CULTURA
TREVISO – Fondazione Cassamarca Treviso: i prossimi appuntamenti culturali
Martedì 24 febbraio, ore 17. Incontro con la Dante Alighieri sezione di Treviso: “La Felicità: gli equivoci dell’uomo contemporaneo, le chiaroveggenze opposte di Dante e Leopardi” con Gianfranca Melisurgo. Ogni epoca ha recepito il profondo bisogno di felicità dell’uomo e ha indicato, nel modo che le era proprio, le strade per raggiungerla. L’uomo di oggi, arrendevole verso le promesse seduttive che la tecnologia offre all’immaginario collettivo e convinto di avere diritto alla felicità, l’ha banalmente ridotta al possesso di qualcosa. Occorre tornare ad avere orizzonti ampi, riconquistare autentico pensiero e profondo “linguaggio” della felicità: da grandi autori del passato si possono trarre importanti lezioni di sapienza esistenziale senza sentirla obsoleta a priori. Sia in Dante che in Leopardi ci sono semi di verità scomode o poco in linea con i tempi attuali: l’assorbenza della visione religiosa nell’uno, nell’altro l’irrisione per le magnifiche sorti e progressive, il vero credo comune di oggi. Tuttavia, la vis poetica che ha dato senso alla loro vita, in una “chiaroveggenza” pur orientata da opposte polarità di pensiero, possono ancora risvegliare in noi la ricerca interiore: sul tema della felicità e non solo.
Giovedì 26 febbraio, ore 18. Nell’ambito della rassegna de I Giovedì della cultura, Casa dei Carraresi ospiterà una conferenza del professor Angelo Orcalli sul tema Musica e matematica: il potere del numero sulla psiche. Angelo Orcalli, autore di numerosi saggi sulla musica del Novecento, già professore di Storia della Musica all’Università di Udine, è ora docente di Musicologia al Master pluridisciplinare ATIAM, Scienze e tecnologie applicate alla musica, dell’Università Pierre et Marie Curie/Sorbona, Ircam, Telecom Parigi. Il mito destina Orfeo al fallimento. La musica se è pura espressione delle emozioni non ha il potere di annullare il flusso degli eventi, né di restituire una nuova vita ai defunti. Solo il calcolo numerico quando forma l’ordine l’armonico che raggiunge la psiche, spiegarono i pitagorici, ha il privilegio di trascendere ogni contingenza. La musica occidentale prende questa via e sviluppa la propria storia sul perenne conflitto tra mathesis e soggettività. Il significato cosmologico dell’antichissima alleanza tra musica e matematica è rimasto nell’immaginario scientifico e musicale fino al secolo scorso. Il numero ha conferito al suono proprietà spazio-temporali che lo hanno reso funzionale al linguaggio musicale potenziandone le possibilità espressive. Sul finire del secolo breve la codifica digitale è giunta a porre in relazione il numero al timbro, la qualità forse più insondabile ed emozionale del suono liberando nuove energie psichiche della soggettività musicale. Oggi l’intreccio delle due sfere culturali porta la musica ad operare nel disincanto dei sistemi formalizzati e a muoversi nell’ambito dei domini tecnologici. Con esemplificazioni e ascolti musicali, questa esposizione tratta del potere esercitato dal calcolo sull’ordine del sensibile in musica. Angelo Orcalli, musicologo con formazione universitaria anche in matematica e filosofia, già professore ordinario dell’Università di Udine e delegato di Ateneo, ha insegnato alla Facoltà di Beni Culturali e al Dipartimento di Matematica e Informatica. Dal 2010 insegna Musicologia al Master interdisciplinare ATIAM dell’Università Pierre e Marie Curie/Ircam/Centre Pompidou – Parigi. Nel 1995 ha istituito e diretto il Laboratorio universitario MIRAGE per la conservazione, il restauro dei documenti audio e l’edizione critica di opere musicali elettroniche e miste. Ha realizzato numerosi progetti editoriali in collaborazione con l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee – La Biennale di Venezia, Ricordi Universal – Milano, la Fondazione Benetton – Iniziative Culturali – Treviso, l’Institut National de l’Audiovisuel – Radio France, il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra, il Teatro Regio di Parma e le Teche Rai. Collabora con l’Accademia nazionale dei lincei sui temi delle intersezioni della musica con le altre discipline sia scientifiche che umanistiche. Ha pubblicato numerosi saggi su compositori del Novecento e recentemente il libro Hugues Dufourt, Les Continents d’après Tiepolo (Editions Contrechamps, Ginevra 2025). Ha scritto le voci: “Matematica e musica”, “Restauro e conservazione” e “Timbro” per l’Enciclopedia della Musica Contemporanea 1900-2025 dell’Istituto Treccani.
Venerdì 27 febbraio, ore 17.30. “I paradossi della Felicità. Il problema della negazione del dolore a partire dal pensiero di Byung-chul Han” è un volume a cura di Francesco Paparella, con contributi di Cecilia Bona, Lorenzo Manildo e Paolo Giacomo Masini. Il testo si inserisce nel contesto del “Young Thinkers Festival 2025-26” e analizza tematiche filosofiche contemporanee legate alla società attuale.
Venerdì 27 febbraio, ore 18, Casa dei Carraresi ospiterà Dario Mantovani che presenterà il suo libro “La letteratura invisibile. I giuristi scrittori di Roma antica”. Con l’Autore dialogheranno Luigi Garofalo e Paolo Ruffilli. Il diritto romano è, senza dubbio, una delle forme culturali che hanno lasciato l’influenza più duratura e ampia nella storia umana. Fra le ragioni di questo successo vi è una produzione letteraria – quella dei giuristi – capace di attingere valori, parole e argomenti dall’intera cultura latina e di trasformarli in un’efficace tecnica di governo della società. Mettendo a frutto una documentazione ricca e variegata, Dario Mantovani, storico del diritto romano al Collège de France, con un approccio all’intersezione tra diritto, filologia e storia, restituisce a questa ‘letteratura invisibile’ il posto che le spetta. Sottoporre gli scritti dei giuristi di Roma ai metodi e alle questioni solitamente riservati alle opere letterarie consente di accertare sotto quale forma circolassero e di determinare se la loro diffusione fosse più o meno estesa e quali strati sociali toccasse. Scopriremo soprattutto il modo di ragionare dei giuristi, capaci di adottare di volta in volta forme espressive e ruoli differenti, qui impersonati da tre figure: il giurista filosofo, il giurista storico e il giurista insegnante. Una versatilità che spiega anche l’immenso lascito che hanno trasmesso alla cultura giuridica moderna.
Lunedì 2 marzo, ore 15, Presentazione del terzo volume della Collana Firmamenti dedicato a Herman August Korf, Lo spirito dell’età di Goethe. Primo romanticismo. Con il curatore Giampiero Moretti (Università di Napoli) dialogheranno Domenico Cangiano (Università Cà Foscari), Davide Susanetti (Università degli Studi di Padova), Massimo Stella (Università Cà Foscari) e Luigi Garofalo (Presidente Fondazione Cassamarca e Docente nell’Università degli Studi di Padova). Questo terzo volume prende in esame i numerosi e variegati autori di quella che Korff definisce la «terza generazione» dell’età di Goethe. Se la prima, quella dello Sturm und Drang, era stata caratterizzata come la generazione del giovane impeto germanico, anticlassico e antifrancese, tutto teso a riscoprire e riaffermare le radici della poesia popolare e naturale (il Werther in prima linea), e la seconda come la generazione di una rinnovata ricomposizione classica (ancora Goethe, e Schiller su tutti), per Korff il primo romanticismo ha un doppio significato: da un lato riattivare l’impeto poetico della prima generazione, trasformandolo, dall’altro, in direzione di un’ispirazione poetica e letteraria, nonché filosofica, originale e quasi inaspettata. Ma il contributo fondamentale che questo terzo volume offre sul piano della storia letteraria europea, animata interiormente da una vertiginosa storia delle idee, consiste nella disamina delle numerose opere dei singoli autori esaminati. Hölderlin, Jean Paul, Tieck e tutti gli altri grandi interpreti di questo periodo vengono presi in considerazione sia come individualità sia come esponenti di un insieme culturale e spirituale. Nel primo caso Korff offre notevoli affreschi interpretativi dei singoli a partire dalle loro opere più significative, nel secondo il quadro si amplia, arricchito anche dalle consuete aperture al coevo e ricchissimo mondo filosofico tedesco dell’epoca, fino a restituire al lettore l’immagine di un universo irripetibile: quello, appunto, del primo romanticismo tedesco. La Collana Firmamenti è progetto editoriale, promosso dalla Fondazione Cassamarca, edito da Marsilio e diretto da Maurizio Bettini, Massimo Cacciari e Luigi Garofalo. Si propone di valorizzare e far conoscere opere di straordinaria importanza nella formazione del pensiero occidentale, talora trascurate dalla critica o addirittura prive di una traduzione italiana. Ciascun testo è arricchito di saggi scritti da autorevoli studiosi, volti soprattutto a coglierne il significato sotto il profilo storico-filosofico e giuridico-antropologico.
Lunedì 2 marzo, ore 17.45, si riunisce il Gruppo di Lettura Veloce Vascello che propone questa settimana una riflessione introno all’opera di Kafka. Ingresso libero.
Giovedì 5 marzo, ore 20.30, ex Chiesa di Santa Croce, debutta a Treviso il 5 marzo il recital “Emma”, riscrittura di Paola De Crescenzo del celebre romanzo “Madame Bovary” di Gustave Flaubert, che sarà rappresentata in forma di lettura-concerto. L’ideazione è di Paola De Crescenzo, che è anche la voce recitante che interpreterà Emma. La direzione musicale è di Davide Carmarino con Ivan Rabaglia al violino, Giulia Rossi al violoncello e Matteo Mela alla chitarra. “Emma” è una riscrittura tratta dal romanzo di Flaubert “Madame Bovary” – spiega Paola De Crescenzo – Tutti i personaggi convergono in una sola voce, quella della protagonista. Entrare nel suo io, nodo di dubbi, domande, passioni, paure, inquietudini. Eroina da ricercare o “mostro” da cui rifuggire? Né l’una né l’altro. Ma “ombra”, la parte oscura che a tutti noi appartiene, con la quale tutti noi facciamo o dobbiamo, consapevoli o meno, fare i conti.
Mettersi a nudo, urlare il malessere, le proprie cadute, i propri desideri. Toccare per un attimo il disagio, scoprire le ipocrisie e abbracciare la debolezza. Sì, la debolezza del non sentirsi mai compiuti. O del non sentirsi compiuti per come le forme riconosciute della società vorrebbero, “D’altronde non sono una donna della buona società e sposata! E infine una vera amante”, dice Emma. Chi devia dal tracciato, chi cade, lo fa per inettitudine? Per puntiglio? Per sfortuna? Mettiamo da parte questi termini, che prevedono già alla base un giudizio. E se fosse semplicemente questione di destino. Di un destino che ognuno di noi deve compiere? Il mio, il tuo, destino, in questo mondo e per questo mondo. La profondità della musica di Bach, la leggerezza delle armonie di Paganini e la commovente nostalgia delle note di Piazzolla sono il contrappunto musicale del dramma di Emma, ne colorano le ombre tra pulsioni, illusione e autodistruzione. Ingresso libero.
Giovedì 5 marzo , ore 18 . Nell’ambito della rassegna de I Giovedì della cultura, il 5 marzo, alle ore 18, Casa dei Carraresi ospiterà una conferenza di Tiziana Plebani sul tema: Il ruolo delle donne nella stria di Venezia. La società mercantile veneziana in cui gli uomini erano per lo più impegnati fuori casa, negli affari marittimi o comunque distanti, consegnò a molte donne la gestione domestica e in parte anche contabile. A differenza che nel resto d’Europa, le veneziane potevano e dovevano amministrare beni, registrare transazioni; sono infatti conservate nella documentazione deleghe dei mercanti alle mogli e alle madri. Inoltre, le veneziane, sia le patrizie che le donne dei ceti medi, investivano negli scambi internazionali, prestavano denaro e talvolta divenivano imprenditrici. Questo generò uno loro statuto particolare, una modulazione dei diritti e un necessario alfabetismo, seppure di base, per poter leggere cedole e contratti e annotare entrate e uscite. Si rinvia a Tiziana Plebani, Alle donne che niente sanno. Mestieri femminili, alfabetizzazione e stampa nella Venezia del Rinascimento, Venezia, Marsilio, 2022
Tiziana Plebani, dottore di ricerca in Storia sociale europea e abilitata all’insegnamento universitario della Storia moderna, ha insegnato Conservazione dei materiali librari e documentari all’Università Ca’ Foscari di Venezia ed è stata responsabile del Dipartimento Storia e Didattica della Biblioteca Nazionale di Venezia. Ora è cultrice di Storia moderna presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. È socia della Società della Storiche italiane e del Centro interuniversitario di Storia culturale (Padova, Pisa, Venezia e Bologna). Si occupa di storia dell’alfabetismo, delle pratiche di lettura e scrittura e storia del libro, di storia dei sentimenti e di storia di genere e storia di Venezia. Tra i suoi libri: Alle donne che niente sanno. Mestieri femminili, alfabetizzazione e stampa nella Venezia del Rinascimento, Venezia, Marsilio, 2022; Le scritture delle donne in Europa. Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX), Roma 2019; Un secolo di sentimenti. Amori e conflitti generazionali nella Venezia del Settecento, Venezia 2012, con cui ha vinto il Premio Gambrinus Mazzotti e il Premio Antico Pignolo; Storia di Venezia città delle donne. Guida ai tempi, luoghi e presenze femminili, uscito a luglio 2021 in una nuova edizione Marsilio-Feltrinelli; La legge e la stampa, Venezia 2004; Il «genere» dei libri. Storie e rappresentazioni della lettura al femminile e al maschile tra Medioevo ed età moderna, Milano 2001; L’Almanacco delle donne, Venezia 1991.
Nel 2025 ha scritto il testo storico-narrativo del volume illustrato Venezia Serenissima. solution & seduction, da un’idea di Diane von Furstenberg, con i disegni di Kostantin Kakanias, Venezia, Marsilio arte, 2025. E ha pubblicato il Dialogo teatrale Perché sei al posto mio? Dialogo immaginario tra la statua di Niccolò Tommaseo e Marco Polo nel catalogo della mostra Marco Polo e il monumento che non c’è. Una storia ottocentesca e una restituzione contemporanea, a cura di Tiziana Plebani, introduzione di Eugenio Burgio, con un contributo di Mario Isnenghi, Venezia, Ca’ Foscari, 2025. Tra le curatele segnaliamo: Alessandro Arcangeli, Tiziana Plebani (a cura di), Sensibilità moderne. Storie di affetti, passioni e sensi (secoli XV-XVIII), Roma, Carocci, 2023 con il saggio Sentire il corpo dell’amico: dalla passione virile alla mixité; Il testamento di Marco Polo: il documento, la storia, il contesto, a cura di Tiziana Plebani, Milano, Unicopli, 2019; XV-XVIII), Roma, Carocci, 2023 con il saggio Sentire il corpo dell’amico: dalla passione virile alla mixité; Stranieri, Barbari, Migranti: il racconto della Storia per comprendere il presente, a cura di Tiziana Plebani, Venezia 2016; Aldo Manuzio. La voce dell’editore. Prefazioni e dediche, a cura di Mario Infelise e Tiziana Plebani, Venezia 2015; Spazi, poteri, diritti delle donne a Venezia, Verona, Quiedit, 2012 . Oltre alla scrittura storica, coltiva la narrativa, con racconti e romanzi, Un posto dove stare, Venezia, Toletta editrice, 2014 e Sparire, Padova, Linea editrice, 2020; Il segreto della sosta, Portogruaro, Ediciclo, 2024. Contribuisce ad alcune riviste on line come Ytali e Gli stati generali.
7 marzo, ore 16, Casa dei Carraresi . Dopo il primo appuntamento di febbraio, proseguono anche nel mese di marzo gli incontri culturali organizzati dall’ADVAR sul tema della “Fragilità”. Il 7 marzo il filosofo della Scienza Giuseppe Boniolo parlerà di “Fragilità in un mondo complicato tra ignoranza e conoscenza”. La conferenza sarà preceduta da un momento musicale a cura del Quartetto Rosatea. Prevista anche la diretta streaming.
9 marzo, ore 18.30, Sala dei Brittoni . Camminare a primavera: istruzioni per l’uso con Daniele Genovese, scrittore e blogger. Tornano gli appuntamenti con “Storie&Cammini”, che tra il 9 marzo e l’11 maggio proporranno 9 appuntamenti presso la Casa dei Carraresi (ore 18.30 Sala dei Brittoni). Un calendario che approfondirà il tema del cammino nelle sue molteplici forme: esperienza di vita, strumento di benessere fisico e mentale, occasione di scoperta del territorio e di relazione. Gli appuntamenti sono curati da Domenico Basso. (Inform)