FARNESINA
ROMA – Si è svolta oggi alla Farnesina la XVI Conferenza MAECI – Banca d’Italia, inaugurata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. All’evento hanno preso parte funzionari del Ministero degli Esteri e della Banca d’Italia, esperti di altre Amministrazioni e rappresentanti del Sistema Paese, tra cui MEF, CDP, SACE, SIMEST, ABI, INVASS, Confindustria, aziende del settore energetico ed istituzioni bancarie.
Farnesina e Palazzo Koch collaborano per sostenere le aziende italiane grazie all’attività della rete diplomatico-consolare e culturale all’estero presso cui sono incardinati anche gli Addetti finanziari della Banca d’Italia. Il contributo dei funzionari della Banca d’Italia all’estero, con una copertura complessiva di 52 Paesi, è fondamentale per comprendere le dinamiche economico-finanziarie globali. L’appuntamento di quest’anno – dal titolo “Un mondo turbolento: crisi politiche, contrasti commerciali e shock economico-finanziari. Quali strategie per lo sviluppo delle esportazioni e la sicurezza economica dell’Italia?” – si svolge in un frangente internazionale complesso, con le tensioni commerciali e gli shock economico-finanziari derivanti dalle guerre in Medio Oriente e in Ucraina.
La Conferenza si è strutturata in due sessioni tematiche dedicate a “La cooperazione economico-finanziaria in un mondo multipolare” con focus sulle riforme, il rafforzamento del Mercato Unico e della competitività e sull’evoluzione del debito dei Paesi in via di sviluppo, e a “Diversificazione dei mercati, sicurezza degli approvvigionamenti e resilienza dell’export” per approfondire le nuove strategie dell’export alla luce degli accordi commerciali dell’UE e per promuovere la resilienza delle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche. Nel suo intervento di apertura il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato come questa iniziativa presso la Farnesina si tenga in un frangente particolarmente complesso a livello globale caratterizzato dalle guerre in Medio Oriente e Ucraina, ma anche de tensioni commerciali. “Non va sottovalutato questo momento”, ha evidenziato Tajani parlando della necessità di affrontare questo contesto nella collaborazione tra diverse istituzioni, ciascuna nel proprio ambito specifico sia di natura politica che economica. “La mia idea di Ministero degli Esteri è orientata alla crescita economica: dal 1° gennaio c’è stata una rivoluzione al Ministero con il varo di una riforma che ha portato alla realizzazione di una Direzione generale per la crescita che si occupa di economia”, ha spiegato il Ministro ricordando che le stesse Ambasciate rappresentano centri operativi per il sostegno alle nostre imprese che esportano. Tajani ha anche segnalato la realizzazione di una sala operativa dedicata a tempo pieno alle imprese italiane nel mondo. “L’export rappresenta un importante fetta del nostro Pil”, ha ribadito il Ministro sottolineando che l’export influisce per circa il 40% sul prodotto interno nazionale. “Usiamo la nostra diplomazia per far crescere la nostra economia”, ha aggiunto Tajani annunciando che ci saranno tre incontri – Torino, Roma e Bari – nel corso dei quali gli imprenditori avranno la possibilità di dialogare direttamente con la rete diplomatica. “Le sfide si vincono se tutto l’equipaggio rema nella stessa direzione e se c’è coordinamento tra tutte le forze che hanno responsabilità di farsi carico dei problemi”, ha precisato il Ministro ricordando, tra i principali problemi attuali, la questione di Hormuz ma anche la situazione nel Canale di Suez che resta monitorato da missioni internazionali come Aspides. “Siamo parte di questo equipaggio Italia”, ha poi rilevato Tajani rivolgendosi ai rappresentanti di Banca d’Italia. Il Ministro ha anche ricordato la centralità di importanti accordi commerciali internazionali come quello tra UE e Mercosur, quelli con l’India e con l’Australia. “Questo ci permette di esplorare nuovi mercati e allargare la nostra possibilità di penetrare in realtà diverse”, ha aggiunto Tajani ricordando anche il ‘corridoio IMEC’: un’iniziativa che favorirà le esportazioni con la zona dell’Indo-Pacifico. Sulla questione delle materie prime, Tajani ha poi ribadito che l’Italia è la seconda entità manifatturiera in Europa e la quarta a livello mondiale. “La Cina decide il prezzo delle materie prime e questo ci mette in difficoltà nella competitività: serve una strategia occidentale per le materie prime”, ha spiegato il Ministro sottolineando come tutto ciò che riguarda la macro economia incide sulla micro economia e tutto questo influisce sulla politica economica di un Paese.
Ha poi preso la parola il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta che ha sottolineato come lo scontro Iran-Israele-USA più il blocco dello stretto di Hormuz abbia ulteriormente complicato uno scenario globale già complesso da anni. Panetta ha anche sottolineato l’importanza del ruolo propulsore di ciascun Paese all’interno dell’UE. “Il conflitto in corso sta già provocando interruzioni senza precedenti nelle catene di fornitura energetica globale”, ha poi spiegato Panetta riferendosi soprattutto al mercato degli idrocarburi ed evidenziando come, anche a fronte di una fine immediata delle ostilità nell’area del Golfo, la situazione tornerebbe alla normalità lentamente. Per il gas naturale liquido ad esempio si stima un periodo di ripresa completa che può arrivare a cinque anni. A parte la vendita al dettaglio, quella che comunemente avviene presso i distributori di carburanti, un altro settore penalizzato dall’aumento dei costi è quello agricolo. “La durata del conflitto è stata inizialmente sottostimata”, ha rilevato Panetta ricordando che dal 28 febbraio, giorno dell’inizio delle ostilità in Iran, si è ridotto del 95% il traffico delle navi nello stretto di Hormuz. L’offerta energetica dall’area del Golfo si normalizzerebbe, secondo alcune ipotesi, nel quarto trimestre del 2026 ma, in una visione più drastica, i danni alle infrastrutture ne potrebbero ritardare la ripresa al 2027. “Per ora abbiamo solo indicatori anticipatori rispetto all’economia reale”, ha puntualizzato Panetta evidenziando che la flessione della fiducia delle famiglie si è abbondantemente acutizzata dopo il 28 febbraio. Volatilità e incertezza sono dunque le due parole centrali in questo frangente. “Lo shock energetico non apre una nuova fase, la sta semplicemente accelerando”, ha inoltre spiegato il Governatore, sottolineando che gli scenari di crisi recenti, passando per i dazi statunitensi, stanno ulteriormente frammentando i mercati. Secondo Panetta, a fronte di tutto ciò, risultano ancora più importanti i prossimi G7 e G20 in formazione finanziaria. In ultimo il Governatore ha auspicato che l’Europa possa avere in futuro un ruolo di costruttore di una visione per un “nuovo equilibrio mondiale realistico”. In questo senso Panetta ha rievocato anche un recente messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella sulla necessità di prendere atto dei cambiamenti in corso senza però doverli solamente subire. (Inform)