CAMERA DEI DEPUTATI
(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico, si è svolta, presso il Comitato permanente sulla politica estera per l’Artico della Commissione Esteri della Camera, l’audizione del Direttore Generale per l’Europa e la politica commerciale del Maeci Nicola Verola. Nel suo intervento il Direttore Generale ha sottolineato come l’Artico sia una regione “complessa e specifica” e non più “remota e avventurosa come in passato”. Verola ha inoltre ribadito come questa regione sia sempre più strategica, anche per l’Italia, alla luce dei più recenti sviluppi internazionali. “Quello che succede lì ha un impatto anche sul nostro Paese: in primis sulle questioni climatiche”, ha precisato il Direttore Generale parlando anche di sicurezza e non solo da un punto di vista strettamente militare. “Nell’Artico la temperatura media si è innalzata di tre volte più che nel resto del mondo e questo ci dice quanto sia importante la sfida ambientale”, ha aggiunto Verola soffermandosi quindi sull’accessibilità dell’Artico da un punto di vista logistico e commerciale, anche alla luce dell’apertura di nuove rotte marittime. Affrontato anche il tema delle risorse primarie, energetiche e minerarie: alla luce di queste dimensioni “serve un approccio olistico sull’Artico”, ha sottolineato Verola ricordando la differenza rispetto alla situazione dell’Antartide o Antartico che è soggetto a un accordo internazionale che ne regola l’accesso. “Questo non vale per l’Artide che tra l’altro è popolato anche da comunità indigene e native”, ha precisato il Direttore Generale evidenziando come questo renda speciale e peculiare la situazione di questa regione. Verola ha poi spiegato come, nell’ambito di una proiezione internazionale, sicurezza, economia, diplomazia pubblica e dell’informazione e cooperazione fra Paesi, rappresentino i quattro punti della strategia italiana in un’ottica multi-settoriale. “Ci proponiamo come forza pacifica e stabilizzatrice: questo è come vogliamo che si esplichi il ruolo dell’Italia. La volontà è quella di giocare un ruolo costruttivo per il benessere e la stabilità di questa regione. Non siamo un Paese artico e ci entriamo con rispetto”, ha aggiunto il Direttore Generale. Per l’Italia lo strumento principale per il governo della regione è il Consiglio Artico, soprattutto in virtù della mancanza di un trattato come avviene per l’Antartide. “Se dovesse venire meno il Consiglio Artico si aprirebbe un vuoto, con una grande incertezza e volatilità: due cose di cui non abbiamo bisogno”, ha precisato Verola tornando sul concetto di sicurezza con un orizzonte più ampio rispetto alla mera deterrenza militare. “Ci proponiamo di incoraggiare il rispetto di tutti principi di diritto internazionale marittimo”, ha sottolineato il Direttore Generale menzionando quindi il ruolo della comunità scientifica italiana che vanta una grande credibilità internazionale e può essere determinante per uno sviluppo sostenibile della regione in termini di contributo allo studio di soluzioni anche infrastrutturali. Verola ha ricordato poi il “Tavolo artico” che riunisce da circa dieci anni tutti i vari attori della politica italiana con il coordinamento della Farnesina. Il, Direttore Generale ha anche menzionato il recente Forum sull’Artico che si è tenuto nel mese di marzo e che ha avuto successo; è comunque utile promuovere un dibattito su queste tematiche anche a livello nazionale. “Dobbiamo conoscere meglio l’Artico per valutarne i rischi e coglierne le opportunità. Dobbiamo essere presenti e non partiamo da zero, perché la politica artica dell’Italia ha delle radici antiche e prestigiose”, ha concluso Verola ricordando che tra poche settimane si celebrerà il centenario della missione artica del dirigibile Norge nel 1926. (Inform)