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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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La Commissione europea adotta nuove misure per fermare la distruzione di capi di abbigliamento e calzature invenduti

ESTERI

 

ROMA – La Commissione europea ha adottato nuove misure nell’ambito del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR) per prevenire la distruzione di capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature invenduti. Promuovendo il riutilizzo e il riciclaggio, queste misure contribuiranno a ridurre i rifiuti, limitare i danni ambientali e creare condizioni di parità per le imprese. Di conseguenza, il settore tessile potrà accelerare la transizione verso pratiche più circolari, compiendo un ulteriore passo avanti nella promozione dell’economia circolare in tutta l’UE. Le nuove misure sosterranno le imprese nel rispetto degli obblighi relativi alla distruzione dei prodotti tessili invenduti previsti dall’ESPR. Esse chiariscono in quali circostanze la distruzione sarà consentita – ad esempio per motivi di sicurezza o in caso di danneggiamento dei prodotti – e introducono inoltre un formato standardizzato per la comunicazione, da parte delle imprese, dei volumi di beni di consumo invenduti che vengono scartati, nel modo più semplice possibile e senza imporre oneri amministrativi aggiuntivi. Ogni anno in Europa si stima che il 4-9% dei prodotti tessili invenduti venga distrutto prima ancora di essere indossato. Questo spreco genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂, un valore quasi equivalente alle emissioni nette totali della Svezia nel 2021. L’ESPR, entrato in vigore nel luglio 2024, mira a migliorare in modo significativo la sostenibilità dei prodotti immessi sul mercato dell’UE, rafforzandone la circolarità, le prestazioni energetiche, la riciclabilità e la durabilità. Il regolamento impone alle imprese di comunicare informazioni sui prodotti di consumo invenduti smaltiti come rifiuti e introduce inoltre il divieto di distruzione di capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature invenduti. Ciò risponde alle crescenti preoccupazioni dei consumatori in merito ai rifiuti tessili, legate agli impatti ambientali e sociali della “fast fashion”. Il divieto di distruzione si applicherà alle grandi imprese a partire dal 19 luglio 2026, mentre le imprese di medie dimensioni dovrebbero adeguarsi a partire dal luglio 2030. Le norme sulla divulgazione delle informazioni previste dall’ESPR si applicano già alle grandi imprese e si estenderanno anche alle imprese di medie dimensioni nel 2030. La Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha dichiarato: “Il settore tessile è in prima linea nella transizione verso la sostenibilità, ma restano ancora delle sfide. I dati sullo spreco mostrano chiaramente la necessità di intervenire. Con queste nuove misure, il settore tessile sarà messo nelle condizioni di adottare pratiche sostenibili e circolari, rafforzando al contempo la nostra competitività e riducendo le dipendenze”. (Inform)

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