ITALIANI ALL’ESTERO
(Fonte foto Consiglio regionale Sardegna)
CAGLIARI – Consiglio regionale della Sardegna: la sesta commissione Salute e Politiche Sociali , presieduta da Carla Fundoni (Pd), ha espresso parere favore (con una osservazione) al Piano triennale e al Programma annuale per l’emigrazione. A favore della delibera n. 13/19, approvata dalla Giunta lo scorso 18 marzo (v. https://comunicazioneinform.it/regione-sardegna-approvati-dalla-giunta-il-piano-triennale-dellemigrazione-2026-2028-e-il-programma-annuale-2026-assessora-manca-promuoviamo-partenariato-attivo-con-le-comunita-sa/) ed illustrata in Commissione dalla direttrice generale dell’Assessorato, dottoressa Delfina Spiga, si sono espressi soltanto i consiglieri dei gruppi della maggioranza. Il Piano triennale, adottato ai sensi della LR 7/1991, nasce per rispondere ai cambiamenti socioeconomici che hanno interessato le comunità sarde in Italia e nel mondo. Ribadisce la struttura della governance dell’emigrazione che coinvolge l’Assessorato del Lavoro (regista istituzionale e finanziario); la Consulta regionale dell’emigrazione (organo consultivo con rappresentanti delle comunità sarde, sindacati e istituzioni); circoli, federazioni e associazioni di tutela: 111 Circoli riconosciuti (65 in Italia, 46 all’estero), 4 Federazioni e 5 Associazioni. Ai Circoli è riconosciuto il ruolo chiave nella promozione culturale, economica e sociale delle comunità sarde all’estero. È prevista la creazione di una cabina di regia regionale per il coordinamento inter-assessoriale delle politiche migratorie. I principali obiettivi del Piano: potenziare il contributo delle comunità sarde allo sviluppo regionale, specie nel turismo; coinvolgere maggiormente i giovani nella gestione dei circoli; promuovere ricerca, studio e formazione su temi di interesse comune; censire e valorizzare le professionalità degli emigrati, soprattutto giovani e donne; sensibilizzare la popolazione sarda sulle tematiche migratorie; incentivare l’uso delle tecnologie digitali per rafforzare i legami tra comunità; valorizzare il patrimonio culturale e linguistico, incluse le lingue minoritarie; avviare una riforma legislativa per aggiornare la normativa sull’emigrazione; sostenere le realtà sarde all’estero in situazioni di fragilità; rafforzare il coordinamento tra politiche regionali e nazionali sull’emigrazione. I progetti saranno realizzati dall’Assessorato anche tramite Circoli, Federazioni e Associazioni e i contributi annuali saranno destinati in misura crescente alle attività (60% nel 2026, 70% nel 2027, 80% nel 2028) e in misura decrescente alle spese di funzionamento. I contributi dovranno essere spesi entro l’anno e rendicontati entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario. Lo stanziamento annuale è pari a 2.139.000 euro per ciascun anno del triennio 2026-2028, suddivisi su vari capitoli di spesa. Il Programma annuale dedicato all’emigrazione rivolge particolare attenzione alla comunità sarda in Germania. Si fonda sulla Legge Regionale 7/1991 e coinvolge sardi nati nell’isola ma residenti all’estero, i loro discendenti e le associazioni/circoli che li rappresentano. Il 2026 è dichiarato “anno dell’emigrazione sarda in Germania” per riconoscere il ruolo storico e attuale della Germania come principale meta migratoria dei sardi. Saranno promosse attività culturali, progetti di memoria, scambi tra Sardegna e Germania e il rafforzamento del coordinamento giovani sardi in Germania. Una quota minima del 60% dei contributi destinati a circoli, federazioni e associazioni di tutela deve essere obbligatoriamente utilizzata per attività ed eventi. Si prevede una riforma della rendicontazione con la semplificazione delle procedure amministrative per l’accesso ai contributi. (Inform)