ITALIANI ALL’ESTERO
LIONE -Sotto gli auspici del Console Generale d’Italia Chiara Petracca, si sono svolte a Lione, presso la Casa degli Italiani le cerimonie della Festa Nazionale del 25 aprile, riferisce Danilo Vezzio , presidente dell’associazione DACI, Discendenti degli ex-Combattenti Italiani
“Per tradizione queste cerimonie iniziano con la deposizione di fiori all’umile lapide del partigiano italiano Titta Cois, massacrato dai nazisti che occupavano Lione nell’agosto 1944; la relazione con la Liberazione d’Italia dovuta ai partigiani è molto stretta, il sacrificio di questo emigrato italiano, non può essere dimenticato, era legato ai partigiani italiani” afferma Vezzio, riferendo che “la cerimonia principale è continuata presso la Casa degli Italiani, in presenza delle massime autorità italiane: Console Generale, presidente e membri Comites, autorità militari francesi , presidenti associazioni e folto pubblico” e che essa “si è svolta rispettando il protocollo italiano, con l’inno di Mameli cantato dal pubblico, deposizione delle corone, e musiche di rigore”. “Il Console Generale dottoressa Chiara Petracca e il presidente dell’associazione DACI, Discendenti degli ex-Combattenti Italiani hanno spiegato il significato e il valore di questa Festa Nazionale”. Per Vezzio il motivo della Festa Nazionale della Liberazione d’Italia, del 25 aprile spesso non è capito in Francia. “Per loro -spiega – la vera Liberazione è stata la fine della guerra l’8 maggio 1945, e non il 25 aprile”. “Il 25 aprile 1945 il popolo italiano rappresentato dai partigiani, ha avuto il coraggio di attaccare, liberandosi da soli dall’occupazione nazista, dimostrando che non tutti gli Italiani erano fascisti. Il simbolo del 25 aprile 1945 è quello di aver ottenuto la Liberazione dell’Italia pagando talvolta con il prezzo del sangue, ma ritrovando una certa dignità ed onore. Questa Festa Nazionale italiana in Francia dovrà essere continuamente spiegata affinché la gente capisca quello che è realmente successo”. “Il vin d’honneur alla fine della cerimonia, prende un alto valore, a Lione portiamo sempre un brindisi ai nostri Padri che hanno saputo riconquistare l’onore, molto più importante di un impero”, conclude il presidente DACI. (Inform)