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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Chi semina utopia, raccoglie realtà”: addio al fondatore di Slow Food  Carlo Petrini. Il movimento Slow Food: “Grandi la sua capacità di visione e amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità”. Mattarella: “Lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell’intera società e non solo in Italia”. Tajani: “L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e del  legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese”

QUIRINALE

(Fonte foto archivio Presidenza della Reubblica)

ROMA  – Nella tarda serata del 21 maggio se n’è andato Carlo “Carlin” Petrini. E’ mancato  nella sua casa di Bra all’età di 76 anni il fondatore del movimento internazionale  Slow Food, della  rete internazionale di Terra Madre e dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo . È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco. Tutto ciò è nato, ricorda con commozione la comunità di Slow Food “dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità”. “Oggi salutiamo un genio.  Uno degli intellettuali più vivaci e visionari della nostra epoca. Capace di dialogare con un re, un papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno studente senza mai cambiare registro. Capace di comunicare in tutte le lingue del mondo senza saperle. Capace di seminare gioia, entusiasmo e speranza in ogni angolo del pianeta. ‘Chi semina utopia, raccoglie realtà’, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi”. “Profondo cordoglio ai familiari e a tutte le persone che hanno lavorato con lui”  esprime il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La scomparsa di Carlo Petrini lascia – afferma il Capo dello Stato – un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell’intera società e non solo in Italia . Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell’ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità”,  “Con commozione” ha appreso della scomparsa di Carlo Petrini il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Carlo Petrini è stato “uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli”, commenta Tajani rivolgendo “alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Slow Food il più sincero cordoglio” e sottolineando che “l’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e di quel legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese”. “Con Slow Food e Terra Madre Petrini ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel mondo un modello di sviluppo più umano, sostenibile e giusto” e “attraverso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha formato generazioni di giovani provenienti da ogni parte del mondo, facendo della cultura gastronomica italiana uno strumento di dialogo internazionale, conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare”, ricorda il titolare della Farnesina. Nato nel 1949 nella città di Bra, in Piemonte, Carlo “Carlin” Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Era il 26 luglio del 1986 quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022. Grazie alla sua visione lungimirante, Petrini – si legge sul sito di Slow Food – ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale. Tra i suoi numerosi traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico. Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017 quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica – e non solo – della figura del gastronomo: un professionista che studia il cibo attraverso i suoi processi culturali, storici, socio-economici e ambientali. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Stati. Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre 160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari. Inoltre, insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le Comunità Laudato Si’, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. Un esempio concreto di conversione in grado di innescare la transizione ecologica partendo dal basso. (Inform)

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