direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato dalla Dante Alighieri di Roma il volume “Un mondo di italiano – Didattica e oltre negli Istituti Italiani di Cultura”

CULTURA

 

ROMA – A Palazzo Firenze, sede a Roma della Società Dante Alighieri, è stata presentata nei giorni scorsi una pubblicazione dedicata alla promozione della lingua italiana presso gli Istituti Italiani di Cultura. Il titolo del volume è: “Un mondo di italiano – Didattica e oltre negli Istituti Italiani di Cultura” di Marco Maria Cerbo e Annarita Guidi (Loescher Editore 2026). Il libro racconta le azioni del Ministero degli Esteri per diffondere e promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo attraverso la rete degli IIC. Ricordiamo che Annarita Guidi è un funzionario della promozione culturale del Maeci.  Sono intervenuti: Andrea Vincenzoni (Vicesegretario generale della Società Dante Alighieri), Marco Maria Cerbo (Diplomatico e già capo dell’Unità per il Coordinamento degli Istituti Italiani di Cultura presso il Ministero degli Affari Esteri) e Nadia Terranova (scrittrice e autrice dell’introduzione del volume). Il libro si rivolge a un pubblico ampio: dai cittadini curiosi di scoprire le opportunità di contatto con l’italiano nel mondo ai docenti che desiderano approfondire e confrontare diversi contesti di insegnamento e apprendimento dell’italiano in una prospettiva istituzionale e internazionale. Attraverso un dialogo aperto con direttori, addetti culturali e referenti per la lingua italiana degli IIC, il volume esplora scenari in cui si registra un crescente interesse per lo studio dell’italiano, le aree geografiche con una tradizione consolidata nell’uso della lingua e Paesi le cui lingue locali presentano affinità o distanze rispetto all’italiano. Un filo conduttore percorre tutte le voci del libro: la sinergia tra l’offerta culturale degli Istituti e la didattica dell’italiano, tratto distintivo della loro azione nel mondo. “L’attività degli Istituti di Cultura sarà il centro di questa conversazione: il libro è una carrellata di una serie di esperienze sulla promozione di lingua e cultura all’estero”, ha spiegato Andrea Vincenzoni aprendo il dibattito e precisando che per gli IIC c’è da un lato la promozione culturale e dall’altro un’azione specifica sulla lingua, sottolineando l’esistenza di una positiva sinergia con i Comitati della Dante Alighieri sparsi nel mondo. Nel suo intervento Marco Maria Cerbo ha ricordato quando l’italiano divenne la quarta lingua più studiata del pianeta nel 2018, dietro inglese, cinese e spagnolo, mentre ad oggi è la settima lingua più usata online. Cerbo ha poi spiegato come questa scalata dell’italiano sia stata favorita dai flussi in entrata da parte di persone che si trasferiscono in Italia per vivere o per lavorare e che necessitano dello studio della nostra lingua; ci sono poi settori come l’opera, dove i cantanti lirici studiano ovviamente l’italiano considerando che molti testi sono scritti nel nostro idioma. Segnalata anche l’importanza dei circa 70-80 milioni di italo-discendenti nel mondo che sono interessati alla nostra lingua . “Si impara una lingua immergendosi nella sua cultura”, ha precisato Cerbo sottolineando che lo stile di vita italiano certamente attrae molto e quindi stimola anche la voglia di apprendere questa lingua. Cerbo ha anche spiegato che ci sono al momento 50 scuole, tra statali e paritarie, che consentono agli scolari di studiare la nostra lingua; poi ci sono i corsi per persone già adulte, che vengono erogati da entità come gli Istituti di Cultura e la Dante Alighieri. Tra le realtà menzionate anche il contesto di Dakar: nonostante il Senegal sia una ex colonia francese, vi è sempre più interesse per lo studio dell’italiano. Cerbo ha anche raccontato un aneddoto particolare sulle nuove frontiere della passione verso l’italiano: a Rapanui, ossia l’Isola di Pasqua, si è infatti recentemente tenuto un concerto suonando musica italiana tra i famosi e storici ‘moai’ dell’isola. Cerbo ha infine sottolineato l’importanza delle nostre comunità all’estero interessate al mantenimento delle  proprie radici italiane, come un fatto di identità, con il desiderio di parlare magari la lingua dei propri nonni. Si tratta di un aspetto che è molto sentito, ad esempio, in quei Paese nei quali c’è stata una forte storia di emigrazione italiana, anche perché spesso nelle prime migrazioni storiche l’uso del dialetto regionale prevaleva sull’italiano standard. Dal canto suo Nadia Terranova ha raccontato la sua esperienza in Islanda dove, dopo aver vinto un bando del Ministero degli Esteri sulla figura di Italo Calvino, è entrata in contatto con persone del posto che avevano già in qualche modo un approccio minimo con la nostra cultura. Persone che, nonostante fossero di cultura diversa , erano interessate anche alla semplice sonorità dell’italiano. Terranova ha inoltre spiegato come la sua l’esperienza all’estero abbia arricchito anche la sua percezione di altre ambientazioni e quindi abbia influito sul suo modo di scrivere romanzi.  Terranova ha però sottolineato che non necessariamente si debba cercare l’immediata assimilazione con un’altra cultura, potendo continuare a sentirsi ‘straniero’ senza alcun problema. “Ero rimasta me stessa, semplicemente si erano aperte delle crepe e lì dentro era arrivato dell’altro: è stata un’esperienza di scambio”, ha evidenziato Terranova precisando che tutte le identità restano così preservate ma con un’apertura mentale. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform