CAMERA DEI DEPUTATI
(Fonte immagine Camera dei Deputati
ROMA – Nell’Aula della Camera dei Deputati si sono svolte le comunicazioni del Governo in esito alla crisi in medio oriente sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo: sono intervenuti i Ministri degli Esteri Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Guido Crosetto. “Non siamo qui soltanto per un atto formale – ha esordito il Ministro Tajani – o solamente per rispondere doverosamente alle richieste del Parlamento. Siamo qui per una precisa scelta politica: coinvolgere il Parlamento in tutti i principali passaggi e nelle decisioni strategiche che questa crisi ci impone di assumere. Lo voglio ribadire ancora una volta: la gravità della situazione richiede a tutti noi, Governo e Parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa. Sulla politica estera, sulla sicurezza dei cittadini, sulla difesa del tessuto produttivo una grande democrazia deve essere capace di non dividersi”. Tajani ha parlato di un’ulteriore evoluzione della guerra in Iran che sta coinvolgendo un’area assai vasta giunta persino all’Azerbaigian, a Cipro e ai cieli della Turchia. Nello specifico di Cipro, Tajani ha ricordato che si tratta di un Paese dell’Unione europea a cui è doveroso e prioritario garantire solidarietà ed assistenza. Difficile anche la situazione in Iraq – ha aggiunto Tajani – dove si stanno monitorando gli sviluppi, vista anche la presenza di militari italiani nel Kurdistan iracheno e a Baghdad. Resta tesa la situazione anche tra Libano e Israele. “La task force Golfo dedicata all’assistenza dei connazionali, creata presso l’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri, ha gestito ad oggi oltre 14.000 chiamate e diverse migliaia di contatti e-mail. Gli italiani che abbiamo già aiutato a lasciare le aree a rischio sono arrivati a circa 10.000. Tra le varie opzioni abbiamo anche agevolato voli charter speciali in collaborazione con il Ministero della Difesa”, ha spiegato il Ministro menzionando alcune località come Dubai, Abu Dhabi e persino le Maldive dalle quali stanno rientrando in queste ore diversi connazionali in condizioni di fragilità o difficoltà. “L’Italia è stato il primo Paese europeo ad introdurre voli speciali attivando, per prima nell’Unione europea, il meccanismo europeo di Protezione civile con l’aiuto del Dipartimento nazionale della Protezione civile. Siamo in contatto con tutte le compagnie aeree per continuare a favorire la riprotezione dei passeggeri in difficoltà. Tra i connazionali che hanno già fatto rientro in Italia, ci sono anche i 200 studenti che si trovavano a Dubai”, ha precisato Tajani sottolineando che, per sostenere l’azione delle nostre sedi diplomatiche, sono state inviate in Oman, Emirati Arabi Uniti, Sri Lanka e Maldive squadre congiunte di personale di Ministero degli Esteri, Carabinieri, Guardia di Finanza e Protezione Civile sotto il coordinamento dell’Unità di Crisi. “Abbiamo istituito presidi di assistenza con squadre dell’Ambasciata e dei Consolati in tutti i principali aeroporti e ai valichi di frontiera per sostenere i nostri connazionali nei passaggi più delicati: siamo l’unico Paese ad avere adottato una misura simile. In parallelo stiamo assistendo anche i nostri connazionali in difficoltà in altre parti del mondo a causa del gravissimo impatto sulla crisi sul traffico aereo globale. Stiamo, ad esempio, aiutando i turisti italiani provenienti dalle Maldive che dovevano transitare per Dubai. Per questo abbiamo organizzato una rete operativa con le Ambasciate a Colombo e Nuova Delhi: a tutti viene garantito supporto informativo logistico e per le necessità più urgenti come il reperimento di medicine salvavita. Si tratta di uno sforzo straordinario tenendo conto del fatto che complessivamente sono oltre 100.000 gli italiani presenti nelle aree più colpite coinvolti direttamente o indirettamente”, ha proseguito Tajani che ha aggiunto “Voglio ringraziare, sentitamente, nuovamente, in quest’Aula il personale del Ministero degli Esteri, i reparti dei Carabinieri e della Guardia di finanza della Farnesina (Applausi), il Ministero della Difesa, il personale della Presidenza del Consiglio, le nostre ambasciate e i nostri consolati per lo straordinario lavoro svolto in queste ore difficili, senza risparmiarsi di giorno e di notte. Ci sono donne e uomini che svolgono turni continuativi, senza neanche fermarsi per il riposo e li voglio ringraziare di cuore perché stanno aiutando in maniera straordinaria i nostri connazionali in difficoltà”. Il Ministro ha poi ricordato che il Governo è pronto a intervenire anche sul fronte economico, per mitigare l’impatto di questa crisi che è purtroppo già visibile. “Preoccupa il blocco dello Stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali. I prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi, i premi assicurativi sulle rotte marittime sono aumentati. Aumento dei prezzi, a volte, al consumo, anche ingiustificati. Le conseguenze delle tensioni nello Stretto di Hormuz rischiano di pesare anche sui prezzi di molte materie prime e su quelli di grano e cereali”, ha precisato il Ministro evidenziando che il Golfo è anche un’area cruciale per il nostro export: “tra Suez e il Mar Rosso transita circa il 40 per cento del commercio marittimo italiano”, ha sottolineato Tajani ribadendo che resta una priorità la protezione del tessuto economico italiano e del potere d’acquisto delle famiglie. “Insieme alle agenzie per l’internazionalizzazione ICE, SACE e SIMEST e Cassa depositi e prestiti stiamo finalizzando un pacchetto di misure per sostenere le nostre imprese esportatrici colpite dagli effetti della crisi”, ha aggiunto Tajani ricordando anche il tema della sicurezza energetica. “L’Italia è l’unico Paese con missioni diplomatiche presenti operative in tutta l’area: i nostri militari continuano ad essere dispiegati nella regione per contribuire alla pace e alla stabilità. I nostri partner del Golfo hanno a più riprese voluto ringraziare l’Italia per questo segnale concreto di vicinanza, solidarietà ed amicizia. Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran”, ha aggiunto Tajani auspicando un cambio di passo nel Paese, anche in termini di sicurezza che non preveda lo sviluppo di armamenti nucleari, e la fine del regime degli Ayatollah. Il Ministro ha infine rilevato come , di fronte al coinvolgimento nel conflitto di partner strategici del Golfo, sia stato formalmente chiesto da questi Paesi sostegno all’Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea rispetto agli attacchi provenienti dall’Iran.
Dal canto suo il Ministro Crosetto ha descritto alcune delle operazioni in corso in queste ore: “in Kuwait, presso la base di Ali Al-Salem, è in atto un movimento di personale di 239 militari verso l’Arabia Saudita per alleggerire il dispositivo, pur mantenendo una capacità operativa essenziale; rimarranno 82 dei 321 militari”, ha spiegato Crosetto evidenziando che un discorso analogo vale per il Qatar, sede del CAOC. “Anche qui, – ha continuato il Ministro – proprio in questo momento, 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita e le 3 unità rimanenti assicureranno la continuità di collegamento e la coordinazione con tutta la componente aerea regionale. Anche in Bahrein, la sede del comando centrale della Marina degli Stati Uniti, dove 5 nostri militari operavano a supporto della Combined Maritime Forces, stiamo ritirando il personale con modalità analoghe a quella descritta per il Qatar, a causa della momentanea inattività del comando”. “In Libano, alla luce degli ultimi sviluppi, stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte a ogni esigenza, sia rimodulando il personale, sia intervenendo con un dispositivo navale. Stiamo già attrezzando, ove si rendesse necessario, un’evacuazione anche di personale civile. Qui abbiamo prudenzialmente posto in prontezza 24 ore l’unità navale da dedicare all’attività. Ad Arbil, nel nord dell’Iraq, nella regione autonoma del Kurdistan, avevamo già agito prima dell’inizio del conflitto, operando una riduzione significativa e una dispersione del personale, facendo rientrare in Italia 102 militari e trasferendone in Giordania 75. Anche relativamente ai velivoli, avevamo già trasferito in un’altra sede, prima dell’inizio degli scontri, i C-27 e i 5 elicotteri. Questo per quanto riguarda ciò che sta accadendo ai nostri contingenti in zona”, ha aggiunto Crosetto parlando poi anche dei civili e aggiungendo altri dettagli a quanto riportato in precedenza da Tajani. “I nostri connazionali sono quasi 100.000; ma ricordo che i francesi sono 400.000 e gli inglesi 300.000 e sono nelle stesse condizioni degli italiani”, ha precisato il Ministro sottolineando che delle misure attivate dal Governo italiano starebbero beneficiando anche altri Paesi. Secondo Crosetto inoltre l’Iran avendo difficoltà a colpire con i droni Israele, perché la distanza e il tempo di percorrenza li rende vulnerabili, starebbe quindi colpendo le Nazioni vicine dimostrando di avere come strategia quella di creare caos e complessità economiche. “Lo Stretto di Hormuz ha una rilevanza, dal punto di vista economico, straordinaria per tutto il mondo”, ha aggiunto il Ministro che ha sottolineato di guardare con preoccupazione anche al fronte Est dove prosegue il conflitto tra Ucraina e Russia. Secondo Crosetto infatti “quando si apre un caos internazionale e quando si apre una nuova crisi internazionale, anche le altre crisi possono esplodere”. Il Ministro dopo aver invitato tutti ad avere consapevolezza della difficoltà di questo momento, si è soffermato sul dispositivo multidominio nazionale in Medioriente che si prefigge di contribuire alla realizzazione di un ambiente sicuro e alla stabilità regionale. “Alla luce dei recenti avvenimenti, – ha spiegato Crosetto – intendiamo adeguare il dispositivo esistente con assetti difensivi: sistemi di difesa aerea antidrone e antimissilistica nel perimetro di quanto già autorizzato e nei limiti geografici e funzionali della missione. Occorre infatti disporre nell’area di ulteriori presidi per i nostri contingenti, per i nostri connazionali e per contribuire a contrastare una incipiente crisi finanziaria ed energetica. Infatti vi è un elemento che non possiamo ignorare. La crisi in corso mette a rischio il Medioriente ma sta già producendo effetti economici e concreti immediati, ed incide sul benessere e sull’economia di tutte le nostre nazioni. Per richiamare alcuni dati, attraverso Hormuz ogni giorno passano tra i 17 e i 20 milioni di barili di petrolio, il 20 per cento del petrolio mondiale. Quando le rotte vengono messe sotto pressione le petroliere e le gasiere vengono fermate e l’effetto per le famiglie è immediato. Noi non siamo l’unico Paese europeo che affronta questa situazione: tutti gli altri Paesi si trovano nella nostra condizione”. Il Ministro ha concluso il suo intervento ribadendo che l’Italia non è in guerra: “L’Italia – ha spiegato – sta cercando di gestire e mitigare, in stretto accordo con le Nazioni amiche, le conseguenze di questo conflitto. Perché questo conflitto è preoccupante e dirompente. Ci dicono, americani e israeliani, che durerà settimane. Ci sono, a cerchi concentrici, molte altre conseguenze sulla sicurezza, sulla operatività dei nostri contingenti, sulla sicurezza degli italiani, sulla richiesta di aiuto di Nazioni amiche e sulla crisi energetica. Tra le tante problematiche laterali, ci si porrà anche quella dell’utilizzo delle basi americane in Italia: e su questo punto voglio dire che noi rispetteremo puntualmente ciò che prevede l’Agreement con gli Stati Uniti. Le norme prevedono notifiche tecniche per ciò che riguarda la logistica e ciò che non è cinetico, e autorizzazioni governative per il secondo caso”. (Inform)