centrale) per il 70° anniversario del disastro minerario di Marcinelle

PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – “Questo 8 agosto ricorreranno esattamente 70 anni da quando un incendio violento scoppiò nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio. L’incendio riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo della miniera, provocando la morte di 262 persone, di cui 136 immigrati italiani. Questo incidente, benché rappresenti il terzo più grave per numero di vittime tra le tragedie che hanno colpito gli emigrati italiani all’estero, dopo i disastri di Monongah e Dawson negli Stati Uniti, è quello rimasto più impresso nell’immaginario collettivo della nostra diaspora”. Inizia così la riflessione della senatrice del Pd Francesca La Marca,  eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, sulla tragedia di Marcinelle. “Non possiamo permetterci di dimenticare – prosegue la senatrice – questa data simbolica di 70 anni fa, che, come tutte le grandi tragedie in cui perirono i nostri emigrati, ci richiama alla memoria le tante vite spezzate di uomini e donne che sacrificarono la loro sicurezza personale nella speranza di garantire alle loro famiglie un futuro migliore. Non possiamo dimenticare questa data poiché, seppure sotto forme diverse e meno eclatanti, gli italiani continuano a morire ogni giorno sui luoghi di lavoro. Non più nelle miniere del Nord Europa o del Nord America ma nei cantieri, nelle fabbriche e sulle ferrovie del nostro Paese. Si pensi che soltanto nei primi sei mesi di quest’anno si contano 482 persone morte sul lavoro. Uomini e donne costretti a lavorare in condizioni precarie con salari bassi”.  “A ciò si aggiunge la persistenza – rileva La Marca – del fenomeno del caporalato, che continua a interessare diverse aree del nostro Paese, dove ancora troppi lavoratori, spesso stranieri, subiscono gravi violazioni della dignità e dei propri diritti fondamentali”. “Perciò è solo attraverso la conoscenza della nostra storia – continua la senatrice – che possiamo costruire un futuro migliore per le future generazioni. Abbiamo il dovere morale di insegnare ai nostri figli e nipoti da dove veniamo, di trasmettere loro questo doloroso capitolo della storia dell’emigrazione italiana, affinché possano comprendere il valore dei sacrifici compiuti da chi li ha preceduti e apprezzare maggiormente il tenore di vita di cui oggi, fortunatamente, quasi tutti noi godiamo. In occasione di questa importante ricorrenza, desidero inoltre informare – rileva poi La Marca – tutti coloro che si troveranno nell’area metropolitana di Toronto che sabato 8 agosto, parteciperò alla commemorazione delle vittime della tragedia di Marcinelle che si terrà presso il Monumento agli Italiani Caduti sul Lavoro (Woodbridge Memorial Arena, Piazza Tagliavini) dalle ore 18:30 alle 21:00. Sarà un importante momento di memoria e di riflessione collettiva, al quale invito tutti coloro che avranno la possibilità di partecipare. Desidero infine concludere questo messaggio, in occasione della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, dedicando un pensiero al Cav. Marino Toppan, pilastro della comunità italiana di Toronto, scomparso appena qualche settimana fa. Il Cav. Toppan dedicò gran parte della propria vita all’ “Italian Fallen Workers Memorial Project”, progetto da lui ideato e che lo ha visto impegnato, con instancabile determinazione, nell’identificare e commemorare ogni singolo immigrato italiano morto sul luogo di lavoro in terra canadese, affinché la memoria di ciascuno di loro non venisse cancellata. Nel ricordare le vittime della tragedia di Marcinelle e tutti coloro che continuano a perdere la vita sul loro luogo di lavoro, in Italia e nel mondo, – conclude la senatrice – ribadiamo l’importanza di garantire a ogni singolo lavoratore il diritto a un lavoro giusto, sicuro e dignitoso. Perché la memoria collettiva acquista un significato davvero autentico solo quando diventa responsabilità, tutela della persona e impegno concreto affinché tragedie come questa non si ripetano mai più”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform